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ATTUALITÀ

Giornata della donna 2026: eventi e manifestazioni in Sicilia

Una ricorrenza che purtroppo si rende ancora necessaria.

La Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, abbraccia sempre più sentimenti di rivalsa e di giustizia. Dal desiderio di uguaglianza e parità di genere, al riconoscimento dell’operato femminile nella società passata e presente.

Una lotta contro gli stereotipi, i retaggi culturali antiquati, la violenza di genere.

Una giornata che rappresenta solo il simbolo di una voce che grida ogni giorno, che denuncia, che si ribella.

Tanti gli incontri e le manifestazioni svoltesi in Sicilia: a Catania al Museo Diocesano si è tenuto l’incontro “Il ruolo e la responsabilità delle donne nelle comunità cristiane dalle origini e nei primi secoli”, promosso dalla Consulta delle Aggregazioni Laicali di Catania.

L’evento, preceduto, nella Cattedrale di Sant’Agata, da un momento di preghiera e di omaggio alla Santa patrona insieme all’arcivescovo Luigi Renna, nel 900° anniversario del rientro a Catania delle reliquie di Agata, ha offerto diversi spunti di riflessione sul contributo delle donne nella vita delle prime comunità cristiane, evidenziando come la presenza femminile abbia avuto un ruolo significativo nella diffusione del messaggio evangelico e nella costruzione delle relazioni ecclesiali.

Sempre a Catania, a Villa Pacini, è stata inaugurata una nuova panchina rossa, simbolo della lotta al femminicidio, in un incontro organizzato dall’Associazione Agorà e da Spazio creativo itinerante etneo, alla presenza fra gli altri di Giovanna Zizzo, madre di Laura uccisa a 12 anni nell’agosto 2014 dal proprio padre, che ha proferito parole forti: “bisogna parlare sì della violenza, ma anche dei diritti delle donne. Mi auguro che la giornata dedicata alle donne non sia solo l’8 marzo, ma tutti i giorni. Non è una festa, deve essere una commemorazione, ma anche rivincita e riscatto per tutti noi. Impariamo a fare rete, solo così possiamo riuscire ad arrivare tanto in alto. Noi abbiamo gli stessi diritti di tutti” ha concluso la Zizzo.

Anche Giardini Naxos ha celebrato la Giornata internazionale della donna ricordando un tragico episodio di cronaca: a Piazza Municipio, infatti, era presente Tina Galeani, mamma di Alessia, finita in ospedale a seguito delle percosse dell’ex convivente, nell’ambito di una manifestazione organizzata dall’associazione “Donne libere. Un 8 marzo che continua dunque la propria mission: gli anni passano, i tempi cambiano, si festeggiano le nuove conquiste, ma non si abbassa mai la guardia, non ancora.

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ATTUALITÀ

Salone dell’orientamento al Cus di Catania: caos in via Santa Sofia

Traffico veicolare in tilt in prossimità degli impianti del Cus Catania.

In occasione del Salone dell’Orientamento, ospitato all’interno della cittadella universitaria catanese, che sta registrando un boom di visitatori, la presenza di pullman in sosta e di un gran numero di studenti provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria ha letteralmente congestionato la via Santa Sofia, ripercuotendosi lungo la Circonvallazione di Catania, strada già particolarmente trafficata, soprattutto nelle ore di punta.

Una situazione che ostacola anche l’accesso al vicino Ponto Soccorso del Policlinico catanese, rendendo difficile il passaggio anche delle ambulanze.

Tanti i disagi dunque, per gli automobilisti e non solo, con l’auspicio che nei prossimi giorni possano essere introdotte misure straordinarie che diano ossigeno alla viabilità.

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Continuano le tensioni in Medio Oriente: il ministro Tajani afferma che il governo è impegnato per sostenere le famiglie e le imprese esposte ai rincari

L’Iran permetterà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Trump tuona contro l’Iran, che a suo dire sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, “non erano questi gli accordi” dice. Per questa ragione ha sottolineato che le forze militari statunitensi rimarranno schierate vicino all’Iran fino al raggiungimento di un vero accordo.

Gli Usa chiedono inoltre ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre ai negoziati con Beirut, nonostante ribadisca di non voler alcuna tregua con Hezbollah. 

Uniti nella condanna dei raid israeliani in Libano le cancellerie europee, ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che si prepara ad ospitare i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington. 

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha affermato che le attuali guerre in Medio Oriente e in Ucraina, con le tensioni commerciali e i problemi economico-finanziari che ne stanno derivando, sono una sfida molto gravosa per il Paese, per le famiglie e le imprese. La priorità del governo è quindi sostenere proprio le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell’energia, sottolineando di essere in prima linea nell’impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

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Ancora tensioni in Medio Oriente, Meloni critica Trump e il petrolio torna a salire

La tregua di due settimane raggiunta tra USA e Iran e già compromessa: lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a tornare indietro. La decisione è stata presa dopo i raid israeliani condotti ieri su Beirut e diverse altre regioni del Libano contro Hezbollah, che hanno provocato la morte di 203 persone ed il ferimento di oltre un migliaio di altre.

Anche i mezzi italiani della missione Unifil in Libano sono rimasti coinvolti negli scontri, diventando bersaglio dei colpi di avvertimento dell’esercito israeliano, per fortuna senza feriti. Furiosa Giorgia Meloni, che ha riferito a Montecitorio ammettendo di non supportare l’attuale politica di Washington, mentre il ministro Tajani convoca l’ambasciatore israeliano per avere chiarimenti.

Inoltre, la premier ha annunciato che, se la crisi in Medio Oriente dovesse peggiorare, giovedì chiederà la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita dell’Ue, accordo dell’Unione europea che impone agli Stati membri di mantenere sotto controllo le proprie politiche di bilancio al fine di garantire la stabilità dell’Eurozona.

Intanto, Donald Trump ha espresso ancora una volta il suo dissenso verso la Nato, affermando che “non c’era quando avevamo bisogno e non ci sarà se ne avremo ancora”, il tutto mentre il costo del greggio è tornato a salire,raggiungendo gli oltre 97 dollari al barile. 

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