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Fichera: “Taormina una capitale del turismo piena di buche, come le sue strade”

(Riceviamo e pubblichiamo da Ernesto Fichera, guida turistica)

“Come sempre a fine stagione si fanno i bilanci e ci diamo tutti appuntamento al prossimo anno. Ma è così anche per Taormina? A Taormina la stagione si è davvero chiusa oppure qualcuno vuole che si chiuda. E’ davvero il tempo che si inizi a fare dei ragionamenti concreti su ciò che Taormina “vorrebbe fare da grande” e su quali siano delle strategie turistiche da porre in essere per far si che a Taormina si possa “fare turismo” tutto l’anno o quasi. Invece la chiusura a novembre di un noto albergo, con un bel cartello in vista “ci vediamo a marzo” ci riporta alla triste realtà: la stagione è finita fatevene una ragione! Eppure la moltitudine di turisti lungo il corso Umberto complice il meteo che potremmo definire, finora, più primaverile che autunnale, ci sta a indicare che in questa Città per dirla con una canzone “si può dare di più!”. Ma questo lo si vorrebbe davvero oppure se ne parla ogni tanto per allontanare “cattivi pensieri e spettri” di un illustre passato neanche tanto lontano in cui a Taormina si veniva “a svernare e giravano le roulette a villa Mon Repos”. Purtroppo dobbiamo accettare la triste realtà dei fatti: arrivati ai primi di novembre la zona costiera ionica da Letojanni a Giardini sembra cadere in un profondo letargo. E al centro? Bè anche qui la situazione non è molto diversa: fatta eccezione per qualche struttura di “albergatori coraggiosi” il resto è relegato all’oblio. Ricordo ancora oggi la “coraggiosa decisione” dell’ex Presidente dell’associazione albergatori di Taormina, Italo Mennella, che mantenne aperta tutto l’anno la struttura da lui gestita. All’epoca mi confessò l’anno successivo: “ci ho rimesso”. Però la colpa non va certo ricercata nella sua scelta piuttosto nel fatto che è mancata la sinergia. Va da sé che per fare turismo bisogna “fare sistema” e pertanto a poco serve che un albergo resti aperto quando poi questo appare “un’oasi in mezzo al deserto” con bar, ristoranti chiusi e i negozi con “la carta del giornale apposta nelle vetrine per oscurarle”. A molti questo stato di cose fa comodo: agli albergatori poiché chiudono per almeno 70 giorni l’anno dimodochè non siano costretti ad assumere i dipendenti a tempo indeterminato e agli addetti di settore poiché così nei mesi invernali percepiscono la Naspi (ex disoccupazione) e poi vanno altrove a fare la stagione invernale. E la politica? Sino ad adesso si è assistito solo ad un balletto sui numeri delle presenze con uno scontro fra attuale e passata amministrazione che ha davvero del grottesco. La verità è che nessuna amministrazione attuale o passata è riuscita in maniera determinante ad influenzare in modo significativo le presenze in Città. Taormina il turismo lo subisce, non lo sceglie né riesce a governarne i flussi in modo concreto. Le scelte vengono prese su altri tavoli ove non solo Taormina non è mai stata protagonista ma neanche invitata a presenziare. Se quest’anno vi è stata una forte flessione del mercato anglosassone ed in particolare del mercato di lingua tedesca, ma siamo riusciti a compensare grazie agli Usa, ciò probabilmente è stato dovuto al fattore trainante dovuto al G7 del 2017 e alla serie televisiva “The White Lotus” e certamente non grazie alle scelte politiche dell’amministrazione De Luca e del suo assessore al turismo Jonathan Sferra. Appropriarsi di successi dovuti alla contingenza del mercato è davvero rimarchevole. Sono passati quasi tre anni dall’insediamento di questa amministrazione e anche per loro è venuto il tempo dei bilanci e delle valutazioni sul loro operato: il sindaco De Luca l’anno dell’insegnamento aveva parlato di politiche che dovevano premiare coloro i quali “rimanevano aperti tutto l’anno” e disincentivare le aperture stagionali: nulla di tutto questo ci è parso di vedere… Taormina appare per ciò che è: una capitale del turismo piena di buche come le sue strade”.

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La magia del Natale a Linguaglossa

LINGUAGLOSSA – La città di Linguaglossa si veste di luce e meraviglia accogliendo il periodo più incantevole dell’anno già iniziato con l’accensione dell’albero di Natale in piazza Matrice e l’iniziativa l’albero solidale per sostenere le famiglie che vivono un momento di difficoltà. Un cartellone ricco di eventi, messo a punto dall’amministrazione comunale come la casa di babbo Natale tutte le domeniche, Piano Light Concert chiesa Matrice, I beddi in falla “Bedda la Ninnaredda” chiesa SS. Antonio e Vito e la Befana dal Campanile incontra Babbo Natale piazza Municipio, questi solo alcuni dei tanti incontri previsti fino al 6 gennaio.

