POLITICA
Incontro Schifani-ambasciatore israeliano, Adorno: “Serve trasparenza su accordi strategici”
Un incontro istituzionale non comunicato tra il presidente della Regione Siciliana e l’ambasciatore dello Stato di Israele è il motivo per cui la deputata Lidia Adorno, del Movimento 5 Stelle, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Siciliana, attraverso la quale chiede chiarimenti sul “faccia a faccia” avvenuto a Palermo con Jonathan Peled, il 19 marzo scorso.
Secondo quanto riportato da fonti di stampa, l’incontro si sarebbe svolto durante una visita ufficiale in Sicilia del diplomatico israeliano, ma senza essere annunciato attraverso i consueti canali istituzionali. La notizia sarebbe emersa solo in un secondo momento, tramite una comunicazione diffusa sui social dallo stesso ambasciatore.
Al centro del confronto, stando alle ricostruzioni, vi sarebbero stati possibili accordi di cooperazione in settori ritenuti strategici per la Regione, tra cui gestione delle risorse idriche, agricoltura, turismo, innovazione digitale e cybersecurity.
“Non è accettabile che incontri di questo livello, con possibili ricadute politiche ed economiche rilevanti, avvengano nel silenzio istituzionale”, ha dichiarato Lidia Adorno. “Parliamo di ambiti cruciali per lo sviluppo e la sicurezza della Sicilia, sui quali è necessario il massimo livello di trasparenza e il pieno coinvolgimento dell’Assemblea Regionale Siciliana”.
Nell’interrogazione, la parlamentare sottolinea anche il contesto internazionale in cui si inserisce la vicenda, richiamando la necessità di particolare cautela nei rapporti istituzionali con stati coinvolti in scenari di conflitto. “Alla luce della grave crisi geopolitica in corso in Medio Oriente e del protagonismo di Israele nel conflitto – ha affermato – il presidente Schifani non può intavolare relazioni istituzionali senza un confronto pubblico e democratico, con uno Stato che ha recentemente attaccato l’Iran e che ha perseguito politiche di sterminio contro la popolazione palestinese, soprattutto quando tali relazioni possono avere implicazioni di sicurezza, etiche, oltre che politiche ed economiche”.
La deputata del M5S evidenzia, inoltre, come eventuali collaborazioni in settori sensibili, come la gestione delle risorse idriche o la cybersecurity, richiedano garanzie stringenti a tutela degli interessi strategici della Regione Siciliana. “I siciliani hanno il diritto di sapere quali siano le garanzie previste in merito alla tutela degli interessi strategici della loro Regione, in particolare delle risorse idriche dei sistemi digitali e della cyber security”, ha aggiunto.
Tra le richieste rivolte al governo regionale vi è quella di riferire con urgenza all’Assemblea sui contenuti e sugli esiti dell’incontro, chiarendo se siano in corso o in fase di definizione protocolli d’intesa con lo Stato di Israele e quali siano i soggetti istituzionali coinvolti.
“Trasparenza e correttezza istituzionale non sono opzionali, ma principi fondamentali di ogni ordinamento democratico. È necessario fare piena luce su quanto accaduto e garantire che in futuro ogni iniziativa di questo tipo venga comunicata in modo chiaro e tempestivo”, ha concluso Adorno.
L’interrogazione punta, infine, a ottenere impegni precisi da parte della Regione, affinché eventuali futuri incontri con rappresentanti di governi esteri siano gestiti nel rispetto dei principi di pubblicità, responsabilità e controllo democratico.
ATTUALITÀ
Continuano le tensioni in Medio Oriente: il ministro Tajani afferma che il governo è impegnato per sostenere le famiglie e le imprese esposte ai rincari
L’Iran permetterà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Trump tuona contro l’Iran, che a suo dire sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, “non erano questi gli accordi” dice. Per questa ragione ha sottolineato che le forze militari statunitensi rimarranno schierate vicino all’Iran fino al raggiungimento di un vero accordo.
Gli Usa chiedono inoltre ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre ai negoziati con Beirut, nonostante ribadisca di non voler alcuna tregua con Hezbollah.
Uniti nella condanna dei raid israeliani in Libano le cancellerie europee, ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che si prepara ad ospitare i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington.
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha affermato che le attuali guerre in Medio Oriente e in Ucraina, con le tensioni commerciali e i problemi economico-finanziari che ne stanno derivando, sono una sfida molto gravosa per il Paese, per le famiglie e le imprese. La priorità del governo è quindi sostenere proprio le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell’energia, sottolineando di essere in prima linea nell’impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
ATTUALITÀ
Ancora tensioni in Medio Oriente, Meloni critica Trump e il petrolio torna a salire
La tregua di due settimane raggiunta tra USA e Iran e già compromessa: lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a tornare indietro. La decisione è stata presa dopo i raid israeliani condotti ieri su Beirut e diverse altre regioni del Libano contro Hezbollah, che hanno provocato la morte di 203 persone ed il ferimento di oltre un migliaio di altre.
