CRONACA
Catania, Comunità Sant’Egidio: presentato dalla Polizia il vademecum per difendersi da truffe, rapine e furti
È stato presentato, ieri mattina, a persone anziane, fragili e vulnerabili della Comunità Sant’Egidio di Catania, il vademecum della Polizia di Stato per difendersi da truffe, rapine e furti.
L’iniziativa rientra nella campagna informativa “Insieme, per la sicurezza”, promossa dalla Questura per prevenire fenomeni di illegalità diffusa, fornendo suggerimenti pratici e consigli utili ai cittadini.
All’incontro ha partecipato anche il Questore di Catania, dott. Giuseppe Bellassai, che con la sua presenza ha testimoniato l’importanza dell’iniziativa, sottolineando la costante vicinanza della Polizia di Stato e ricordando che la collaborazione dei cittadini è essenziale per vincere la battaglia per la sicurezza e la legalità.
I poliziotti si sono rivolti soprattutto alle persone più vulnerabili, molte volte prese di mira da criminali senza scrupoli che, in modo subdolo, riescono a spacciarsi come soggetti credibili, carpendo la fiducia delle loro vittime.
Sono stati illustrati dagli agenti della Questura i casi più frequenti di raggiri messi in atto al telefono, con il truffatore che, fingendosi un poliziotto o un avvocato, mette in allarme la potenziale vittima della truffa, chiedendo soldi per agevolare un familiare coinvolto in un incidente stradale o in un’altra situazione di necessità. In questi casi, accade spesso che la vittima del raggiro, in buona fede, ritiene veritiere le parole del truffatore e provvede ad effettuare pagamenti per aiutare il fantomatico familiare. A riguardo, la Polizia ha ribadito che, in simili circostanze, non bisogna effettuare alcun tipo di pagamento, ma occorre contattare direttamente le forze dell’ordine che potranno svolgere tutti gli opportuni controlli.
Inoltre, agli anziani che si recano presso gli istituti bancari o gli uffici postali, i poliziotti hanno consigliato di farsi accompagnare da persone di propria fiducia e di prestare la massima attenzione se si ha la percezione di essere seguiti da qualcuno, spostandosi in posti affollati e, in caso di necessità, chiamare il Numero Unico delle Emergenze 112.
Tra i consigli utili forniti dalla Polizia anche l’uso dell’app YouPol, che si è rivelata un prezioso strumento messo a disposizione dei cittadini per segnalare ogni possibile situazione di pericolo o di illegalità direttamente alla centrale operativa della Questura. L’app YouPol realizzata dalla Polizia di Stato è uno strumento gratuito e disponibile per tutti, semplice e sicuro, che permette di inviare segnalazioni, anche in forma anonima, con la possibilità di allegare video, audio, immagini e testo.
Agli utenti della Comunità Sant’Egidio è stata consegnata una brochure con tutte le buone pratiche da seguire e da mettere in atto anche per prevenire i furti all’interno delle loro abitazioni.
Per la Comunità S. Egidio è intervenuto il referente locale, dott. Emiliano Abramo, che ha ringraziato il Questore e i poliziotti per le preziose informazioni fornite.
CRONACA
Modica, per anni aveva perseguitato una ragazza tramite social: arrestato e condotto in carcere dai Carabinieri
I Carabinieri di Modica hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa nei confronti di un 34enne modicano, responsabile di aver perseguitato per anni una giovane ragazza tramite condotte moleste e minacciose messe in atto attraverso diversi profili social.
La vicenda nasce a Pisa nel 2018 quando la vittima iniziava ad esser oggetto di condotte persecutorie da parte dell’arrestato, che la molestava e minacciava inviandole numerosissimi messaggi sui suoi profili Telegram, Instagram e Facebook, dal contenuto offensivo e volgare.
La condotta del 34enne gettava la vittima in un forte stato di ansia e paura, costringendola a cambiare addirittura le sue abitudini di vita; nel 2020 denunciava tutti gli episodi ai Carabinieri ma l’autore delle condotte ha continuato con gli stessi atteggiamenti fino al 2022, quando ne ha dovuto rispondere dinanzi al Giudice del Tribunale di Pisa.
