POLITICA
Nike di Giardini Naxos, l’ex amministrazione respinge le accuse: “Metterla in sicurezza è un atto di responsabilità, non propaganda”
La vecchia amministrazione di Giardini Naxos, adesso sostituita dal commissario, non ci sta alle accuse mosse da Sud chiama Nord ed in particolare da Salvo Puccio, in aria di candidatura a sindaco nella cittadina naxiota.
“La salvaguardia e la messa in sicurezza della Nike – si legge in una nota diffusa dall’ex assessore Ferdinando Croce – é innanzitutto un atto di responsabilità. Alcuni tecnici specializzati ci hanno segnalato che il monumento è ancora adesso a rischio di crollo e occorre intervenire al più presto. Pensiamo per un momento a cosa accadrebbe se la statua crollasse oggi o nelle prossime settimane, dopo l’esultanza di tutti per essere rimasta in piedi e la straordinaria pubblicità che il monumento ha ricevuto;
2) l’immagine della statua ha fatto letteralmente il giro del mondo e ridato, per qualche giorno, sana popolarità al nostro territorio. Tenuto conto dei rischi di crollo dell’indotto nella stagione estiva a Giardini, abbiamo ritenuto che potrebbe essere questo uno dei pochi capisaldi per “tenere botta” e ripartire a livello economico e turistico;
3) il capitolo su cui insistono i famigerati 10 mila euro (una somma peraltro irrisoria rispetto all’entità enorme del disastro che si dovrà fronteggiare) é quello dell’imposta di soggiorno e, quindi, è specificamente vincolato per finalità come queste e, al contrario, infungibile per altre attività. La delibera peraltro dice espressamente che si tratta di “primissimi” interventi;
4) il Comune ha tempestivamente già posto in essere tutti gli accorgimenti e le priorità dell’emergenza!
In particolare, ha:
-affidato somme urgenze a circa 15 operatori economici anticipando, con risorse di bilancio, 500 mila euro;
-disposto le attività di “georadar” (primo Comune del territorio ionico a farlo) per verificare i rischi “invisibili” del manto stradale del lungomare, che infatti ha già riaperto integralmente al transito;
-richiesto al Governo nazionale e regionale, con delibera di Giunta addirittura del 21 gennaio, primo anche in questo caso tra tutti i Comuni, la dichiarazione di stato di calamità naturale;
-approvato una perizia celermente redatta dall’arch. La Maestra che quantifica in 5 milioni di Euro i primi danni arrecati alle sole opere pubbliche e, sommariamente, altrettanti alle strutture private;
-costituito un gruppo di lavoro di 5 professionisti esterni giardinesi con il compito di provvedere alla miglior ricognizione dei danni e, ieri, il commissario se n’è già avvalso convocandoli;
-istituito un indirizzo pec “dedicato” per iniziare a ricevere le segnalazioni di danno (emergenzaciclonenaxos@pec.it) da parte dei privati in vista della pubblicazione dell’avviso sui ristori da parte della Regione;
5) non è vero che non si potrà richiedere alla Regione la restituzione anche di queste poche somme, perché l’arch. La Maestra ha espressamente inserito nella sua perizia i danni alla piazzetta-belvedere della Nike e, quindi, ogni attività che sarà svolta è comunque inclusa anche nel totale dell’emergenza.
Ciò detto, il tentativo di “benaltrismo” di alcuni é solo la speculazione elettorale di chi non regge più l’attivismo di questa Giunta che, peraltro, ha ormai serenamente terminato il proprio mandato dopo aver responsabilmente accettato di gestire persino l’emergenza ciclone. Non si fa campagna elettorale sull’emergenza!
Sarà un problema adesso per queste persone trovare nuovi argomenti “di merito”, ora che non ci sarà più il bersaglio degli Assessori uscenti. Non certo il nostro, che a maggior ragione ora che non abbiamo più il gravoso peso dell’amministrazione potremo denunciare pubblicamente ciò che abbiamo trovato e raccontare ancora meglio quanto di buono abbiamo fin qui fatto.
Sul fatto poi che ci si ostini inspiegabilmente – con un mix di ignoranza e mala fede – a dire che gli Assessori fossero decaduti e non vi fosse più una Giunta, nonostante gli sforzi sovrumani profusi in questi giorni da ognuno di noi, saranno altre sedi a occuparsene, basta leggere l’Articolo 12, comma 11 della Legge regionale Sicilia n. 7 del 26 agosto 1992: “La cessazione dalla carica del sindaco, per qualsiasi motivo, comporta la cessazione dalla carica dell’intera giunta. Sino all’insediamento del commissario straordinario, il vice sindaco e la giunta esercitano le attribuzioni indifferibili di competenza del sindaco e della giunta”.
