venerdì, Ottobre 7, 2022
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Successo di Scatola (ossessioni da asporto) al Palazzo dei Congressi di Taormina

TAORMINA – L’atmosfera è quella essenzialista del film The Wall di Alan Parker, da cui lo spettacolo scritto e diretto da Valerio Vella prende le mosse in un omaggio attuale e, a ben riflettere, molto pregno della pazzia (o forse no) incarnata dal protagonista unico, un Elio Crifò assai a proprio agio nei deliri mentali di “un uomo solo davanti a un muro”, ghetto della esistenza umana conformista e conformata.

Il testo segue un filo volutamente illogico con il quale l’autore ha inteso complicare la vita allo spettatore in una sorta di gara dove vince chi arriva fino alla fine.

Il flusso verbale, continuo e sempre sul filo di citazioni eccellenti occultate in una fitta trama a volte poetica, si alterna alla rappresentazione animata della coscienza dell’individuo che sei donne interpretano sapientemente commutando vari stili. Ed è proprio questa la trovata geniale dell’opera che sorprende e affascina lo spettatore: il rimbalzare volutamente ipnotico dal monologo di teatro impegnato all’esternazione simbolico-coreografica mai scontata o banale.

Un fascino che i sensi completano attraverso l’ascolto dei brani più leggendari dei Pink Floyd eseguiti dal vivo da una band di eccellenze che con grande fedeltà agli originali restituiscono alla platea una vera e propria colonna sonora, puntualmente presente laddove il climax ascendente della narrazione lo richiede fino a giungere alla sua conclusione: inattesa quanto ineluttabile, dimessa quasi tenera.

Nonostante l’incoerente sovrapposizione della data con un grande evento al Teatro antico, con ogni conseguente genere di disagio, Taormina ha tuttavia visto riempirsi la sala più prestigiosa del proprio Palazzo dei Congressi di un gremito pubblico attento e generoso di applausi verso l’emergente Compagnia Marvan Dance diretta da Mariangela Bonanno, per il secondo anno consecutivo nel cartellone delle produzioni della Fondazione Taormina Arte Sicilia.

Allo spettacolo completo delle tre arti principali della tradizione teatrale, prosa danza e musica, non poteva mancare un disegno luci ricercato, qui firmato da un ispirato Renzo Di Chio, e una fonica d’eccellenza curata da Turi Torrisi.

Le coreografie, come si diceva sempre pertinenti e ben eseguite da un ensemble eterogeneo ma estremamente affiatato composto da Domelita Abate, Nives Arena, Rebecca Pianese, Jo Prizzi, Valentina Sicari e Alice Rella sono state ideate dalla stessa Rella e Mariangela Bonanno.
A coadiuvare la regia di Vella era Giorgia Di Giovanni che ha anche curato alcuni movimenti di scena chiave.

La composizione della band ha visto confluire nomi prestigiosi del panorama musicale messinese: Antonello Amante Reynolds, Alessandro Blanco, Massimo Pino, Tindaro Raffaele, Stefano Sgrò e Simona Vita.

Alla fine applausi scroscianti per tutti, cosa non affatto scontata dato il tema impegnativo, segno che forse ciascuno di noi si sente dentro una “Scatola” da cui voler fuggire al pari del protagonista e dei tanti letterati avanguardisti e/o distopici (Pavese, Montale, Philip K. Dick, Pasolini, Levi ma anche Roger Waters e perfino Francesco Guccini) i cui pensieri impregnano con estrema coerenza l’intero scorrere della rappresentazione.

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