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CRONACA

Catania, abusi sessuali su minori affetti da patologie: arrestato dipendente di un Istituto di Cura

Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica, la Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare, emessa in data 26 giugno 2024 dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Catania, nei confronti di un 59enne in quanto gravemente indiziato, in esito agli elementi acquisiti, della commissione dei reati di atti sessuali, anche nella forma tentata, nei confronti di tre minori, a lui affidati per ragioni di vigilanza e di custodia.

Le indagini, coordinate da questo Ufficio,  tempestivamente avviate dagli investigatori della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile, hanno permesso di acquisire,allo stato degli atti ed in relazione ad una fase processuale che non ha ancora consentito l’intervento delle difese, elementi che dimostrerebbero che il destinatario della misura degli arresti domiciliari, in ragione del suo stato di incensurato, si sia reso responsabile di gravi condotte nei confronti di minori, affetti da patologie, frequentanti un istituto di cura, sito nell’hinterland etneo, nell’ambito del quale il predetto avrebbe abusato dei poteri connessi alla posizione ricoperta in seno alla citata struttura.

Le investigazioni, basate su dettagliate testimonianze dei tre minori coinvolti, sentiti nella forma dell’audizione protetta, corroborate da elementi desunti da alcune chat rinvenute sui cellulari di due delle persone offese, hanno delineato un quadro particolarmente allarmante.

Nel dettaglio l’indagato, in servizio presso il citato istituto dal 1993, avrebbe compiuto atti sessuali con un minore, di soli 13 anni, la denuncia della cui madre ha rappresentato l’input investigativo. A tale minore l’indagato si sarebbe approcciato attraverso regali di vario genere (caramelle, patatine, lattine di coca-cola ed un paio di occhiali da sole) nonché tramite la promessa di somme di danaro per l’imminente onomastico e compleanno e con comunicazioni su WhatsApp a chiaro sfondo sessuale.

Il tentativo di compimento di atti sessuali è stato accertato nei confronti anche di un altro minore, al quale più volte l’indagato avrebbe elargito somme di danaro (di ammontare ricompreso tra 15 e 20 euro) e doni di vario tipo (caramelle e un bracciale), chiudendosi a chiave da solo con il ragazzo all’interno di stanze della richiamata struttura. Il 13.4.2024, dopo che il giovane aveva cessato di frequentare per motivi di cura l’istituto, il destinatario della misura avrebbe posto in essere atti idonei diretti in modo non equivoco al compimento di un rapporto sessuale.

Le medesime dinamiche sono state attuate nei confronti di un terzo minorenne, anch’egli in cura presso la struttura, vittima del reato di cui all’art. 609 quater c.p. (atti sessuali con minorenne).

L’ uomo, rintracciato nella mattinata del 2 luglio, presso la sua abitazione, dopo l’espletamento delle formalità di rito, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Nel contesto esecutivo, su delega di questo Ufficio, si è proceduto a perquisizione personale, locale e informatica, sequestrando il telefono cellulare ed altro materiale informatico in uso all’indagato, i cui contenuti verranno analizzati al fine di individuare ulteriori elementi di interesse.

CRONACA

Misterbianco, trovata arma in un panificio: arrestato un 46enne

L’arresto di un 46enne, per “detenzione illegale di arma da fuoco” e “ricettazione”, è scaturito in seguito ad una mirata attività investigativa sviluppata nei quartieri Serra e Lineri di Misterbianco, finalizzata alla repressione del traffico illecito di armi.

Gli investigatori hanno raccolto elementi che hanno fatto ipotizzare che l’uomo, già noto alle Forze dell’Ordine, detenesse illegalmente armi da sparo.

Pertanto i Carabinieri hanno raggiunto l’abitazione del 46enne a Misterbianco ed effettuato la perquisizione, durante la quale l’uomo è apparso particolarmente agitato

Il controllo, esteso anche ad un’attività commerciale gestita dal 46enne, ha consentito di recuperare, occultata all’interno di un sacco pieno di semi di sesamo, una busta trasparente contenete una pistola semiautomatica con caricatore inserito, perfettamente funzionante e pronta all’uso.

