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CULTURA

Nicola Alberto Orofino dirige “Il Crogiuolo” di Arthur Miller al Teatro Stabile di Mascalucia Mario Re

Si apre il sipario al Teatro Stabile Mascalucia Mario Re, che sabato 21 marzo vedrà in scena un atteso doppio appuntamento con uno dei titoli più intensi della stagione: Il Crogiuolo di Arthur Miller, diretto da Nicola Alberto Orofino.

Sul palco prende forma una vicenda che nasce quasi come un gioco inquieto tra giovani ragazze, ma che presto si trasforma in un vortice oscuro: la famigerata “caccia alle streghe”. Un’espressione che, proprio grazie a Miller, è entrata nel linguaggio comune per descrivere ogni persecuzione alimentata da sospetti, isteria collettiva e fanatismo, fino a sfociare in processi assurdi e condanne estreme.

“Non è certo finzione – dichiara il regista Nicola Alberto Orofino – ma è uno degli episodi più violenti e sanguinari della nostra storia, tanto da diventare un vero e proprio monito”.

Il testo si nutre infatti di documenti autentici del XVII secolo relativi ai processi di Salem: non solo i personaggi sono storicamente attestati, ma anche i dialoghi ricalcano fedelmente il materiale originale.

Ne emerge un affresco potente, dominato da superstizione, paranoia e opportunismo, dove la caccia alle streghe diventa rapidamente uno strumento per vendette personali e piccoli rancori travestiti da giustizia.

Attraverso questa storia, Miller – voce lucida e indipendente dell’America degli anni Cinquanta – denunciava il clima oppressivo del maccartismo. Ma il suo messaggio, oggi, vibra con una risonanza ancora più attuale.

In scena un cast numeroso e corale: Sara Caruso, Fabiano Casella, Adriana Cesarotti, Alessia Consoli, Anna De Luca, Daniele Di Martino, Salvo Leonardi, Andrea Luca, Giuliana Mirone, Agata Prestani, Rita Re, Christine Righi, Mario Rocca, Giuliana Rosolia e Andrea Zappalà. Il coro è invece affidato alle attrici Chiara Borzì, Veronica Campagiorni, Arianna Cotroneo, Chiara Di Giovanni, Martina Garozzo, Chiara Monteleone, Gaia Palmeri, Micaela Villa e la partecipazione straordinaria di Cettina Poma.

“Questa storia – conclude Orofino – parlava a quella collettività, e, ahimè, parla ancora di più forse alla comunità mondiale di oggi perché le streghe sono gli ultimi, i disgraziati, i poveri, gli indigenti, gli immigrati, i disperati. Quelli che una certa politica criminalizza e usa come capro espiatorio, creando isteria collettiva, spesso non del tutto dissimile a quella del racconto. E non resta altro che resistere”.

Lo spettacolo andrà in scena sabato 21 marzo con un doppio spettacolo alle 17:30 e alle 21:00, per poi replicare domenica 22 marzo alle 17.30, sabato 28 marzo alle 17:30 e alle 21:00 ed infine domenica 29 marzo alle 17:30.

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CULTURA

Tra magia e sogno “I Fabbricanti di Fiabe” conclude la rassegna Piccoli Sguardi di Buio in Sala

La rassegna Piccoli Sguardi, dedicata al Teatro per le nuove generazioni, si conclude questo fine settimana sul palco di Teatro Bis. Sabato 18 e domenica 19 aprile, rispettivamente alle 18.00 e alle 10.30, andrà in scena lo spettacolo musicale “I Fabbricanti di Fiabe”, scritto e diretto dal giovane Paolo Zagame.

Buio in Sala porterà sul palco “una storia di magia, divertimento e tanti piccoli simpatici imbrogli apparentemente irrisolvibili – dichiara il regista – Mastro Fabula e Lady Intrech sono due Fabbricanti di Fiabe alle prese con la loro prima cerimonia, affiancati ed aiutati da due giovani ed imbranati assistenti che, anziché aiutare, hanno addirittura perso il prezioso fabulario“.

“Alcune fiabe verranno ricordate nei secoli dei secoli e altre precipiteranno nell’oblio – continua Paolo Zagame – ed in questa storia fatta di tanta speranza, buon umore e soprattutto tanta fantasia scopriremo quale sarà il destino dei protagonisti e se riusciranno a stimolare la creatività e l’attenzione dei piccoli e dei grandi spettatori, che inevitabilmente interagiranno con gli attori”.

