CRONACA
Controlli dei Carabinieri a Bronte: sequestri e multe per oltre 7000 euro
Secondo le indicazioni operative del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania, i militari della Stazione di Bronte hanno intensificato, in questi giorni, l’attività di controllo del territorio, concentrandosi sia sulle aree urbane che su quelle periferiche, rurali e montane del comprensorio etneo.
L’azione dell’Arma si è focalizzata sulla prevenzione e il contrasto alla criminalità diffusa, ai reati predatori, allo spaccio di sostanze stupefacenti, senza trascurare la sicurezza della circolazione stradale, ambito al quale è stata riservata particolare attenzione. In questo periodo estivo, infatti, si registra un significativo incremento della presenza di cittadini e turisti che si riversano nelle aree naturalistiche dell’Etna, come parchi, sentieri boschivi e zone collinari, per svolgere attività all’aria aperta e godere del patrimonio ambientale unico offerto dal vulcano. In tale contesto, i servizi dell’Arma mirano anche a garantire una fruizione sicura e ordinata di questi spazi, scoraggiando comportamenti illeciti e pericolosi, come l’uso irregolare di veicoli fuoristrada nei luoghi non consentiti.
La disciplina dell’enduro, praticata su percorsi naturali e spesso sterrati, rappresenta una forma di motociclismo profondamente legata al territorio, apprezzata da tanti appassionati per il contatto diretto con la natura, la sfida tecnica e il senso di libertà che offre. Chi la pratica con consapevolezza ama profondamente i luoghi in cui si muove – boschi, sentieri, colline – e proprio per questo li rispetta.
La stragrande maggioranza degli enduristi è composta da sportivi corretti, che scelgono di circolare utilizzando percorsi autorizzati, evitando zone vietate o delicate, e adottando comportamenti responsabili volti alla tutela dell’ambiente, alla sicurezza propria e degli altri, e nel totale rispetto delle norme.
Tuttavia, persistono ancora casi, fortunatamente sporadici, di comportamenti irregolari e pericolosi, con mezzi fuoristrada – non solo motocicli da enduro, ma anche autoveicoli come SUV, quad e 4×4 – che attraversano zone protette, aree paesaggisticamente vincolate o proprietà private, arrecando danni all’ecosistema e mettendo a rischio la sicurezza di altri frequentatori del territorio, come escursionisti, agricoltori o famiglie. Tali condotte, oltre a violare le normative vigenti, comportano sanzioni pesanti, tra cui il sequestro dei veicoli, e contribuiscono a gettare discredito su un’intera comunità di sportivi rispettosi, che invece si impegnano quotidianamente a vivere e valorizzare il territorio nel pieno rispetto delle regole.
È proprio nell’ambito di questi servizi straordinari di controllo che, domenica sera, nel centro cittadino di Bronte – in via Generale Giovanni Ameglio – i Carabinieri hanno fermato due motociclisti con moto enduro che, con tutta probabilità, erano di ritorno da un’escursione fuoristrada nelle campagne circostanti.
All’esito del controllo, i militari hanno accertato gravi violazioni alle norme del Codice della Strada, alle quali i conducenti devono attenersi rigorosamente anche quando i veicoli vengono utilizzati su sterrato o in ambienti naturali. I due centauri controllati sono risultati, infatti, privi di revisione, assicurazione e targa e, solo uno, condotto da persona sprovvista di patente di guida. Le sanzioni elevate hanno raggiunto un importo complessivo di 6.400 euro. In particolare, in un caso è stato disposto il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi, mentre nell’altro caso è scattato, oltre al fermo per tre mesi, anche il sequestro del mezzo.
Nel corso dello stesso servizio, i Carabinieri hanno inoltre identificato 19 persone e controllato 9 veicoli, elevando ulteriori sanzioni per violazioni al Codice della Strada per un importo complessivo superiore a 1.000 euro.
I controlli straordinari dell’Arma dei Carabinieri di Bronte proseguiranno, con una presenza costante e visibile su tutto il territorio, incluse le aree più impervie. L’obiettivo è duplice: contrastare le condotte illecite e tutelare il diritto di cittadini e turisti a godere del patrimonio ambientale in condizioni di legalità e sicurezza.
ATTUALITÀ
Chiede informazioni sul microchip: Polizia Locale individua una truffa online e limita i danni
Nei giorni scorsi Si è presenta presso gli uffici della Polizia Locale di Saponara una giovane donna per un semplice chiarimento: verificare se il microchip di un cucciolo, comunicato da un venditore online, fosse effettivamente intestato a lei. Un controllo di routine che ha invece consentito di far emergere una truffa e limitarne le conseguenze economiche.
La vicenda ha coinvolto l’intero nucleo familiare: la giovane, la madre e il fratello, tutti interessati all’adozione del cucciolo proposto tramite una piattaforma social.