Una volta divenuta definitiva la condanna, il 34enne è stato arrestato e accompagnato presso il carcere di Ragusa ove dovrà scontare la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione.
CRONACA
Ruba in una gioielleria insieme alla figlia minore: ladra 43enne arrestata dalla Polizia
La Polizia ha arrestato una 43enne di Enna che, nei giorni scorsi, ha rubato in una gioielleria del centro storico di Catania, portando con sé la figlioletta di soli 7 anni, probabilmente per non destare particolari sospetti.
La donna si aggirava tra gli espositori dell’attività commerciale e, dopo aver chiesto generiche informazioni alle commesse, con mossa fulminea si è impossessata di bracciali in oro del valore commerciali di circa 1.500 euro, per poi andare verso l’uscita e fuggire via.
La cassiera si è accorta del gesto della ladra e l’ha rincorsa lungo via Etnea fino a raggiungerla in piazza Stesicoro dove l’ha fermata chiedendole di riconsegnare la merce rubata. Per tutta risposta, la donna l’ha afferrata per il collo, nel tentativo di strapparle la collanina in oro, ma senza riuscirci. A quel punto, in fretta e furia, la 43enne è salita nell’auto che aveva parcheggiato in piazza e si è dileguata tra le vie del centro storico.
Il personale della gioielleria ha dato l’allarme alla sala operativa della Questura che ha inviato sul posto una pattuglia per prestare aiuto alla vittima e per raccogliere tutti gli elementi utili per ricostruire la vicenda e risalire all’identità della ladra in fuga.
Grazie alle descrizioni fornite, i poliziotti sono riusciti ad intercettare l’auto in via Gambino, con la donna e la figlioletta ancora a bordo. La 43enne, che, nel frattempo, si era già disfatta della refurtiva, è stata riconosciuta subito dalla cassiera della gioielleria. I poliziotti hanno pure acquisito e visionato attentamente le immagini di videosorveglianza che hanno immortalato la donna in azione, consentendo di procedere al suo arresto in flagranza per rapina impropria.
La donna è stata dunque condotta in carcere, mentre la figlioletta, alla luce della gravità dell’episodio, è stata temporaneamente affidata alla zia.
CRONACA
Palermo, scoperta serra clandestina della droga: un arresto
Nel quartiere Noce i Carabinieri di Palermo hanno scoperto una serra clandestina destinata alla coltivazione di marijuana, arrestando in flagranza un palermitano, di 63 anni, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e produzione di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica.
Durante un ordinario giro perlustrativo, l’equipaggio ha avvertito un intenso odore di marijuana, proveniente da una palazzina apparentemente in stato di abbandono. A tradire la reale attività che si svolgeva all’interno sono stati alcuni particolari: da un’apertura nel muro sporgeva un tubo flessibile argentato, mentre dall’interno si percepivano il rumore costante di ventole e la luce accesa.
Una volta entrati nel locale, i militari si sono trovati davanti a una vera e propria serra “indoor”, organizzata con cura, dove sono state rinvenute oltre 80 piante alte circa un metro e mezzo, coltivate mediante un sistema composto da lampade alogene, ventilatori e impianti di aerazione con filtraggio dell’aria.
Nel locale erano inoltre presenti fertilizzanti, bidoni d’acqua e una bilancia di precisione. Durante le operazioni sono state sequestrate anche tre buste contenenti marijuana già essiccata per un peso complessivo superiore al chilogrammo.
Una coltivazione di tali dimensioni, una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe potuto generare un guadagno illecito stimato in diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno richiesto anche l’intervento dei tecnici dell’Enel, che hanno verificato come l’intera serra fosse alimentata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il furto di energia elettrica è stato stimato in oltre 100 mila euro.
Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato e la piantagione e tutta l’attrezzatura utilizzata per la coltivazione sono state poste sotto sequestro.
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