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ATTUALITÀ

Un governo che “profuma” di Sicilia: in 8 per la nazione e la Sicilia, rilancio e cambiamento?

PALERMO – È un governo nuovo e che profuma di Sicilia quello di Giuseppe Conte, chiamato a cambiare il percorso intrapreso dalla coppia formata da Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle) e Matteo Salvini (Lega Nord).

Una rivoluzione necessaria e che ha portato alla nomina di diversi politici siciliani, che rivestiranno il ruolo di ministri, vice ministri e sottosegretari.

I ministri

Andando con ordine, al Ministero del Mezzogiorno è giunto il 37enne Giuseppe Provenzano (Partito Democratico), originario di San Cataldo (Caltanissetta).

Al Lavoro, invece, la 52enne catanese Nunzia Catalfo del Movimento 5 Stelle. Dello stesso partito anche il ministro alla Giustizia Alfonso Bonafede. Il 43enne di Mazara del Vallo (Trapani) è stato riconfermato dopo essere stato scelto nel governo precedente (in basso da sinistra a destra).

Un gradino più giù i vice ministri. All’Interno il pentastellato Vito Crimi, 47 anni e di Palermo. Stesso movimento politico, ruolo diverso e di grandi aspettative: al 44enne Giancarlo Cancelleri sono state affidate le chiavi delle Infrastrutture (in basso da sinistra a destra).

I sottosegretari

Al ruolo di sottosegretario al Lavoro, invece, è stato nominato il 62enne Stanislao Di Piazza, di Palermo e del M5S. Pentastellato anche il sottosegretario agli Affari Europei, il 38enne Palermitano Manlio Di Stefano. Conclude il quadro Alessio Villarosa, 38 anni di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina), che sarà sottosegretario all’Economia (in basso da sinistra a destra).

Cambiamento o no?

Su loro in molti ripongono grandi speranze per un rilancio del governo e della politica nazionale, ma non solo. L’appartenenza a un territorio e a una realtà come quella siciliana potrebbe essere anche la marcia in più per ridare linfa vitale alla Trinacria e, più in generale, a tutto il meridione.

Il divario con le regioni settentrionali dal punto di vista di sviluppo economico e infrastrutturale sono evidenti. Nessuno si aspetta, certamente, un miracolo, ma sicuramente un agognato cambiamento per la nazione e per il sud.

Ci saranno sempre scelte condivise e altre al centro delle polemiche e delle critiche. Ma solo il tempo e il duro lavoro daranno risposta, sperando che arrivi l’atteso cambio di marcia.

ATTUALITÀ

Caro carburanti, in Sicilia è emergenza: benzina e diesel sempre più pesanti per le famiglie

Il caro carburanti pesa con forza sempre maggiore sui bilanci delle famiglie e in Sicilia la situazione assume contorni particolarmente preoccupanti. Benzina e gasolio continuano a viaggiare su livelli elevatissimi, mentre ogni rifornimento si trasforma in una spesa sempre più difficile da sostenere.

Secondo i dati riportati nelle ultime ore, nell’Isola il prezzo medio in modalità self si aggira intorno ai 2,11 euro al litro per la benzina e tra 2,20 e 2,23 euro per il diesel, con punte che arrivano anche oltre i 2,25 euro al litro.

Numeri che, in una regione nella quale l’automobile rappresenta spesso una necessità e non una scelta, hanno un impatto ancora più pesante. Per molti siciliani significa spendere decine di euro in più ogni mese soltanto per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, affrontare gli spostamenti quotidiani o muoversi tra comuni spesso privi di collegamenti alternativi adeguati.

Il tema è tornato al centro dell’agenda del Governo. Dopo gli interventi sulle accise, l’esecutivo sta valutando nuove forme di sostegno rivolte alle famiglie e ai lavoratori. Tra le ipotesi allo studio ci sono un possibile bonus carburante per i lavoratori dipendenti e un contributo destinato alle famiglie con redditi più bassi. Si tratta, però, al momento di misure ancora allo studio e non definitive.

In Sicilia, però, il problema non può essere affrontato soltanto come una questione nazionale. Il prezzo della mobilità pesa su famiglie, lavoratori, imprese, artigiani, commercianti e trasportatori, con effetti che possono propagarsi anche sul costo dei beni e dei servizi.

La preoccupazione cresce soprattutto perché gli aumenti incidono quotidianamente sulle tasche dei cittadini. Il rischio è quello di trasformare il carburante in una nuova voce di spesa incomprimibile, proprio in una regione dove le distanze e la carenza di alternative al trasporto privato rendono difficile rinunciare all’auto.

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ATTUALITÀ

Processione in mare per la Madonna di Ognina a Catania

La città di Catania ha celebrato la cosiddetta “Madonna bambina” con la consueta processione in mare, come sempre svoltasi il primo sabato successivo all’8 settembre.

La festa della Madonna di Ognina è la seconda festa religiosa più sentita e partecipata nella città di Catania, che ogni anno si celebra con rinnovato interesse e devozione.

Sabato scorso, dopo la solenne celebrazione eucaristica, alla presenza delle Autorità Civili e Militari della città, il simulacro della Madonna è stato portata dal piccolo molo di Ognina verso il mare aperto su una barca, illuminata e addobbata a festa, seguita e accompagnata da numerose imbarcazioni, in una suggestiva processione che procede lungo il litorale catanese fino alle coste di Acitrezza e Aci Castello, per poi dirigersi verso San Giovanni li Cuti e piazza Europa.

Neanche la pioggia ha potuto fermare questo appuntamento tanto atteso, simbolo non solo di devozione ma anche di grande legame con il territorio, con la storia e la cultura del quartiere marinaro di Ognina.

Chiara Chines

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Etna: nuova emissione di cenere, stop ai voli in arrivo

L’Etna si risveglia e tornano i disagi per i viaggiatori.

Un comunicato della SAC di questa mattina avvisa che “in seguito alle attività vulcaniche di oggi, lunedì 14 settembre, è stata disposta la chiusura del settore C1, con conseguente sospensione degli arrivi fino alle ore 16:00, ora locale.
I passeggeri sono pregati di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto.”

Stando al bollettino dell’Ingv, nel vulcano sono in corso attività di “degassamento a regime variabile dai crateri sommitali, associata a quasi continue emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est, una debole attività stromboliana e sporadiche emissioni di cenere dal cratere Bocca Nuova”.

Secondo le prime stime, la nube generata dall’Etna avrebbe raggiunto un’altezza di circa quattro chilometri. Situazione ulteriormente aggravata dai venti, che spingono la nube di cenere verso sud, proprio in direzione dell’aeroporto di Catania.

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