CRONACA
Controlli a San Giovanni Galermo: pusher in manette, accertati diversi casi di allacci abusivi alla rete elettrica
La Polizia di Stato ha effettuato nei giorni scorsi una vasta operazione di controllo straordinario del territorio nel quartiere di San Giovanni Galermo.
Il maxi controllo è stato attuato dai poliziotti della Squadra Volanti e della Squadra Cinofili della Questura di Catania, del Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Orientale e Occidentale, nonché dagli agenti della Polizia Locale e ha avuto più obiettivi, pianificati meticolosamente grazie ad un attento studio delle dinamiche criminali e delle attività produttive del quartiere interessato.
La zona di San Giovanni Galermo interessata dall’attività, precisamente Via Capo Passero e Via Ustica, è stata cinturata dagli equipaggi della Squadra Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine, che congiuntamente alle unità cinofile hanno proceduto ad effettuare i controlli. In totale, sono state identificate 357 persone, delle quali quasi un terzo con precedenti penali o pregiudizi di polizia.
Non appena giunti in via Capo passero alcuni soggetti si sono dati alla fuga e, in particolare, uno di loro durante la corsa ha gettato due buste, prontamente recuperate dagli agenti, che contenevano 16 involucri con sostanza stupefacente presumibilmente del tipo cocaina per un peso di circa 7,5 grammi, nonché 27 involucri con all’interno sostanza del medesimo tipo del peso di oltre 5 grammi.
L’uomo, un 36enne già noto alla polizia per i suoi precedenti in materia di spaccio di sostanze stupefacenti, ha provato a scappare, ma è stato fermato dai poliziotti e sottoposto a perquisizione.
Oltre alla droga, sono stati sequestrati anche 400 euro, presumibilmente provento dell’attività di spaccio, tenuto conto peraltro che non ha un lavoro stabile. Il 36enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, ferma restando la presunzione di innocenza dell’indagato valevole ora e fino a condanna definitiva, e, su disposizione del Pm di turno, è stato condotto presso le camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio direttissimo.
Con l’ausilio dei Vigili del Fuoco, sono state rimosse alcune porte blindate, usate dai pusher per assicurarsi l’impunità, già divelte la scorsa settimana nel corso del precedente controllo straordinario e rimontate nel giro di pochi giorni.
Anche durante questa attività le unità cinofile hanno setacciato la zona, rinvenendo decine di dosi di marijuana e cocaina, che sono state sequestrate a carico di ignoti, sottraendo così la droga al guadagno alle organizzazioni criminali.
La droga era nascosta ovunque, tra le erbacce, in mezzo ai rifiuti, all’interno di mattoni di costruzioni abusive lasciate incomplete. Tuttavia, non è stato difficile rinvenirla grazie all’eccezionale fiuto dei cani poliziotto.
I poliziotti hanno, inoltre, predisposto specifici posti di controllo al fine di identificare coloro che orbitano nella zona nota come piazza di spaccio. Durante i controlli sono stati individuati molti soggetti, probabilmente potenziali acquirenti di sostanze stupefacenti, considerato che non erano residenti in quella zona e anche che proprio in via Capo Passero e in via Ustica non vi sono locali di ritrovo. La scusa più di frequente utilizzata dai soggetti fermati rispetto alla domanda dei poliziotti sul perché si trovassero proprio in quei luoghi era quella di aver sbagliato strada.
Molti dei soggetti fermati e controllati sono stati sanzionati per diverse violazioni del codice della strada per un totale di oltre 3.000 euro. Le violazioni riscontrate hanno riguardato la guida senza copertura assicurativa, senza casco e senza i documenti di guida. Alcuni veicoli sono stati sequestrati perché già erano stati sottoposti a fermo amministrativo e verranno successivamente confiscati.
Inoltre, i poliziotti hanno chiesto l’intervento dei tecnici dell’ENEL per verificare l’esistenza di eventuali allacci abusivi alla rete elettrica pubblica.
I tecnici hanno rilevato la presenza di più allacci irregolari, attestando in tali casi il furto di energia elettrica e in un caso della fornitura condominiale. Al termine degli accertamenti sono stati denunciati i proprietari di casa che rubavano l’energia elettrica, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
ATTUALITÀ
Chiede informazioni sul microchip: Polizia Locale individua una truffa online e limita i danni
Nei giorni scorsi Si è presenta presso gli uffici della Polizia Locale di Saponara una giovane donna per un semplice chiarimento: verificare se il microchip di un cucciolo, comunicato da un venditore online, fosse effettivamente intestato a lei. Un controllo di routine che ha invece consentito di far emergere una truffa e limitarne le conseguenze economiche.
La vicenda ha coinvolto l’intero nucleo familiare: la giovane, la madre e il fratello, tutti interessati all’adozione del cucciolo proposto tramite una piattaforma social.