Nel corso dei contatti, il presunto venditore richiedeva il pagamento delle sole spese di spedizione. A seguito di tale richiesta, la madre della giovane effettuava un primo versamento pari a 165 euro.
Successivamente venivano avanzate ulteriori richieste di denaro, tra cui una somma di 389 euro per una presunta assicurazione obbligatoria rimborsabile. Prima di procedere con il pagamento, la giovane si è rivolta alla Polizia Locale esclusivamente per verificare la regolarità del microchip indicato nella documentazione ricevuta.
Sono stati gli accertamenti svolti dagli operatori, diretti dal Comandante Daniele LO PRESTI, a far emergere numerosi elementi di anomalia: il microchip inesistente, un sito di spedizioni privo di riferimenti ufficiali, richieste di pagamento verso soggetti privati e comunicazioni riconducibili a domini non verificabili.
L’intervento della Polizia Locale ha quindi consentito di interrompere il meccanismo fraudolento e bloccare il pagamento successivo, evitando un ulteriore danno economico più consistente.
L’episodio evidenzia come le truffe online, sempre più strutturate, facciano leva anche su aspetti emotivi, come il desiderio condiviso di accogliere un animale in famiglia, ma dimostra anche come un semplice controllo possa rivelarsi decisivo.
La Polizia Locale invita i cittadini a verificare sempre l’attendibilità delle offerte online e a rivolgersi agli uffici competenti anche per dubbi apparentemente minimi.
In questo caso, proprio una richiesta di verifica ha permesso di smascherare la truffa e limitarne gli effetti.
CRONACA
Marina di Ragusa, danneggiamenti alle auto e furto di attrezzature nautiche: i Carabinieri arrestano un giovane vittoriese
I Carabinieri di Ragusa hanno arrestato in flagranza di reato un 27enne vittoriese gravemente indiziato dei reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Diversi danneggiamenti di autovetture nella stessa nottata hanno destato allarme nei residenti di Marina di Ragusa, che con più chiamate al 112 hanno allertato i Carabinieri.
Avviate le ricerche dei presunti autori dei tentativi di furto, i militari si sono imbattuti in un ragazzo che alla vista dell’auto si è repentinamente dato alla fuga. Dopo un breve inseguimento a piedi è stato immobilizzato per gli accertamenti del caso. Contemporaneamente all’interno del parcheggio del porto sono stati notati dei giovani incappucciati che avevano forzato il vano posteriore di un furgone e stavano scaricando attrezzatura nautica. L’arrivo delle forze dell’ordine ha messo in fuga i malviventi che hanno dovuto abbandonare tutto quello che era stato appena preso.
Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri ha permesso di individuare l’autovettura a bordo della quale i giovani avevano raggiunto il parcheggio e sulla quale avevano già caricato diverso materiale utile alla riparazione di natanti, che è stato interamente restituito al legittimo proprietario. Nello stesso parcheggio i militari hanno riscontrato altri due danneggiamenti di auto. Le indagini proseguono al fine di individuare tutti i responsabili degli eventi delittuosi.
Il 27enne vittoriese fermato è stato arrestato per il concorso in furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale e sono stati disposti per lui gli arresti domiciliari.
CRONACA
A Randazzo, una lite nata per futili motivi è scaturita in una violenta aggressione nei confronti di due uomini: l’autore del reato, un 34enne, è stato deferito dai Carabinieri
E’ stato individuato in poche ore e denunciato dai Carabinieri di Randazzo il 34enne responsabile delle gravi lesioni personali cagionate a due randazzesi di 66 e 71 anni.
La vicenda avrebbe avuto inizio quando il 34enne, un operaio originario del palermitano, stava intrattenendosi con una delle vittime, il 66enne, all’interno del bar sito gestito dal 71enne.
La conversazione tra i due sarebbe stata inizialmente cordiale ma è improvvisamente degenerata, con i due che hanno cominciato a litigare furiosamente, tanto da indurre il titolare del bar di lasciare il locale.
Il 34enne, uscito in strada insieme al 66enne, avrebbe colpito violentemente con un pugno quest’ultimo, tanto che il gestore, allarmatosi per le grida udite, sarebbe anch’egli uscito e, nel tentativo di separare i contendenti, è stato colpito a sua volta da un pugno sul naso sferratogli dal giovane.
Il 34enne si è poi allontanato lasciando entrambe le vittime malconce, tornando poco dopo aggredendo e colpendo ripetutamente il 66enne alle spalle, facendogli perdere i sensi.
A questo punto il 71enne, per evitare ulteriori e più gravi conseguenze, ha minacciato il giovane, che si sarebbe finalmente e definitivamente allontanato.
L’immediato avvio delle indagini da parte dei Carabinieri, grazie all’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza, ha portato al riconoscimento del 34enne, che ha confermato di essere il responsabile delle lesioni cagionate ai due ed è stato denunciato.