In fin dei conti ci siamo limitati, come nostro ultimo atto, se vogliamo anche romantico e di gratitudine verso la comunità, a recepire un sentimento fortissimo che proviene proprio dai giardinesi, quello di tutelare la Nike.
ATTUALITÀ
Catania – Curia: “Concessione scaduta ma il Comune non rientra in possesso dei 10.000 mq.
Il Segretario Regionale con delega alle infrastrutture: “Concessione scaduta ma il Comune non rientra in possesso dei 10.000 mq. Mentre si organizzano concerti al Bellini, si ignora una struttura strategica a due passi dall’Aeroporto.”
Catania – La Segreteria Regionale Fast Confsal T.A., nella persona di Bartolomeo Curia con delega alle infrastrutture, esprime forte disappunto e preoccupazione per la gestione di un immobile di proprietà del Comune di Catania, rimasto improduttivo per circa 15 anni, sottraendo così risorse vitali alle casse di Palazzo degli Elefanti.
“Al centro della contestazione vi è l’edificio denominato “Ente Fiera”, situato all’interno del centro commerciale all’ingrosso di contrada “Passo del Fico”. «Come previsto dall’art. 3 della concessione stipulata il 15 novembre 2002 tra l’Amministrazione Comunale e la società Venuto e Fronterré S.p.A.” – spiega Curia – la cessione in uso doveva includere sia l’edificio già realizzato e destinato a centro servizi, sia la nuova costruzione estesa per 10.000 mq, comprensiva di soppalchi. La società di gestione si era impegnata a cedere tali manufatti all’Amministrazione Comunale. Nonostante il centro all’ingrosso abbia funzionato a pieno regime e la concessione sia ormai scaduta, a tutt’oggi il Comune di Catania non beneficia della piena disponibilità di questa sua proprietà».
Secondo il sindacato, il mancato recupero dell’area rappresenta un danno erariale e un’occasione mancata per la mobilità cittadina. «Se si mettesse a regime l’Ente Fiera – prosegue Curia – sfruttando i 10.000 mq interni e la vasta area esterna, si potrebbero realizzare parcheggi e strutture a beneficio dell’Ente e della collettività. Parliamo di una zona strategica, a ridosso della Tangenziale, in prossimità del carcere di Bicocca e a pochi chilometri dall’Aeroporto Fontanarossa».
La critica si sposta poi sulla gestione degli eventi culturali e dell’ordine pubblico. «Quest’anno, come in passato, l’Amministrazione ha deciso di organizzare concerti al Giardino Bellini per una capienza di circa 5.000 persone, saturando il centro città. A tal riguardo, dietro mandato dei cittadini catanesi, – conclude Curia – chiedo al Sindaco: come mai non c’è stato un interessamento tale da stravolgere in positivo questa tematica? Perché non spostare il baricentro degli eventi in un’area più idonea, liberando il cuore pulsante della città?».
La Fast Confsal chiude con un appello alla trasparenza: «Riteniamo giusto che la città di Catania abbia delle risposte chiare e concrete. Non possiamo permetterci di lasciare al palo un patrimonio pubblico che potrebbe generare economia e servizi».
ATTUALITÀ
Nasce “Taormina in COMUNE”: il nuovo movimento civico punta su partecipazione e ascolto dei cittadini
Ripartire dalla gente, ricostruire il dialogo con i cittadini e riportare la comunità al centro delle scelte per il futuro della città. È questo l’obiettivo con cui è stato presentato a Trappitello il nuovo movimento civico “Taormina in COMUNE”, realtà apartitica nata con l’intento di promuovere una partecipazione attiva dei cittadini alla vita amministrativa.
Nel corso dell’incontro inaugurale sono stati illustrati i principi fondanti del movimento, che si basano su partecipazione, solidarietà, tutela del bene comune e miglioramento della qualità della vita. Tra le priorità indicate figurano l’onestà amministrativa, la difesa dell’identità taorminese, l’attenzione ai quartieri e alle frazioni, il sostegno ai giovani, la giustizia sociale, la tutela del territorio, il rilancio della scuola, della cultura e della sanità pubblica.
L’iniziativa è stata presentata come un progetto aperto e inclusivo, rivolto a cittadini, associazioni, movimenti e forze politiche interessati a costruire una proposta alternativa per il governo della città.
