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ATTUALITÀ

Ispica, tentano di svaligiare l’ufficio postale: bloccati dai carabinieri

ISPICA – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Modica hanno tratto in arresto due soggetti di origine catanese per tentato furto aggravato presso l’ufficio postale di Ispica.

La scorsa notte i militari dell’Arma, che svolgevano il quotidiano ed ininterrotto servizio di controllo del territorio, sono stati allertati dalla chiamata di alcuni cittadini che segnalavano strani movimenti di soggetti nei pressi del tetto dell’ufficio postale in via Veneto di Ispica. La pattuglia dell’aliquota radiomobile è giunta sul posto in pochi minuti per verificare la segnalazione, ed ha notato due uomini che si erano già messi all’opera sul tetto dell’edificio ed avevano già forzato due finestre dotate di vetri anti sfondamento che fungono da lucernaio dei locali dell’ufficio, in pochi minuti avrebbero, quindi, avuto accesso diretto alla sala.

I Carabinieri hanno fermato sul tetto i due uomini che erano vestiti di abiti scuri ed indossavano berretti e guanti neri, per non lasciare tracce e per non essere riconoscibili tramite sistemi di videosorveglianza. I due uomini avevano un’ampia dotazione di strumenti atti allo scasso (cacciaviti, chiavi inglesi, spadini in metallo e scalpelli) ed avevano già provveduto a svitare le viti per aprire il lucernaio al fine di entrare all’interno del locale. La rapida ed efficace azione dell’Arma ha permesso di evitare gravi conseguenze per l’ufficio e verosimilmente per i dipendenti che avrebbero potuto trovare all’interno i due malfattori all’apertura.

I due soggetti di origine catanese (R.V. di 48 anni e C.T. di 19 anni) erano gravati da numerosi precedenti specifici, e sono stati arrestati in flagranza e posti a disposizione del Pubblico Ministero della Procura di Ragusa. Nella considerazione del periodo di intensa attività dello sportello, i due uomini avrebbero potuto sottrarre diverse decine di migliaia di Euro.

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Caro carburanti, in Sicilia è emergenza: benzina e diesel sempre più pesanti per le famiglie

Il caro carburanti pesa con forza sempre maggiore sui bilanci delle famiglie e in Sicilia la situazione assume contorni particolarmente preoccupanti. Benzina e gasolio continuano a viaggiare su livelli elevatissimi, mentre ogni rifornimento si trasforma in una spesa sempre più difficile da sostenere.

Secondo i dati riportati nelle ultime ore, nell’Isola il prezzo medio in modalità self si aggira intorno ai 2,11 euro al litro per la benzina e tra 2,20 e 2,23 euro per il diesel, con punte che arrivano anche oltre i 2,25 euro al litro.

Numeri che, in una regione nella quale l’automobile rappresenta spesso una necessità e non una scelta, hanno un impatto ancora più pesante. Per molti siciliani significa spendere decine di euro in più ogni mese soltanto per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, affrontare gli spostamenti quotidiani o muoversi tra comuni spesso privi di collegamenti alternativi adeguati.

Il tema è tornato al centro dell’agenda del Governo. Dopo gli interventi sulle accise, l’esecutivo sta valutando nuove forme di sostegno rivolte alle famiglie e ai lavoratori. Tra le ipotesi allo studio ci sono un possibile bonus carburante per i lavoratori dipendenti e un contributo destinato alle famiglie con redditi più bassi. Si tratta, però, al momento di misure ancora allo studio e non definitive.

In Sicilia, però, il problema non può essere affrontato soltanto come una questione nazionale. Il prezzo della mobilità pesa su famiglie, lavoratori, imprese, artigiani, commercianti e trasportatori, con effetti che possono propagarsi anche sul costo dei beni e dei servizi.

La preoccupazione cresce soprattutto perché gli aumenti incidono quotidianamente sulle tasche dei cittadini. Il rischio è quello di trasformare il carburante in una nuova voce di spesa incomprimibile, proprio in una regione dove le distanze e la carenza di alternative al trasporto privato rendono difficile rinunciare all’auto.

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ATTUALITÀ

Processione in mare per la Madonna di Ognina a Catania

La città di Catania ha celebrato la cosiddetta “Madonna bambina” con la consueta processione in mare, come sempre svoltasi il primo sabato successivo all’8 settembre.

La festa della Madonna di Ognina è la seconda festa religiosa più sentita e partecipata nella città di Catania, che ogni anno si celebra con rinnovato interesse e devozione.

Sabato scorso, dopo la solenne celebrazione eucaristica, alla presenza delle Autorità Civili e Militari della città, il simulacro della Madonna è stato portata dal piccolo molo di Ognina verso il mare aperto su una barca, illuminata e addobbata a festa, seguita e accompagnata da numerose imbarcazioni, in una suggestiva processione che procede lungo il litorale catanese fino alle coste di Acitrezza e Aci Castello, per poi dirigersi verso San Giovanni li Cuti e piazza Europa.

Neanche la pioggia ha potuto fermare questo appuntamento tanto atteso, simbolo non solo di devozione ma anche di grande legame con il territorio, con la storia e la cultura del quartiere marinaro di Ognina.

Chiara Chines

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Etna: nuova emissione di cenere, stop ai voli in arrivo

L’Etna si risveglia e tornano i disagi per i viaggiatori.

Un comunicato della SAC di questa mattina avvisa che “in seguito alle attività vulcaniche di oggi, lunedì 14 settembre, è stata disposta la chiusura del settore C1, con conseguente sospensione degli arrivi fino alle ore 16:00, ora locale.
I passeggeri sono pregati di verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo prima di recarsi in aeroporto.”

Stando al bollettino dell’Ingv, nel vulcano sono in corso attività di “degassamento a regime variabile dai crateri sommitali, associata a quasi continue emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est, una debole attività stromboliana e sporadiche emissioni di cenere dal cratere Bocca Nuova”.

Secondo le prime stime, la nube generata dall’Etna avrebbe raggiunto un’altezza di circa quattro chilometri. Situazione ulteriormente aggravata dai venti, che spingono la nube di cenere verso sud, proprio in direzione dell’aeroporto di Catania.

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