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ATTUALITÀ

Giardini Naxos, riparte l’iter del “Piano di utilizzo del demanio marittimo”

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Con delibera approvata venerdì 3 aprile u.s. il Comune di Giardini Naxos, nella persona del Commissario straordinario con i poteri del Consiglio comunale Cinzia Chirieleison ha approvato l’adozione del Piano per l’utilizzo delle aree demaniali marittime (P.U.D.M.)
Si tratta del completamento dell’iter avviato nell’ormai lontano 2021 con l’affidamento dell’incarico di progettista alla Technoside srl di Gravina di Catania e con la successiva articolata disamina dello strumento da parte della passata Amministrazione Comunale, che ha adottato il Piano per la prima volta nel 2023 e altre tre volte, tra il 2024 e il 2025, fino alla stesura finale del 31 luglio 2025.
Il Piano, dal titolo eloquente “Naxos accessibile: il percorso dell’inclusione”, si caratterizza per essere uno tra i più innovativi in Sicilia in ordine al recepimento delle più recenti direttive e linee guida impartite dall’Assessorato regionale Territorio e ambiente dall’inizio del 2025 e, vieppiù, ha espressamente tenuto conto delle più recenti vicende emergenziali collegate al ciclone Harry abbattutosi anche sul litorale giardinese nello scorso mese di gennaio.
Anche il metodo seguito per la sua approvazione è stato originale tenuto conto del ricorso a tecniche di democrazia partecipata per il coinvolgimento preventivo della cittadinanza mediante la realizzazione del report “Quale rapporto tra Giardini Naxos e il suo mare?”, che costituisce un allegato tecnico al Pudm, e il recente recepimento di numerose osservazioni che i cittadini hanno presentato nell’arco di tempo intercorso tra la prima e la seconda approvazione del Piano da parte del Consiglio comunale.
Una particolare attenzione è stata dedicata alla garanzia di mantenere riservato alla libera fruizione almeno il 50% della riviera naxiota e di prevedere, sia nelle aree libere che in quelle assoggettate al rilascio delle future concessioni, spazi e strumenti dedicati alle persone per disabilità in un’ottica dichiaratamente inclusiva.
Sono previste altresì azioni significative di ripascimento di una vasta area che oggi soffre più di altre il fenomeno dell’erosione costiera, attraverso il completamento della barriera soffolta a sud di San Giovanni, di sdemanializzazione di aree del lungomare destinate a servizi di pubblica utilità quali, fra tutti, i parcheggi e, infine, per il coinvolgimento degli animali di affezione.
Si è trattato di una forte sinergia – afferma Impastato – tra tutti gli attori del complesso percorso, dal progettista all’ufficio tecnico, dalle associazioni locali agli ex amministratori fino al Commissario del consiglio comunale, Cinzia Chirieleison, che ringrazio per la sensibilità ed attenzione dimostrata in ordine alla necessità di completare un iter atteso da molto tempo. La palla passa adesso alla Regione che dovrà verificare l’eventuale assoggettabilità a VAS dello strumento e approvarlo in via definitiva con la storica consegna delle aree nella disponibilità del Comune che, pertanto, con l’insediamento della nuova Amministrazione comunale potrà dare attuazione al disegno pianificatorio mediante l’avvio delle procedure di evidenza pubblica per l’affidamento in concessione dei lotti.

ATTUALITÀ

Salone dell’orientamento al Cus di Catania: caos in via Santa Sofia

Traffico veicolare in tilt in prossimità degli impianti del Cus Catania.

In occasione del Salone dell’Orientamento, ospitato all’interno della cittadella universitaria catanese, che sta registrando un boom di visitatori, la presenza di pullman in sosta e di un gran numero di studenti provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria ha letteralmente congestionato la via Santa Sofia, ripercuotendosi lungo la Circonvallazione di Catania, strada già particolarmente trafficata, soprattutto nelle ore di punta.

Una situazione che ostacola anche l’accesso al vicino Ponto Soccorso del Policlinico catanese, rendendo difficile il passaggio anche delle ambulanze.

Tanti i disagi dunque, per gli automobilisti e non solo, con l’auspicio che nei prossimi giorni possano essere introdotte misure straordinarie che diano ossigeno alla viabilità.

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ATTUALITÀ

Continuano le tensioni in Medio Oriente: il ministro Tajani afferma che il governo è impegnato per sostenere le famiglie e le imprese esposte ai rincari

L’Iran permetterà il passaggio di non più di 15 navi al giorno. Trump tuona contro l’Iran, che a suo dire sta gestendo in modo pessimo il transito del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz, “non erano questi gli accordi” dice. Per questa ragione ha sottolineato che le forze militari statunitensi rimarranno schierate vicino all’Iran fino al raggiungimento di un vero accordo.

Gli Usa chiedono inoltre ad Israele una de-escalation in Libano e il premier Netanyahu apre ai negoziati con Beirut, nonostante ribadisca di non voler alcuna tregua con Hezbollah. 

Uniti nella condanna dei raid israeliani in Libano le cancellerie europee, ma anche Mosca, Ankara e il Pakistan, che si prepara ad ospitare i colloqui tra la delegazione di Teheran e quella di Washington. 

Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha affermato che le attuali guerre in Medio Oriente e in Ucraina, con le tensioni commerciali e i problemi economico-finanziari che ne stanno derivando, sono una sfida molto gravosa per il Paese, per le famiglie e le imprese. La priorità del governo è quindi sostenere proprio le famiglie e le imprese esposte al rincaro del prezzo dell’energia, sottolineando di essere in prima linea nell’impegno internazionale per favorire la de-escalation e ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

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Ancora tensioni in Medio Oriente, Meloni critica Trump e il petrolio torna a salire

La tregua di due settimane raggiunta tra USA e Iran e già compromessa: lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a tornare indietro. La decisione è stata presa dopo i raid israeliani condotti ieri su Beirut e diverse altre regioni del Libano contro Hezbollah, che hanno provocato la morte di 203 persone ed il ferimento di oltre un migliaio di altre.

Anche i mezzi italiani della missione Unifil in Libano sono rimasti coinvolti negli scontri, diventando bersaglio dei colpi di avvertimento dell’esercito israeliano, per fortuna senza feriti. Furiosa Giorgia Meloni, che ha riferito a Montecitorio ammettendo di non supportare l’attuale politica di Washington, mentre il ministro Tajani convoca l’ambasciatore israeliano per avere chiarimenti.

Inoltre, la premier ha annunciato che, se la crisi in Medio Oriente dovesse peggiorare, giovedì chiederà la sospensione del Patto di Stabilità e Crescita dell’Ue, accordo dell’Unione europea che impone agli Stati membri di mantenere sotto controllo le proprie politiche di bilancio al fine di garantire la stabilità dell’Eurozona.

Intanto, Donald Trump ha espresso ancora una volta il suo dissenso verso la Nato, affermando che “non c’era quando avevamo bisogno e non ci sarà se ne avremo ancora”, il tutto mentre il costo del greggio è tornato a salire,raggiungendo gli oltre 97 dollari al barile. 

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