CRONACA
Catania, controlli a tappeto a San Giovanni Galermo: sequestrate droga e una pistola clandestina
La Polizia di Stato ha coordinato, ieri sera, un’articolata attività di controllo integrato del territorio nel quartiere di San Giovanni Galermo per prevenire e contrastare fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa.
L’intervento ad ampio raggio è stato mirato al raggiungimento di molteplici obiettivi, come disposto dalla Questura di Catania, e ha visto impegnati oltre cinquanta poliziotti della squadra volanti, delle moto-volanti e della squadra cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale, della Polizia Scientifica e gli agenti delle sezioni “Annona” e “Viabilità” della Polizia Locale.
In particolare, i poliziotti hanno scandagliato, palmo a palmo, strade e vie del quartiere, a cominciare dalle zone in cui, in passato, sono stati registrati episodi di spaccio di droga.
In via Capo Passero e in via Ustica, all’arrivo dei poliziotti le porte blindate di alcune case sono state immediatamente chiuse dall’interno con speciali chiavistelli, mentre sentinelle e pusher hanno tentato la fuga dai tetti degli appartamenti, evidentemente utilizzati come base logistica per le attività di spaccio. Con l’aiuto dei Vigili del Fuoco sono stati rimossi tutti gli ostacoli posti in essere dagli spacciatori per impedire i controlli, i poliziotti hanno passato al setaccio tutti gli angoli delle abitazioni e grazie ai cani antidroga è stato possibile scoprire i nascondigli escogitati per occultare la droga. Alcune dosi sono state trovate tra gli impianti elettrici, sotto finte mattonelle, nelle cassette postali, nel vano contatori e, persino, tra alcuni giocattoli. L’azione dei poliziotti ha consentito di smantellare queste basi di spaccio, a garanzia anche degli onesti cittadini che abitano nel quartiere.
Complessivamente, è stato trovato e sequestrato oltre un chilo di sostanze stupefacenti tra marijuana e cocaina, per un totale di 1.500 dosi pronte per essere spacciate. Se immesse nel mercato, le dosi avrebbero fruttato agli spacciatori un giro d’affari illecito di circa 20.000 euro.
All’interno del vano ascensore di un palazzo, insieme alla cocaina, è stata rinvenuta una pistola con matricola abrasa perfettamente funzionante, pronta a fare fuoco avendo il colpo in canna.
L’arma clandestina, calibro 7,65, e il relativo munizionamento sono stati recuperati e posti sotto sequestro. La pistola sarà oggetto di accertamenti balistici da parte della Polizia Scientifica per verificarne l’eventuale utilizzo in precedenti eventi delittuosi.
Durante il servizio sono state controllate alcune attività commerciali per verificare l’osservanza delle norme del Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza ed identificare i clienti presenti in quel momento. Tra questi vi erano numerosi pregiudicati e anche due destinatari di avviso orale, per i quali quindi è scattata la segnalazione avendo violato la prescrizione che impedisce loro di accompagnarsi con persone aventi precedenti penali.
Contestualmente, sono stati istituiti diversi posti di controllo dislocati in molteplici punti del quartiere, ritenuti strategici dal punto di vista della densità veicolare. In questo caso, sono state identificate 190 persone di cui 91 con precedenti e sono stati controllati 90 veicoli, tra auto e scooter, rilevando molteplici infrazioni al Codice della Strada per un totale di 2.000 euro.
Tra le violazioni riscontrate, i poliziotti hanno accertato casi di guida con patente scaduta con il relativo ritiro della patente, senza assicurazione per la responsabilità civile con il relativo sequestro dei veicoli interessati, senza revisione periodica con la sospensione dei mezzi dalla circolazione e, nel caso, dei mezzi a due ruote diversi conducenti sono stati sorpresi a guidare senza il casco protettivo, per cui è scattato l’immediato sequestro dello scooter.
Alcuni veicoli sono stati sequestrati perché già erano stati sottoposti a fermo amministrativo e verranno successivamente confiscati.
ATTUALITÀ
Chiede informazioni sul microchip: Polizia Locale individua una truffa online e limita i danni
Nei giorni scorsi Si è presenta presso gli uffici della Polizia Locale di Saponara una giovane donna per un semplice chiarimento: verificare se il microchip di un cucciolo, comunicato da un venditore online, fosse effettivamente intestato a lei. Un controllo di routine che ha invece consentito di far emergere una truffa e limitarne le conseguenze economiche.
La vicenda ha coinvolto l’intero nucleo familiare: la giovane, la madre e il fratello, tutti interessati all’adozione del cucciolo proposto tramite una piattaforma social.
Nel corso dei contatti, il presunto venditore richiedeva il pagamento delle sole spese di spedizione. A seguito di tale richiesta, la madre della giovane effettuava un primo versamento pari a 165 euro.