Sulle musiche originali di Guenda Pulvirenti ed Alfio Scuderi, gli attori Andrea Luvarà, Gaia Scandurra, Elisa Torrisi e lo stesso regista ed autore Paolo Zagame, con la partecipazione straordinaria in voce dell’attore Antonio Costantino e la supervisione artistica di Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia, daranno vita ad una straordinaria storia di sogno e magia che trasporterà i bambini di tutte le età in un mondo fatto di meraviglia e stupore.

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CULTURA

“Il Monaco che vinse l’Apocalisse” nella Top Five Fantasy di Prime Video Italia


Il Monaco che vinse l’Apocalisse, scritto e diretto da Jordan River, entra ufficialmente nella Top Five dei film Fantasy sulla piattaforma, confermando il crescente interesse del pubblico italiano. Tra i film più visti in Italia su Prime Video si distingue un titolo Fantasy che, in realtà, abbraccia molteplici registri narrativi.

Il film, già tra i più visti all’estero su Prime Video, si caratterizza per un approccio meditativo e per un’esperienza sensoriale che supera i confini dell’intrattenimento tradizionale. La natura del protagonista, i temi affrontati e la pluralità dei registri stilistici hanno portato molti spettatori a definirlo un unicum nel panorama cinematografico contemporaneo.

Fin dalla sua uscita in sala, l’opera ha sfidato ogni tentativo di classificazione: c’è chi l’ha interpretata come spiritual-action, chi come mystery, chi come fantasy. Il recente posizionamento nella categoria Fantasy in Italia rappresenta una sorpresa significativa e un ulteriore riconoscimento della sua complessità narrativa.

Gli spettatori hanno individuato numerosi rimandi cinematografici: Il nome della rosa, nella sua declinazione più contemporanea; le dimensioni oniriche e mistiche di Il Trono di Spade, Al di là dei sogni e The Sandman; le atmosfere estreme e contemplative di Revenant – Redivivo, richiamate in alcune sequenze ambientate sulla neve.

Il film sorprende anche per la sua particolare temporalità interna: una prima parte lenta e contemplativa, un ribaltamento narrativo nella seconda, un epilogo mistico e metafisico che intreccia viaggio interiore e profezia, nella terza, che chiude i tre livelli narrativi.

Vita, morte e redenzione si intrecciano in un percorso che alterna oscurità e riverberi di luce. La drammaturgia lascia progressivamente spazio a una dimensione esegetica, dove la forza del pensiero e della parola diventa la vera energia che muove la storia.

Il successo del film conferma la potenza di una narrazione capace di dialogare con il presente attraverso una visione antica e profetica. “Questo risultato testimonia quanto il pubblico sia ancora disposto a lasciarsi interrogare da storie che uniscono epoche, linguaggi e coscienze”, hanno affermato dalla Distribuzione del film.

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CULTURA

Arte e solidarietà alla Città dei Ragazzi: un pomeriggio di incontro per il quartiere di San Cristoforo

Si è svolto mercoledì pomeriggio, presso la Città dei Ragazzi, un momento dedicato all’arte e alla solidarietà che ha coinvolto bambini del quartiere i in un clima di condivisione e partecipazione. Durante l’incontro si è tenuto un laboratorio creativo guidato dall’artista Giuliano Cardella, pensato per trasmettere ai più piccoli il gusto del bello e per mostrare come l’arte possa contribuire a rendere più accogliente e vivo il quartiere. L’iniziativa ha rappresentato anche un’occasione di incontro tra generazioni, favorendo relazioni e dialogo all’interno della comunità. La Città dei Ragazzi si conferma ancora una volta un punto di riferimento importante per il territorio, grazie alle numerose attività educative, sociali e culturali che da anni sostiene a favore dei bambini, degli anziani e delle famiglie del quartiere.

Afferma Ruggero La Porta, presidente dell’associazione “Guardiamo Avanti Unict” “È un momento di condivisione e solidarietà rivolto ai ragazzi di San Cristoforo. Un gesto semplice, che punta a rafforzare il senso di comunità”.

Aggiunge il regista di questa manifestazione Gerardo Fisauli “L’arte e la fantasia ci salveranno. Il modo di educare attraverso l’arte aiuta a sensibilizzare le nuove generazioni e a rendere migliore il posto in qui vivono. Allargare i propri orizzonti attraverso lo studio, l’educazione e le proprie tradizioni, per dare dignità a questo quartiere, per troppo tempo ghettizzato”.

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