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SPETTACOLO

Bagno di folla al Teatro Antico di Taormina, per Riccardo Cocciante

TAORMINA – “IO…RICCARDO COCCIANTE”, il tour di Riccardo Cocciante prodotto da “Vivo Concerti, ha fatto tappa al Teatro Antico di Taormina. L’appuntamento siciliano è stato organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia con la direzione artistica di Gianna Fratta per la rassegna internazionale Festival Taormina Arte – edizione 2025 e promosso da Giuseppe Rapisarda Management.

Il live di Taormina è stata un’occasione unica per ascoltare dal vivo uno degli artisti e compositori di maggior successo in Italia e all’estero che, con oltre 40 album pubblicati in tre lingue, ha conquistato il cuore di intere generazioni, regalando al pubblico un’esperienza unica e indimenticabile. Sul palco, undici straordinari musicisti e 4 coristi.

“IO…RICCARDO COCCIANTE” è un vero e proprio viaggio che attraversa il vasto repertorio di Riccardo Cocciante con i suoi indimenticabili successi, tra cui “Bella senz’anima”, “Quando finisce un amore”, “Era già tutto previsto” e “Margherita”, brano che ha ricevuto un ulteriore riconoscimento, ottenendo la certificazione di platino lo scorso 18 novembre.

Al Teatro Antico di Taormina, il concerto, iniziato abbondantemente in ritardo, è stato un evento emozionante, ma anche un po’ caotico a causa dell’eccessiva presenza di pubblico. La vendita di biglietti, per posti non esistenti, ha creato polemiche, ma fortunatamente la sicurezza è intervenuta per calmare le persone e sistemarle dove possibile. Cocciante ha anche fatto del suo meglio per smorzare le polemiche con la sua musica.

Il Teatro Antico di Taormina è un luogo unico e spettacolare, con una vista mozzafiato sul mare e sulla città. È uno dei teatri greci meglio conservati al mondo e ospita eventi culturali di alta qualità, come concerti, rappresentazioni teatrali e opere liriche.

Riccardo Cocciante, uno dei più prolifici artisti e compositori europei di successo, rappresenta un fenomeno unico nell’industria musicale internazionale, cantando non solo in italiano, spagnolo e francese, ma realizzando per ognuna di queste tre lingue, produzioni diverse. In molti paesi, alcuni dei suoi più grandi successi sono ormai diventati classici. Con più di 40 album al suo attivo, innumerevoli concerti, una ricca lista di collaboratori musicali di prestigio, Riccardo Cocciante esplora tutti i campi e i processi creativi, dalla composizione di canzoni destinate alla sua interpretazione, alla composizione con e per altri artisti, passando per il casting e la direzione di giovani interpreti per le sue opere popolari, confrontandosi con una grande quantità di espressioni musicali: dalle canzoni alle opere musicali, dalle colonne sonore per il cinema fino alle rigorose musiche per il teatro.

Cresciuto in una realtà multilingue – nato a Saigon (Vietnam) da madre francese e padre italiano, vissuto a Roma dall’età di undici anni – ha conosciuto varie culture e assorbito molteplici influenze riuscendo a esplorare esperienze artistiche anche molto diverse tra loro. La sua è un’educazione musicale da autodidatta, che presuppone quindi una forte volontà e una tensione al perfezionismo uniti a un forte spirito indipendente e cosmopolita. Dall’incontro con Luc Plamondon nasce l’idea di Notre Dame de Paris. Un autentico successo planetario. Notre Dame de Paris va oltre le convenzioni, riuscendo a costruire un genere di spettacolo fedele alle idee di Cocciante: una nuova forma d’opera popolare contemporanea che affonda le proprie radici nella grande tradizione europea del dramma in musica e si mescola alle tecniche moderne dei concerti e delle regie degli spettacoli live, indimenticabili anche Giulietta e Romeo e Piccolo Principe.

Notre Dame de Paris, ha celebrato vent’anni di successi in Italia – debuttava per la prima volta in italiano il 14 marzo del 2002 al Gran Teatro di Roma, con una tournée che ha portato nei teatri della nostra Penisola oltre 4.5 milioni di spettatori, approdando in due decadi in 49 città per un totale di 181 appuntamenti e 1.548 repliche complessive. Tuttora allestimenti di Notre Dame de Paris, interpretato in nove lingue diverse, si susseguono in varie parti del mondo e, a partire da febbraio 2026, tornerà ad incantare il pubblico sui palchi italiani. Proprio all’opera “Notre Dame de Paris”, Cocciante ha dedicato alcuni brani apprezzati dal pubblico.

CULTURA

Tra magia e sogno “I Fabbricanti di Fiabe” conclude la rassegna Piccoli Sguardi di Buio in Sala

La rassegna Piccoli Sguardi, dedicata al Teatro per le nuove generazioni, si conclude questo fine settimana sul palco di Teatro Bis. Sabato 18 e domenica 19 aprile, rispettivamente alle 18.00 e alle 10.30, andrà in scena lo spettacolo musicale “I Fabbricanti di Fiabe”, scritto e diretto dal giovane Paolo Zagame.