Successivamente venivano avanzate ulteriori richieste di denaro, tra cui una somma di 389 euro per una presunta assicurazione obbligatoria rimborsabile. Prima di procedere con il pagamento, la giovane si è rivolta alla Polizia Locale esclusivamente per verificare la regolarità del microchip indicato nella documentazione ricevuta.
Sono stati gli accertamenti svolti dagli operatori, diretti dal Comandante Daniele LO PRESTI, a far emergere numerosi elementi di anomalia: il microchip inesistente, un sito di spedizioni privo di riferimenti ufficiali, richieste di pagamento verso soggetti privati e comunicazioni riconducibili a domini non verificabili.
L’intervento della Polizia Locale ha quindi consentito di interrompere il meccanismo fraudolento e bloccare il pagamento successivo, evitando un ulteriore danno economico più consistente.
L’episodio evidenzia come le truffe online, sempre più strutturate, facciano leva anche su aspetti emotivi, come il desiderio condiviso di accogliere un animale in famiglia, ma dimostra anche come un semplice controllo possa rivelarsi decisivo.
La Polizia Locale invita i cittadini a verificare sempre l’attendibilità delle offerte online e a rivolgersi agli uffici competenti anche per dubbi apparentemente minimi.
In questo caso, proprio una richiesta di verifica ha permesso di smascherare la truffa e limitarne gli effetti.
CRONACA
Marina di Ragusa, danneggiamenti alle auto e furto di attrezzature nautiche: i Carabinieri arrestano un giovane vittoriese
I Carabinieri di Ragusa hanno arrestato in flagranza di reato un 27enne vittoriese gravemente indiziato dei reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Diversi danneggiamenti di autovetture nella stessa nottata hanno destato allarme nei residenti di Marina di Ragusa, che con più chiamate al 112 hanno allertato i Carabinieri.
Avviate le ricerche dei presunti autori dei tentativi di furto, i militari si sono imbattuti in un ragazzo che alla vista dell’auto si è repentinamente dato alla fuga. Dopo un breve inseguimento a piedi è stato immobilizzato per gli accertamenti del caso. Contemporaneamente all’interno del parcheggio del porto sono stati notati dei giovani incappucciati che avevano forzato il vano posteriore di un furgone e stavano scaricando attrezzatura nautica. L’arrivo delle forze dell’ordine ha messo in fuga i malviventi che hanno dovuto abbandonare tutto quello che era stato appena preso.
Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri ha permesso di individuare l’autovettura a bordo della quale i giovani avevano raggiunto il parcheggio e sulla quale avevano già caricato diverso materiale utile alla riparazione di natanti, che è stato interamente restituito al legittimo proprietario. Nello stesso parcheggio i militari hanno riscontrato altri due danneggiamenti di auto. Le indagini proseguono al fine di individuare tutti i responsabili degli eventi delittuosi.
Il 27enne vittoriese fermato è stato arrestato per il concorso in furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale e sono stati disposti per lui gli arresti domiciliari.
CRONACA
A Randazzo, una lite nata per futili motivi è scaturita in una violenta aggressione nei confronti di due uomini: l’autore del reato, un 34enne, è stato deferito dai Carabinieri
E’ stato individuato in poche ore e denunciato dai Carabinieri di Randazzo il 34enne responsabile delle gravi lesioni personali cagionate a due randazzesi di 66 e 71 anni.
La vicenda avrebbe avuto inizio quando il 34enne, un operaio originario del palermitano, stava intrattenendosi con una delle vittime, il 66enne, all’interno del bar sito gestito dal 71enne.
La conversazione tra i due sarebbe stata inizialmente cordiale ma è improvvisamente degenerata, con i due che hanno cominciato a litigare furiosamente, tanto da indurre il titolare del bar di lasciare il locale.
Il 34enne, uscito in strada insieme al 66enne, avrebbe colpito violentemente con un pugno quest’ultimo, tanto che il gestore, allarmatosi per le grida udite, sarebbe anch’egli uscito e, nel tentativo di separare i contendenti, è stato colpito a sua volta da un pugno sul naso sferratogli dal giovane.
Il 34enne si è poi allontanato lasciando entrambe le vittime malconce, tornando poco dopo aggredendo e colpendo ripetutamente il 66enne alle spalle, facendogli perdere i sensi.
A questo punto il 71enne, per evitare ulteriori e più gravi conseguenze, ha minacciato il giovane, che si sarebbe finalmente e definitivamente allontanato.
L’immediato avvio delle indagini da parte dei Carabinieri, grazie all’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza, ha portato al riconoscimento del 34enne, che ha confermato di essere il responsabile delle lesioni cagionate ai due ed è stato denunciato.