Anche i mezzi italiani della missione Unifil in Libano sono rimasti coinvolti negli scontri, diventando bersaglio dei colpi di avvertimento dell’esercito israeliano, per fortuna senza feriti. Furiosa Giorgia Meloni, che ha riferito a Montecitorio ammettendo di non supportare l’attuale politica di Washington, mentre il ministro Tajani convoca l’ambasciatore israeliano per avere chiarimenti.
Inoltre, la premier ha annunciato che, se la crisi in Medio Oriente dovesse peggiorare, giovedì chiederà la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita dell’Ue, accordo dell’Unione europea che impone agli Stati membri di mantenere sotto controllo le proprie politiche di bilancio al fine di garantire la stabilità dell’Eurozona.
Intanto, Donald Trump ha espresso ancora una volta il suo dissenso verso la Nato, affermando che “non c’era quando avevamo bisogno e non ci sarà se ne avremo ancora”, il tutto mentre il costo del greggio è tornato a salire,raggiungendo gli oltre 97 dollari al barile.
ATTUALITÀ
Tregua tra Usa e Iran: al via i negoziati in Pakistan già da venerdì
Donald Trump ha fatto un passo indietro: dopo aver lasciato il mondo intero col fiato sospeso, in piena notte, ha accettato di estendere di due settimane l’ultimatum per l’Iran. Ma la condizione posta dalla Casa Bianca è chiara: lo stop ai bombardamenti ci sarà solo in caso di una completa, immediata e sicura apertura dello Stretto di Hormùz.
Trump si dice fiducioso in merito ad una pace a lungo termine con l’Iran, che rappresenterebbe a suo dire una “vittoria totale e completa”.
Determinante sarebbe stato l’intervento della Cina che ha esortato l’Iran ad essere più flessibile, aprendosi alla tregua. A giocare inoltre un ruolo importante nelle trattative delle ultime ore come mediatore tra le parti è stato il Pakistan, con i negoziati che dovrebbero iniziare a Islamabad il prossimo venerdì.
Il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa ha accolto con favore il cessate il fuoco, esortando tutte le parti a rispettarne i termini al fine di raggiungere una pace duratura nella regione, sottolineando quanto l’Unione Europea sia pronta a sostenere gli sforzi in corso.
Anche il commissario Ue al Mediterraneo, Dubravka Suica ha ammesso l’importanza della tregua, soprattutto per la popolazione direttamente coinvolta, ma ha sottolineato che anche il Libano deve essere incluso nel cessate il fuoco, al fine di poter raggiungere una pace più ampia.
Il cessate il fuoco decretato con l’Iran, infatti, non si applica al Libano ha evidenziato Israele, dove si continua a combattere contro il movimento islamista Hezbollah, alleato di Teheran.
All’alba di oggi nuovi bombardamenti hanno colpito la città costiera di Tiro, con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato che Libano e Israele continuano ad attaccarsi in quanto il Libano non sarebbe incluso nell’accordo di cessate il fuoco concordato da Washington e Teheran, seppur la dichiarazione contraddica le informazioni diffuse dal Pakistan.
Intanto, le borse europee tirano un sospiro di sollievo quest’oggi: la notizia della tregua, infatti, ha portato importanti rialzi, mentre lo spread tra Btp e Bund è sceso a 73 punti ed è crollato il prezzo del petrolio, sceso sotto i 100 dollari al barile, e quello del gas, sceso sotto i 45 euro.
-
ATTUALITÀ6 giorni faLetojanni, in arrivo l’evento “Blandina Horse Raid Adventure”
-
ATTUALITÀ6 giorni faGiardini Naxos, riparte l’iter del “Piano di utilizzo del demanio marittimo”
-
ATTUALITÀ5 giorni faAncora tensioni in Medio Oriente, Meloni critica Trump e il petrolio torna a salire
-
ATTUALITÀ4 giorni faContinuano le tensioni in Medio Oriente: il ministro Tajani afferma che il governo è impegnato per sostenere le famiglie e le imprese esposte ai rincari
-
ATTUALITÀ6 giorni faTregua tra Usa e Iran: al via i negoziati in Pakistan già da venerdì
-
CRONACA6 giorni faTrapani: spaccia ai domiciliari, arrestato un 19enne
-
CRONACA6 giorni faViolenta aggressione a Scoglitti: i Carabinieri hanno condotto in carcere un 34enne vittoriese
-
SANITÀ6 giorni faAsp Catania: vaccinazioni pediatriche senza prenotazione anche per i bambini nati nel 2024
