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SPETTACOLO

La “Nuova Compagnia Odèon”, mette in scena: “Mprestimi a to mugghieri”

CATANIA – C’è un filo sottile che lega la tradizione della commedia popolare alla modernità della messa in scena e la Nuova Compagnia Odèon, presieduta da Carlo mammana, con la direzione artistica di Rita Nicotra, sembra conoscerlo a perfezione. Va in scena, domenica 22 marzo 2026, alle ore 18,30, al Teatro Don Bosco di Catania, Mprestimi a to mugghieri, commedia in due atti, di Nino Mignemi, regia Agata Raciti. Un titolo che, già nel suo dialetto siciliano, annuncia risate, malintesi e quella sana ironia che solo il teatro di provincia sa restituire con autenticità.

La commedia, un classico meccanismo a orologeria tipico della farsa, ruota attorno a una bugia bianca destinata a ingigantirsi fino a diventare ingestibile. Al centro della vicenda ci sono Leonardo e Lucietta, una coppia che conduce una vita agiata, quasi principesca, grazie al generoso sostentamento dello zio Francesco. Lo zio, facoltoso emigrato che vive all’estero, ha un’unica condizione per continuare a inviare denaro: crede fermamente, nutrendo questo desiderio nel cuore, che il nipote Leonardo abbia sposato Mariannina.

La realtà, però, è ben diversa e molto più complicata. Mariannina, ignara di essere la “moglie fantasma” di Leonardo, ha invece convolato a nozze con Pasqualino, un ricco e facoltoso proprietario terriero. L’equilibrio precario di questa doppia vita viene frantumato dall’improvviso arrivo dello zio Francesco. Il suo ritorno in patria non è una semplice visita, ma il detonatore che mette in subbuglio le due famiglie, innescando una catena di equivoci a non finire.

Sul palco, la direzione di Rita Nicotra dimostra, una volta di più, la capacità di gestire i tempi comici con precisione chirurgica. Gli attori della Compagnia Odèon si muovono in un crescendo di tensione e ilarità, dove ogni ingresso di scena è un potenziale disastro e ogni uscita di scena lascia il pubblico col fiato sospeso. La chimica tra i personaggi è palpabile: da un lato la paura di Leonardo di perdere il sostegno economico, dall’altro la confusione di Mariannina e la gelosia latente di Pasqualino, il tutto condito dalla lucidità (o forse dalla complicità) di Lucietta.

Ciò che emerge con forza non è solo la volontà di strappare una risata, ma la capacità di riflettere, attraverso la lente deformante della comicità, sulle apparenze e sulle menzogne necessarie che talvolta costruiamo per mantenere un certo status sociale. La figura dello zio Francesco, rappresentante di un’autorità familiare e economica lontana ma presente, fa da catalizzatore per una critica bonaria ma pungente al perbenismo e agli intrighi familiari.

Il dialetto, utilizzato con proprietà e senza scadere nella macchietta, aggiunge un livello di profondità culturale, radicando la storia in un contesto territoriale che il pubblico riconosce e sente proprio. Le situazioni esilaranti che ne derivano, scambi di persona, incontri ravvicinati tra i due “mariti” di Mariannina e i disperati tentativi di Leonardo, di tenere in piedi il castello di carte, sono il cuore pulsante dello spettacolo.

Mprestimi a to mugghieri” si conferma, dunque, un successo per la Nuova Compagnia Odèon. In un’epoca in cui il teatro cerca spesso nuove strade, Rita Nicotra e la sua compagnia, ricordano al pubblico il valore intramontabile di una buona storia, raccontata bene. Tra applausi scroscianti e risate, la rappresentazione lascia intendere che, almeno per una sera, la verità può aspettare, purché la commedia vada avanti.

Per chi ama il teatro di qualità, capace di unire la leggerezza del riso alla complessità dei rapporti umani, l’appuntamento con la Compagnia Odèon è assolutamente da non perdere Sul palco: Sebastiano Finocchiaro, Rita Nicotra, Carmelo Marino, Agata Raciti, Bartolo Giavatto, Antonella Ferlito, Orazio Finocchiaro, Carmelo Bucchieri, Alberto Rapisarda, Angela Ursino.

CULTURA

Tra magia e sogno “I Fabbricanti di Fiabe” conclude la rassegna Piccoli Sguardi di Buio in Sala

La rassegna Piccoli Sguardi, dedicata al Teatro per le nuove generazioni, si conclude questo fine settimana sul palco di Teatro Bis. Sabato 18 e domenica 19 aprile, rispettivamente alle 18.00 e alle 10.30, andrà in scena lo spettacolo musicale “I Fabbricanti di Fiabe”, scritto e diretto dal giovane Paolo Zagame.