Nel corso dei contatti, il presunto venditore richiedeva il pagamento delle sole spese di spedizione. A seguito di tale richiesta, la madre della giovane effettuava un primo versamento pari a 165 euro.
Successivamente venivano avanzate ulteriori richieste di denaro, tra cui una somma di 389 euro per una presunta assicurazione obbligatoria rimborsabile. Prima di procedere con il pagamento, la giovane si è rivolta alla Polizia Locale esclusivamente per verificare la regolarità del microchip indicato nella documentazione ricevuta.
Sono stati gli accertamenti svolti dagli operatori, diretti dal Comandante Daniele LO PRESTI, a far emergere numerosi elementi di anomalia: il microchip inesistente, un sito di spedizioni privo di riferimenti ufficiali, richieste di pagamento verso soggetti privati e comunicazioni riconducibili a domini non verificabili.
L’intervento della Polizia Locale ha quindi consentito di interrompere il meccanismo fraudolento e bloccare il pagamento successivo, evitando un ulteriore danno economico più consistente.
L’episodio evidenzia come le truffe online, sempre più strutturate, facciano leva anche su aspetti emotivi, come il desiderio condiviso di accogliere un animale in famiglia, ma dimostra anche come un semplice controllo possa rivelarsi decisivo.
La Polizia Locale invita i cittadini a verificare sempre l’attendibilità delle offerte online e a rivolgersi agli uffici competenti anche per dubbi apparentemente minimi.
In questo caso, proprio una richiesta di verifica ha permesso di smascherare la truffa e limitarne gli effetti.
CRONACA
Marina di Ragusa, danneggiamenti alle auto e furto di attrezzature nautiche: i Carabinieri arrestano un giovane vittoriese
I Carabinieri di Ragusa hanno arrestato in flagranza di reato un 27enne vittoriese gravemente indiziato dei reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale.
Diversi danneggiamenti di autovetture nella stessa nottata hanno destato allarme nei residenti di Marina di Ragusa, che con più chiamate al 112 hanno allertato i Carabinieri.
Avviate le ricerche dei presunti autori dei tentativi di furto, i militari si sono imbattuti in un ragazzo che alla vista dell’auto si è repentinamente dato alla fuga. Dopo un breve inseguimento a piedi è stato immobilizzato per gli accertamenti del caso. Contemporaneamente all’interno del parcheggio del porto sono stati notati dei giovani incappucciati che avevano forzato il vano posteriore di un furgone e stavano scaricando attrezzatura nautica. L’arrivo delle forze dell’ordine ha messo in fuga i malviventi che hanno dovuto abbandonare tutto quello che era stato appena preso.
Il sopralluogo effettuato dai Carabinieri ha permesso di individuare l’autovettura a bordo della quale i giovani avevano raggiunto il parcheggio e sulla quale avevano già caricato diverso materiale utile alla riparazione di natanti, che è stato interamente restituito al legittimo proprietario. Nello stesso parcheggio i militari hanno riscontrato altri due danneggiamenti di auto. Le indagini proseguono al fine di individuare tutti i responsabili degli eventi delittuosi.
Il 27enne vittoriese fermato è stato arrestato per il concorso in furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale e sono stati disposti per lui gli arresti domiciliari.
CRONACA
A Randazzo, una lite nata per futili motivi è scaturita in una violenta aggressione nei confronti di due uomini: l’autore del reato, un 34enne, è stato deferito dai Carabinieri
E’ stato individuato in poche ore e denunciato dai Carabinieri di Randazzo il 34enne responsabile delle gravi lesioni personali cagionate a due randazzesi di 66 e 71 anni.
La vicenda avrebbe avuto inizio quando il 34enne, un operaio originario del palermitano, stava intrattenendosi con una delle vittime, il 66enne, all’interno del bar sito gestito dal 71enne.
La conversazione tra i due sarebbe stata inizialmente cordiale ma è improvvisamente degenerata, con i due che hanno cominciato a litigare furiosamente, tanto da indurre il titolare del bar di lasciare il locale.
Il 34enne, uscito in strada insieme al 66enne, avrebbe colpito violentemente con un pugno quest’ultimo, tanto che il gestore, allarmatosi per le grida udite, sarebbe anch’egli uscito e, nel tentativo di separare i contendenti, è stato colpito a sua volta da un pugno sul naso sferratogli dal giovane.
Il 34enne si è poi allontanato lasciando entrambe le vittime malconce, tornando poco dopo aggredendo e colpendo ripetutamente il 66enne alle spalle, facendogli perdere i sensi.
A questo punto il 71enne, per evitare ulteriori e più gravi conseguenze, ha minacciato il giovane, che si sarebbe finalmente e definitivamente allontanato.
L’immediato avvio delle indagini da parte dei Carabinieri, grazie all’acquisizione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza, ha portato al riconoscimento del 34enne, che ha confermato di essere il responsabile delle lesioni cagionate ai due ed è stato denunciato.