Ad aprire l’incontro è stato Giuseppe Caltabiano, che ha sottolineato come il movimento nasca con l’obiettivo di unire la comunità: «Non vogliamo dividere, ma unire i taorminesi. Il nome “Taormina in COMUNE” rappresenta la volontà di condividere lo stesso destino e costruire insieme una proposta aperta a tutti coloro che desiderano impegnarsi per una città migliore». Caltabiano ha inoltre annunciato l’avvio, nelle prossime settimane, di una fase di confronto con associazioni, categorie economiche, professionisti, organizzazioni sociali e giovani, ringraziando anche i consiglieri comunali di opposizione Corvaia e Manuli per il lavoro svolto in Consiglio.
Tra gli interventi più significativi quello della biologa nutrizionista Maria Teresa D’Agostino, che ha posto l’attenzione sui temi della sanità e del sociale, raccontando l’esperienza maturata sul territorio attraverso la propria attività professionale. D’Agostino ha evidenziato la necessità di costruire una città più vicina ai bisogni delle persone, inclusiva e attenta ai bambini, agli anziani e alle persone con disabilità, sottolineando come il cambiamento possa nascere solo dalla collaborazione tra cittadini.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai giovani grazie all’intervento della ventunenne Adele Scibilia, studentessa di Giurisprudenza alla Luiss di Roma e originaria di Trappitello. La giovane ha evidenziato la mancanza di spazi pubblici di aggregazione nella frazione e ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dello spopolamento giovanile, ricordando come centinaia di ragazzi abbiano lasciato Taormina per studio o lavoro. «La vera sfida – ha affermato – è restituire ai giovani la libertà di scegliere se partire o restare, senza essere costretti ad andare via per costruire il proprio futuro».
Sul ruolo della cultura è intervenuta Cettina Caliò Perroni, traduttrice letteraria e collaboratrice di quotidiani nazionali, che ha invitato a considerare la cultura non soltanto come insieme di eventi, ma come educazione, conoscenza della storia e cura del territorio. Un percorso condiviso che, secondo Perroni, deve coinvolgere istituzioni, cittadini e scuola nella costruzione di una comunità più consapevole.
A concludere la presentazione è stato l’avvocato Danilo La Monaca, che ha definito la nascita del movimento come «la prima pietra» di un percorso finalizzato alla costruzione di un’alternativa di governo per Taormina. La Monaca ha ribadito che il progetto non punta a unire forze diverse esclusivamente in contrapposizione all’attuale amministrazione, ma a creare una proposta fondata su valori condivisi, democrazia, collegialità e rispetto reciproco.
Contestualmente è stata avviata la campagna di adesioni al movimento. Attraverso il sito ufficiale e i canali social sarà possibile conoscere le modalità di partecipazione e seguire le iniziative promosse da “Taormina in COMUNE”, che nei prossimi mesi avvierà un percorso di ascolto e confronto con il territorio per definire il proprio progetto politico-amministrativo.
ATTUALITÀ
Ass.O.For.: Una risposta concreta per i giovani e le famiglie siciliane
CATANIA: Il recente provvedimento del Governo della Regione Siciliana porta una bellissima notizia per tantissimi studenti e per le loro famiglie: i percorsi triennali di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) finanziati passano da 260 a 300.
Questo in concreto tutelata la scelta dei ragazzi e delle loro famiglie.
Antonio Oliveri – Legale Rappresentate Assofor O.D.
Nelle scorse settimane, ASS.O.FOR. aveva lanciato l’allarme: i 260 corsi inizialmente previsti non sarebbero bastati a coprire tutte le richieste, con il rischio di lasciare fuori molti ragazzi. La Regione ha ascoltato il territorio e ha aumentato le classi disponibili a 300. In questo modo, la scelta fatta dai giovani e dalle loro famiglie viene totalmente garantita e protetta: nessuno studente rischierà di non poter frequentare il percorso che ha scelto per assolvere l’obbligo scolastico.
L’obiettivo non è solo far partire i ragazzi, ma accompagnarli fino in fondo. Per questo motivo, l’attenzione resta altissima anche sul finanziamento dei quarti anni. Garantire questi percorsi significa dare continuità didattica agli studenti, permettendo loro di completare gli studi e conseguire il diploma professionale senza interruzioni o incertezze. Davanti a noi ci sono ora due mesi e mezzo di tempo – luglio, agosto e metà settembre – che saranno decisivi. Questo margine di tempo permetterà di organizzare tutto con massima serenità, così da assicurare la partenza regolare delle attività a settembre, in perfetta coincidenza con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Grazie alla collaborazione tra le istituzioni e gli enti del settore, i ragazzi siciliani possono guardare al futuro con più serenità, sapendo che il loro diritto allo studio e alla formazione è al sicuro.
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