Il sindaco Luca Stagnitta che insieme a tutta l’amministrazione comunale ha acceso l’albero dichiara “ Un momento simbolico che appartiene profondamente alla nostra comunità , l’inizio di un percorso condiviso, fatto di partecipazione, bellezza e spirito comunitario, per vivere un Natale all’insegna della condivisione e della collettività . Un ricco calendario pensato per tutta la cittadinanza , cercando di riunire generazioni diverse in un clima di festa e collaborazione “. Soddisfazione espressa anche dall’assessore agli Eventi Eleonora Raiti che commenta così: “ “Il Natale a Linguaglossa quest’anno cresce con la collaborazione fondamentale di parrocchie e associazioni locali.
Torna per il secondo anno la Befana del Campanile, mentre le iniziative solidali, dalla raccolta giochi all’albero in Comune con beni alimentari, uniscono attenzione alla sostenibilità e sostegno alle famiglie.
Un Natale di comunità che non lascia indietro nessuno. “Un invito, dunque, a riscoprire la gioia, la meraviglia e il calore autentico delle feste, nella meravigliosa cornice invernale di Linguaglossa.

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Giardini Naxos: grande partecipazione per la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del premio “Franz Buda”

Grande partecipazione di pubblico per la cerimonia di consegna dei riconoscimenti della IV edizione del premio “Franz Buda”, ideato e organizzato dall’ “Archeoclub Naxos Taormina Valle Alcantara”.

Un appuntamento questo andato a… suon di musica. Sono stati insigniti del prestigioso premio, infatti, Angela Bellia, Francesco Buzzurro, Danilo Gatto, Biagio Guerrera e Mario Sarica. Nomi di altissimo profilo culturale che, in numerose forme hanno valorizzato, appunto, il patrimonio musicale. Particolarmente apprezzate sono state le opere dell’ artista, Stefania Pennacchio, che, come ogni anno, realizza i premi per gli ospiti. Applausi anche alla zampogna del maestro, Rosario Altadonna ed al fuori programma alla chitarra del maestro Buzzurro.

“Mio padre – ha commentato l’avv. Italo Buda promotore dell’evento –  sarebbe stato contento di come è andato questo appuntamento”. Apprezzato l’intervento del sindaco di Giardini Naxos, Giorgio Stracuzzi, dell’assessore, Fulvia Toscano, del presidente dell’Archeoclub, Giuseppe Gentile e del fondatore dell’associazione dei consumatori “Aiace”, Giuseppe Spartá. A moderare l’incontro, tenutosi al “Baglio dei Principi di Spatafora” di Trappitello, è stato il giornalista, Mauro Romano.

Hanno collaborato a questo importante appuntamento: Piante e fiori “La Gardenia”, “Naxos Legge”, l’impresa “Vittorio Sabato”, l’associazione consumatori “Aiace”, il “Rotary Club di Taormina”, il Conservatorio statale di musica “Tchaikovsky”, l’Accademia pianistica italiana ed il Lido di Naxos di Giovanni Cacciola.

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Alessio Coco, trombettista di origini Taorminesi, nell’organico dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano

Alessio Coco, trombettista figlio dei mai dimenticati Nancy Bonaventura e Nunzio Coco, ha collaborato ancora una volta con il Teatro alla Scala in qualità di professore d’orchestra per la Prima del 7 dicembre 2025, che ha inaugurato la stagione con Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitri Shostakovich, diretta da Riccardo Chailly.

L’opera, nota per la sua complessità musicale e per l’impegnativa architettura orchestrale, ha richiesto un livello altissimo di precisione e coordinazione. Ancora una volta, l’orchestra e le maestranze scaligere hanno dimostrato di saper affrontare con padronanza e maturità una partitura tanto densa quanto articolata.

Per Coco, partecipare a questa produzione ha rappresentato un privilegio speciale, soprattutto perché si è trattato dell’ultima Prima diretta da Chailly come direttore musicale della Scala. “Lavorare con lui è un onore” – racconta – “È una persona meticolosa, preparata, che sa esattamente cosa chiedere e come ottenerlo dall’orchestra. Ogni prova con lui è un’occasione per crescere”.

La soddisfazione personale si intreccia con l’orgoglio delle sue radici siciliane: un musicista cresciuto tra Sicilia e nord Italia che approda sul palcoscenico della Prima scaligera, una delle vetrine più prestigiose al mondo. La sua presenza alla Scala ribadisce il valore di un artista ormai pienamente inserito nel panorama orchestrale italiano. Un’esperienza che rappresenta un punto di partenza più che un punto d’arrivo, confermando Alessio Coco come una delle giovani presenze più interessanti della scena musicale nazionale.

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