Buio in Sala porterà sul palco “una storia di magia, divertimento e tanti piccoli simpatici imbrogli apparentemente irrisolvibili – dichiara il regista – Mastro Fabula e Lady Intrech sono due Fabbricanti di Fiabe alle prese con la loro prima cerimonia, affiancati ed aiutati da due giovani ed imbranati assistenti che, anziché aiutare, hanno addirittura perso il prezioso fabulario“.

“Alcune fiabe verranno ricordate nei secoli dei secoli e altre precipiteranno nell’oblio – continua Paolo Zagame – ed in questa storia fatta di tanta speranza, buon umore e soprattutto tanta fantasia scopriremo quale sarà il destino dei protagonisti e se riusciranno a stimolare la creatività e l’attenzione dei piccoli e dei grandi spettatori, che inevitabilmente interagiranno con gli attori”.

Sulle musiche originali di Guenda Pulvirenti ed Alfio Scuderi, gli attori Andrea Luvarà, Gaia Scandurra, Elisa Torrisi e lo stesso regista ed autore Paolo Zagame, con la partecipazione straordinaria in voce dell’attore Antonio Costantino e la supervisione artistica di Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia, daranno vita ad una straordinaria storia di sogno e magia che trasporterà i bambini di tutte le età in un mondo fatto di meraviglia e stupore.

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CULTURA

“Il Monaco che vinse l’Apocalisse” nella Top Five Fantasy di Prime Video Italia


Il Monaco che vinse l’Apocalisse, scritto e diretto da Jordan River, entra ufficialmente nella Top Five dei film Fantasy sulla piattaforma, confermando il crescente interesse del pubblico italiano. Tra i film più visti in Italia su Prime Video si distingue un titolo Fantasy che, in realtà, abbraccia molteplici registri narrativi.

Il film, già tra i più visti all’estero su Prime Video, si caratterizza per un approccio meditativo e per un’esperienza sensoriale che supera i confini dell’intrattenimento tradizionale. La natura del protagonista, i temi affrontati e la pluralità dei registri stilistici hanno portato molti spettatori a definirlo un unicum nel panorama cinematografico contemporaneo.

Fin dalla sua uscita in sala, l’opera ha sfidato ogni tentativo di classificazione: c’è chi l’ha interpretata come spiritual-action, chi come mystery, chi come fantasy. Il recente posizionamento nella categoria Fantasy in Italia rappresenta una sorpresa significativa e un ulteriore riconoscimento della sua complessità narrativa.

Gli spettatori hanno individuato numerosi rimandi cinematografici: Il nome della rosa, nella sua declinazione più contemporanea; le dimensioni oniriche e mistiche di Il Trono di Spade, Al di là dei sogni e The Sandman; le atmosfere estreme e contemplative di Revenant – Redivivo, richiamate in alcune sequenze ambientate sulla neve.

Il film sorprende anche per la sua particolare temporalità interna: una prima parte lenta e contemplativa, un ribaltamento narrativo nella seconda, un epilogo mistico e metafisico che intreccia viaggio interiore e profezia, nella terza, che chiude i tre livelli narrativi.

Vita, morte e redenzione si intrecciano in un percorso che alterna oscurità e riverberi di luce. La drammaturgia lascia progressivamente spazio a una dimensione esegetica, dove la forza del pensiero e della parola diventa la vera energia che muove la storia.

Il successo del film conferma la potenza di una narrazione capace di dialogare con il presente attraverso una visione antica e profetica. “Questo risultato testimonia quanto il pubblico sia ancora disposto a lasciarsi interrogare da storie che uniscono epoche, linguaggi e coscienze”, hanno affermato dalla Distribuzione del film.

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CULTURA

Un grande classico della commedia siciliana, “Li Turchi”, è andato in scena al Teatro Sala De Curtis di Catania

Momenti esilaranti al Teatro Sala De Curtis per l’ultima replica de “Li Turchi” di Pippo Marchese, la popolare commedia siciliana ambientata negli anni ’40.

Un sacerdote alle prese con i bagordi dello zio, l’ingenuità comica del suo sacrestano e un medico decisamente sui generis, hanno regalato al pubblico scene di pura ironia, attraverso equivoci, travestimenti e colpi di scena, resi ancora più assurdi dall’arrivo un po’ scomodo di una zia invadente, di una avvenente e frivola giovane, insieme al malavitoso fidanzato.

Una commedia brillante, con situazioni al limite dell’assurdo e paradossali, raccontate con un ritmo incalzante e avvincente.

In scena Carlo Litrico, Andrea Schillirò, Gaetano Naselli, che ha curato anche la regia, insieme a Francesca Litrico, Alessia Grancagnolo e Giuseppe Torrisi.

Un grande classico del teatro popolare che ha conquistato il pubblico con la sua coinvolgente comicità.

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