Buio in Sala porterà sul palco “una storia di magia, divertimento e tanti piccoli simpatici imbrogli apparentemente irrisolvibili – dichiara il regista – Mastro Fabula e Lady Intrech sono due Fabbricanti di Fiabe alle prese con la loro prima cerimonia, affiancati ed aiutati da due giovani ed imbranati assistenti che, anziché aiutare, hanno addirittura perso il prezioso fabulario“.

“Alcune fiabe verranno ricordate nei secoli dei secoli e altre precipiteranno nell’oblio – continua Paolo Zagame – ed in questa storia fatta di tanta speranza, buon umore e soprattutto tanta fantasia scopriremo quale sarà il destino dei protagonisti e se riusciranno a stimolare la creatività e l’attenzione dei piccoli e dei grandi spettatori, che inevitabilmente interagiranno con gli attori”.

Sulle musiche originali di Guenda Pulvirenti ed Alfio Scuderi, gli attori Andrea Luvarà, Gaia Scandurra, Elisa Torrisi e lo stesso regista ed autore Paolo Zagame, con la partecipazione straordinaria in voce dell’attore Antonio Costantino e la supervisione artistica di Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia, daranno vita ad una straordinaria storia di sogno e magia che trasporterà i bambini di tutte le età in un mondo fatto di meraviglia e stupore.

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CULTURA

“Il Monaco che vinse l’Apocalisse” nella Top Five Fantasy di Prime Video Italia


Il Monaco che vinse l’Apocalisse, scritto e diretto da Jordan River, entra ufficialmente nella Top Five dei film Fantasy sulla piattaforma, confermando il crescente interesse del pubblico italiano. Tra i film più visti in Italia su Prime Video si distingue un titolo Fantasy che, in realtà, abbraccia molteplici registri narrativi.

Il film, già tra i più visti all’estero su Prime Video, si caratterizza per un approccio meditativo e per un’esperienza sensoriale che supera i confini dell’intrattenimento tradizionale. La natura del protagonista, i temi affrontati e la pluralità dei registri stilistici hanno portato molti spettatori a definirlo un unicum nel panorama cinematografico contemporaneo.

Fin dalla sua uscita in sala, l’opera ha sfidato ogni tentativo di classificazione: c’è chi l’ha interpretata come spiritual-action, chi come mystery, chi come fantasy. Il recente posizionamento nella categoria Fantasy in Italia rappresenta una sorpresa significativa e un ulteriore riconoscimento della sua complessità narrativa.

Gli spettatori hanno individuato numerosi rimandi cinematografici: Il nome della rosa, nella sua declinazione più contemporanea; le dimensioni oniriche e mistiche di Il Trono di Spade, Al di là dei sogni e The Sandman; le atmosfere estreme e contemplative di Revenant – Redivivo, richiamate in alcune sequenze ambientate sulla neve.

Il film sorprende anche per la sua particolare temporalità interna: una prima parte lenta e contemplativa, un ribaltamento narrativo nella seconda, un epilogo mistico e metafisico che intreccia viaggio interiore e profezia, nella terza, che chiude i tre livelli narrativi.

Vita, morte e redenzione si intrecciano in un percorso che alterna oscurità e riverberi di luce. La drammaturgia lascia progressivamente spazio a una dimensione esegetica, dove la forza del pensiero e della parola diventa la vera energia che muove la storia.

Il successo del film conferma la potenza di una narrazione capace di dialogare con il presente attraverso una visione antica e profetica. “Questo risultato testimonia quanto il pubblico sia ancora disposto a lasciarsi interrogare da storie che uniscono epoche, linguaggi e coscienze”, hanno affermato dalla Distribuzione del film.

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CULTURA

Un grande classico della commedia siciliana, “Li Turchi”, è andato in scena al Teatro Sala De Curtis di Catania

Momenti esilaranti al Teatro Sala De Curtis per l’ultima replica de “Li Turchi” di Pippo Marchese, la popolare commedia siciliana ambientata negli anni ’40.

Un sacerdote alle prese con i bagordi dello zio, l’ingenuità comica del suo sacrestano e un medico decisamente sui generis, hanno regalato al pubblico scene di pura ironia, attraverso equivoci, travestimenti e colpi di scena, resi ancora più assurdi dall’arrivo un po’ scomodo di una zia invadente, di una avvenente e frivola giovane, insieme al malavitoso fidanzato.

Una commedia brillante, con situazioni al limite dell’assurdo e paradossali, raccontate con un ritmo incalzante e avvincente.

In scena Carlo Litrico, Andrea Schillirò, Gaetano Naselli, che ha curato anche la regia, insieme a Francesca Litrico, Alessia Grancagnolo e Giuseppe Torrisi.

Un grande classico del teatro popolare che ha conquistato il pubblico con la sua coinvolgente comicità.

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