CRONACA
Misilmeri: fucili nascosti, una serra di marijuana e 50mila euro di energia elettrica rubata: intera famiglia arrestata dai Carabinieri
Una palazzina su tre livelli trasformata in un deposito di illegalità: armi nascoste tra le mura domestiche, una serra di marijuana e corrente elettrica sottratta alla rete pubblica per 50.000 euro.
È quanto hanno scoperto i Carabinieri di Misilmeri al termine di una perquisizione che ha portato all’arresto in flagranza di tre persone, una 57enne, il suo convivente di 41 anni e il figlio 27enne della donna. Tutti e tre ritenuti responsabili, in concorso, di furto aggravato, produzione illecita di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi comuni da sparo e munizioni.
Nell’abitazione dell’indagata i militari hanno trovato una serra indoor allestita con cura, con diverse piante di marijuana, semi, lampade alogene, fertilizzanti, concimi, teli radianti, terriccio e due bilance di precisione.
L’intera serra veniva alimentata con energia elettrica sottratta illecitamente alla rete pubblica attraverso allacci abusivi.
I Carabinieri hanno inoltre portato alla luce due fucili, detenuti illegalmente e nascosti sopra un armadio, nonché 266 cartucce calibro 12 a pallini occultate in un magazzino.
Il GIP ha convalidato gli arresti e ha disposto nei confronti dei tre indagati l’obbligo di dimora nel comune di Misilmeri, la presentazione alla Polizia Giudiziaria e l’obbligo di permanenza notturna dalle 20:00 alle 07:00.
CRONACA
Modica, per anni aveva perseguitato una ragazza tramite social: arrestato e condotto in carcere dai Carabinieri
I Carabinieri di Modica hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pisa nei confronti di un 34enne modicano, responsabile di aver perseguitato per anni una giovane ragazza tramite condotte moleste e minacciose messe in atto attraverso diversi profili social.
La vicenda nasce a Pisa nel 2018 quando la vittima iniziava ad esser oggetto di condotte persecutorie da parte dell’arrestato, che la molestava e minacciava inviandole numerosissimi messaggi sui suoi profili Telegram, Instagram e Facebook, dal contenuto offensivo e volgare.
La condotta del 34enne gettava la vittima in un forte stato di ansia e paura, costringendola a cambiare addirittura le sue abitudini di vita; nel 2020 denunciava tutti gli episodi ai Carabinieri ma l’autore delle condotte ha continuato con gli stessi atteggiamenti fino al 2022, quando ne ha dovuto rispondere dinanzi al Giudice del Tribunale di Pisa.
Una volta divenuta definitiva la condanna, il 34enne è stato arrestato e accompagnato presso il carcere di Ragusa ove dovrà scontare la pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione.
CRONACA
Ruba in una gioielleria insieme alla figlia minore: ladra 43enne arrestata dalla Polizia
La Polizia ha arrestato una 43enne di Enna che, nei giorni scorsi, ha rubato in una gioielleria del centro storico di Catania, portando con sé la figlioletta di soli 7 anni, probabilmente per non destare particolari sospetti.
La donna si aggirava tra gli espositori dell’attività commerciale e, dopo aver chiesto generiche informazioni alle commesse, con mossa fulminea si è impossessata di bracciali in oro del valore commerciali di circa 1.500 euro, per poi andare verso l’uscita e fuggire via.
La cassiera si è accorta del gesto della ladra e l’ha rincorsa lungo via Etnea fino a raggiungerla in piazza Stesicoro dove l’ha fermata chiedendole di riconsegnare la merce rubata. Per tutta risposta, la donna l’ha afferrata per il collo, nel tentativo di strapparle la collanina in oro, ma senza riuscirci. A quel punto, in fretta e furia, la 43enne è salita nell’auto che aveva parcheggiato in piazza e si è dileguata tra le vie del centro storico.
Il personale della gioielleria ha dato l’allarme alla sala operativa della Questura che ha inviato sul posto una pattuglia per prestare aiuto alla vittima e per raccogliere tutti gli elementi utili per ricostruire la vicenda e risalire all’identità della ladra in fuga.
Grazie alle descrizioni fornite, i poliziotti sono riusciti ad intercettare l’auto in via Gambino, con la donna e la figlioletta ancora a bordo. La 43enne, che, nel frattempo, si era già disfatta della refurtiva, è stata riconosciuta subito dalla cassiera della gioielleria. I poliziotti hanno pure acquisito e visionato attentamente le immagini di videosorveglianza che hanno immortalato la donna in azione, consentendo di procedere al suo arresto in flagranza per rapina impropria.
La donna è stata dunque condotta in carcere, mentre la figlioletta, alla luce della gravità dell’episodio, è stata temporaneamente affidata alla zia.
CRONACA
Palermo, scoperta serra clandestina della droga: un arresto
Nel quartiere Noce i Carabinieri di Palermo hanno scoperto una serra clandestina destinata alla coltivazione di marijuana, arrestando in flagranza un palermitano, di 63 anni, già noto alle forze dell’ordine, per detenzione e produzione di sostanza stupefacente e furto aggravato di energia elettrica.
Durante un ordinario giro perlustrativo, l’equipaggio ha avvertito un intenso odore di marijuana, proveniente da una palazzina apparentemente in stato di abbandono. A tradire la reale attività che si svolgeva all’interno sono stati alcuni particolari: da un’apertura nel muro sporgeva un tubo flessibile argentato, mentre dall’interno si percepivano il rumore costante di ventole e la luce accesa.
Una volta entrati nel locale, i militari si sono trovati davanti a una vera e propria serra “indoor”, organizzata con cura, dove sono state rinvenute oltre 80 piante alte circa un metro e mezzo, coltivate mediante un sistema composto da lampade alogene, ventilatori e impianti di aerazione con filtraggio dell’aria.
Nel locale erano inoltre presenti fertilizzanti, bidoni d’acqua e una bilancia di precisione. Durante le operazioni sono state sequestrate anche tre buste contenenti marijuana già essiccata per un peso complessivo superiore al chilogrammo.
Una coltivazione di tali dimensioni, una volta immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio, avrebbe potuto generare un guadagno illecito stimato in diverse decine di migliaia di euro.
Nel corso degli accertamenti i Carabinieri hanno richiesto anche l’intervento dei tecnici dell’Enel, che hanno verificato come l’intera serra fosse alimentata tramite un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica. Il furto di energia elettrica è stato stimato in oltre 100 mila euro.
Al termine delle operazioni, l’uomo è stato arrestato e la piantagione e tutta l’attrezzatura utilizzata per la coltivazione sono state poste sotto sequestro.
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