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SANITÀ

Nursind, stretta sul contratto della Sanità: aumento in busta paga di circa 170 euro

Stretta sul rinnovo del contratto 2022-2024 del comparto Sanità, che riguarda 581mila dipendenti del Servizio sanitario nazionale tra infermieri, tecnici e personale sanitario.

Domani e martedì 14 gennaio l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) ha infatti convocato i sindacati di categoria per il ‘rush’ finale dopo mesi di confronto: “I problemi sono vari e questo contratto, che porterà un aumento in busta paga di circa 170 euro, non è il migliore dei risultati, tuttavia la priorità è chiudere questa tornata contrattuale con l’obiettivo di aprire a stretto giro la trattativa per il nuovo contratto con ulteriori risorse”, afferma il segretario del sindacato degli infermieri Nursind, Andrea Bottega.

“Le risorse stanziate per questo rinnovo contrattuale – spiega – non coprono l’inflazione, quindi non bastano. Fondamentale, però, è poter chiudere questo contratto il prima possibile per poter subito aprire la trattativa relativa a quello successivo 2025-2027. Questo permetterebbe di erogare a stretto giro le risorse previste per il 2025 e con il prossimo contratto l’aumento sarebbe pari o, come auspichiamo, superiore”.

In questa due giorni di “confronto – rileva il leader sindacale – affronteremo anche alcuni aspetti ancora sul tavolo, a partire dalla richiesta di poter svolgere l’attività professionale anche fuori dagli ospedali”. Altro nodo, conclude Bottega, “è quello della reperibilità, che noi chiediamo non venga aumentata ma mantenuta agli attuali sette turni mensili”.

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SANITÀ

Protonterapia al Cannizzaro, Adorno chiede di riattivare il progetto

La deputata del M5S presenta un’interrogazione alla Regione: “Servono un nuovo progetto e una valutazione aggiornata”

adorno

Riattivare il progetto per la realizzazione di un Centro di protonterapia all’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania. È la richiesta avanzata dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Lidia Adorno, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale alla Salute.

Il progetto era stato avviato nel 2012 e prevedeva un investimento complessivo di circa 112,2 milioni di euro, con risorse europee, nazionali e regionali e una quota a carico di un investitore privato. Secondo le stime dell’epoca, il centro avrebbe potuto trattare circa 1.600 pazienti l’anno, diventando un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno.

La protonterapia è una delle tecniche più avanzate di radioterapia oncologica e consente di concentrare maggiormente la dose di radiazioni sul tumore, limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti. Per Adorno, la realizzazione del centro potrebbe inoltre contribuire a ridurre la mobilità sanitaria passiva, evitando ai pazienti siciliani di rivolgersi a strutture del Centro-Nord.

Nell’interrogazione la parlamentare chiede alla Regione se intenda inserire nuovamente il progetto nella programmazione sanitaria e valutare anche una collaborazione tra Servizio sanitario pubblico, Università di Catania, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e altri soggetti. Chiesto inoltre di verificare la disponibilità e l’idoneità delle aree originariamente individuate all’interno del Cannizzaro.

Qualora il progetto del 2012 non fosse più attuale, Adorno sollecita infine la predisposizione di un nuovo studio tecnico-economico, aggiornato alle tecnologie, ai costi e agli standard oggi richiesti per la realizzazione e gestione di un centro di protonterapia.

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POLITICA

Suicidio assistito, Forza Italia presenta un ddl all’Ars

Regole certe e uguali in tutta la Sicilia per l’accesso al suicidio medicalmente assistito. È l’obiettivo del disegno di legge depositato all’Assemblea regionale siciliana dai deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio, primo firmatario, e Stefano Pellegrino, capogruppo azzurro all’Ars.

La proposta punta a dare attuazione alle pronunce della Corte costituzionale, a partire dalla sentenza del 2019, definendo procedure e tempi per le aziende sanitarie siciliane.

«Una persona affetta da una patologia irreversibile, tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e che chiede di porre fine alla propria esistenza con dignità – spiegano Tomarchio e Pellegrino – ha diritto a una risposta certa e tempestiva, che non dipenda dalla provincia in cui vive o dalla sensibilità del singolo dirigente sanitario».

Il testo, composto da quattordici articoli, non modifica i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma disciplina il percorso sanitario. In ogni Asp dovrebbe essere istituita una commissione multidisciplinare permanente, affiancata dallo specialista che segue la patologia del paziente e dall’organismo aziendale per l’etica clinica.

Prevista anche la possibilità per il medico di esercitare l’obiezione e quindi di non partecipare alla procedura. Il paziente dovrà inoltre essere preventivamente informato sulle cure palliative e potrà revocare la propria decisione in qualsiasi momento.

La somministrazione del farmaco, secondo la proposta, dovrà essere effettuata direttamente dalla persona interessata, con l’assistenza del personale sanitario, in ospedale, in hospice oppure a domicilio.

«La questione di fondo spetta al Parlamento nazionale – concludono i due deputati – ma la Sicilia deve essere in grado di garantire procedure chiare, verificabili e uguali per tutti».

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SANITÀ

L’Asp di Catania aderisce all’iniziativa “Un ponte oltre l’uscio”: un progetto per affrontare l’isolamento giovanile

L’isolamento giovanile è un fenomeno in crescita e purtroppo sono ancora pochi gli strumenti a disposizione delle famiglie per riconoscerlo e affrontarlo. Nella vita di ciascun giovane può esserci un momento in cui decide di prendere la distanza da tutto ciò che lo circonda, la famiglia, la scuola, gli amici: una distanza che può essere temporanea ma anche essere il primo sintomo di un problema più profondo.

È su questa distanza che interviene “Un ponte oltre l’uscio”, il progetto al quale aderisce l’Asp di Catania per prevenire il ritiro sociale degli adolescenti e costruire intorno a ragazzi e famiglie una rete di ascolto, sostegno e presa in carico.

Riconoscere tempestivamente le situazioni di vulnerabilità e assicurare risposte coordinate sul territorio può fare la differenza, attraverso un approccio multidisciplinare che integra competenze educative, sanitarie, sociali e civiche.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra istituzioni scolastiche, sanità, enti locali e Terzo Settore, con il Liceo Statale “Giovanni Verga” di Adrano come scuola capofila.

Tra le azioni previste dal progetto rientra l’attivazione di uno spazio psico-pedagogico dedicato a ragazzi e famiglie, quale primo punto di accoglienza e di ascolto. Nei casi di isolamento prolungato sono inoltre previsti interventi di secondo livello, con il coinvolgimento dei servizi specialistici del territorio, per assicurare percorsi integrati di presa in carico.

In questo quadro, l’Asp di Catania mette a disposizione le proprie competenze professionali per seguire, insieme agli altri soggetti della rete, i casi più complessi; organizzare incontri informativi e formativi rivolti a famiglie, docenti e personale scolastico; promuovere iniziative di educazione alla salute mentale in adolescenza, con particolare attenzione alla gestione dell’ansia e delle emozioni e, più in generale, al benessere psicologico degli studenti.

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