L’arma, corredata di munizioni, è stata sequestrata, mentre il 46enne, è stato arrestato dai Carabinieri e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha convalidato il provvedimento, disponendo l’accompagnamento dell’uomo presso il carcere di Catania Bicocca, dove tutt’ora permane.

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CRONACA

Bagheria, in carcere un 64enne e un 65enne indagati per rapina: gli ultimi due componenti di una banda che aveva assalito una banca

I Carabinieri di Bagheria hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Temini Imerese nei confronti di due soggetti palermitani, rispettivamente di sessantaquattro e cinquantacinque anni, già noti alle forze dell’ordine e gravati da precedenti specifici, in quanto ritenuti gravemente indiziati del reato di rapina pluriaggravata commessa ai danni di una filiale CREDEM di Bagheria, nell’agosto 2025. In quella circostanza, sei soggetti con il volto travisato da maschere di silicone o da sciarpe ed ampi foulard, in pieno giorno, avevano fatto irruzione all’interno dell’istituto bancario, seminando il panico fra gli utenti ed obbligando i dipendenti a consegnare circa seimila-ottocento euro in contanti, prelevandoli dalle casseforti. Il gruppo, pur non mostrando apertamente di possedere armi, aveva mostrato un atteggiamento minaccioso e violento, per incutere timore in tutti i presenti e costringere i dipendenti alla consegna del denaro. I soggetti, infatti, una volta entrati all’interno dell’istituto di credito avevano bloccato tutti i presenti, intimando i dipendenti di aprire le casseforti, e non avevano esitato ad ingaggiare una violenta colluttazione con un cliente che aveva cercato di reagire, per poi allontanarsi a bordo una Lancia Y risultata rubata e far perdere così le proprie tracce.

In precedenza, già tre componenti del commando, nel settembre 2025, erano stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere e lo stesso destino, poco tempo dopo, ha coinvolto anche un quarto componente del gruppo.

Il prosieguo delle indagini, basate su intercettazioni telefoniche ed ambientali, sull’analisi di diversi apparati cellulari in precedenza sequestrati, nonché sull’acquisizione e analisi di diverse telecamere di sorveglianza ubicate nelle vie adiacenti all’istituto di credito, ha permesso ai militari di “chiudere il cerchio” ed individuare anche gli ultimi due componenti del sodalizio resosi autore del grave gesto. Proprio dalle intercettazioni è emerso come tali soggetti avessero già compiuto analoghe azioni in altre località di Italia e avessero in progetto di compierne altre del medesimo tenore, anche nello stesso territorio di Bagheria, fra cui una nota gioielleria ubicata in quel comune.

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CRONACA

Bloccati in ascensore con la droga: pusher soccorsi e arrestati dalla Polizia

I poliziotti della Squadra Mobile di Catania hanno predisposto un servizio di osservazione dai tetti di alcuni edifici di via Capo Passero, nel quartiere di San Giovanni Galermo, scorgendo due giovani catanesi di 18 e 19 anni davanti al portone d’ingresso di un palazzo, mentre si intrattenevano con alcuni automobilisti in transito. I due passavano degli involucri direttamente tramite il finestrino delle auto ricevendo, in cambio, qualcosa dai conducenti. Gli agenti sono dunque intervenuti, avvicinandosi all’edificio, ma i pusher, capendo di essere stati scoperti, sono fuggiti verso il palazzo, chiudendo il portone in ferro in modo da barricarsi all’interno. La loro fuga però è durata poco, infatti, prima di potersi disfare della droga, i due spacciatori sono rimasti bloccati dentro l’ascensore, a causa di un’avaria tecnica. I poliziotti hanno quindi chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e, una volta sbloccato l’ascensore, i pusher sono stati identificati, sottoposti a controllo e trovati in possesso di 39 involucri di cocaina, 21 di crack e diverse dosi di marijuana. Oltre alla droga sono state sequestrate due radioline ricetrasmittenti, utilizzate per le comunicazioni con altri spacciatori e con le cd. vedette, nonché denaro contante per circa 400 euro, ritenuto provento dell’attività di spaccio.

Al termine delle fasi operative il 18enne e il 19enne sono stati arrestati per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e condotti nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa di giudizio.

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