ECONOMIA
Ddl “Coesione e crescita”, ok da giunta a manovra da oltre 220 milioni. Soddisfazione dal Presidente Schifani
Via libera della giunta regionale al disegno di legge “Coesione e crescita”, una manovra da oltre 221 milioni di euro che punta a sostenere famiglie, imprese e servizi essenziali. Il provvedimento, approvato dal governo Schifani, prevede interventi che spaziano dall’economia alla sanità, dalle infrastrutture al sociale.
Tra le misure principali, nove milioni di euro per mutui agevolati destinati ai giovani sotto i 35 anni con un Isee inferiore ai 35 mila euro. Altri nove milioni serviranno ad abbattere gli interessi sui mutui per la prima casa, mentre ulteriori nove milioni finanzieranno il credito al consumo per l’acquisto di beni durevoli.
Sul fronte delle imprese, dieci milioni andranno allo scorrimento della graduatoria del bando Irfis contro il caro-mutui, quattro milioni finanzieranno investimenti per micro, piccole e medie imprese del commercio e due milioni saranno destinati alle aziende vittime del racket, tra ristori e sistemi di videosorveglianza.
Importanti anche gli investimenti nella sanità: quindici milioni per l’adeguamento delle tariffe delle prestazioni specialistiche e tre milioni per aumentare le prestazioni e contribuire alla riduzione delle liste d’attesa. Quasi ventisette milioni saranno invece destinati all’edilizia sanitaria, con risorse per la progettazione del nuovo ospedale di Gela e il cofinanziamento del nuovo Policlinico di Palermo e dell’ospedale di Siracusa.
La manovra prevede inoltre otto milioni contro il caro-affitti, sei milioni e mezzo per confermare il contributo contro il caro-voli nel 2026, quattro milioni per la manutenzione dei treni regionali e cinque milioni per la pulizia delle aree limitrofe alle autostrade, con l’obiettivo di prevenire gli incendi.
Tra gli altri interventi, fondi per la manutenzione di fiumi e dighe, venti milioni in più ai Comuni, dieci milioni per mense scolastiche e manutenzione degli edifici scolastici, altri dieci milioni per il fondo dedicato alla disabilità e diciotto milioni per la progettazione della nuova rete impiantistica prevista dal piano regionale dei rifiuti.
«La stabilità finanziaria raggiunta in questi anni ci consente di destinare nuove risorse a famiglie, imprese e sviluppo della Sicilia», ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani, sottolineando come il risanamento dei conti stia producendo, a suo dire, risultati concreti per cittadini e territorio.
ATTUALITÀ
Caro carburante: proroga del taglio delle accise, in attesa di nuove misure
Non è ancora giunta una soluzione decisiva al caro carburante, gli interventi mirati promessi dal governo dovranno ancora attendere. Intanto si continua a tamponare con un’ulteriore proroga del taglio sulle accise, anche se la misura si dimostra ancora una volta insufficiente.
Il Consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio ha prorogato di altri sette giorni il taglio delle accise, pari a 17 centesimi al litro, che resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre.
Il governo Meloni continua a rinviare i cosiddetti “sostegni selettivi”, che dovrebbero arrivare la prossima settimana, come dichiarato dalla premier in un videomessaggio.
Intanto i prezzi continuano a salire all’impazzata: con il gasolio aumentato di 50 cent a litro nell’arco di 24 ore e la benzina di 55 cent. Una situazione insostenibile che attende, oramai da mesi, una risposta efficace dall’esecutivo.
ECONOMIA
Carburanti, nuovi rincari: il pieno costa sempre di più
Nuovi aumenti per benzina e diesel, con il costo del pieno che continua a pesare sempre di più sulle tasche degli automobilisti.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella giornata di sabato 5 settembre il prezzo medio della benzina in modalità self-service ha raggiunto i 2 euro e 5 centesimi al litro, in crescita rispetto ai 2 euro e 4,6 centesimi del giorno precedente.
Ancora più alto il prezzo del gasolio, arrivato a una media di 2 euro e 16,4 centesimi al litro, contro i 2 euro e 15,7 centesimi registrati venerdì.
Il confronto con un mese fa evidenzia ulteriormente il rincaro. Il 5 agosto la benzina costava mediamente 1,997 euro al litro, mentre il diesel si fermava a poco dopo 2,097 euro. In trenta giorni, quindi, la verde è aumentata di circa 5,5 centesimi, mentre il gasolio ha registrato un incremento di 6,7 centesimi al litro.
La situazione peggiora sulle autostrade, dove il prezzo medio in modalità self-service arriva a più di 2 euro al euro per la benzina e a 2,237 euro per il diesel.
A fare i conti con gli aumenti sono soprattutto gli automobilisti. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, dal primo settembre un pieno da 50 litri in autostrada è diventato più caro di 1,70 euro per la benzina e di 1,65 euro per il gasolio.
Anche sulla rete stradale il costo è aumentato: 1,50 euro in più per un pieno di benzina e 1,70 euro per il diesel.
Intanto resta aperto il dibattito sulle accise e sulle possibili misure del Governo. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, gli interventi previsti sul gasolio sarebbero insufficienti, mentre per la benzina non ci sarebbero state nuove misure da luglio.
Il dato resta dunque chiaro: dopo settimane di rincari, fare il pieno costa sempre di più.
ECONOMIA
Cenere vulcanica da rifiuto a risorsa, la proposta di Aricò
La cenere vulcanica dell’Etna potrebbe diventare una risorsa per la bioedilizia, attraverso il trattamento e il recupero del materiale, quando le caratteristiche lo consentiranno.
È la proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, che ha convocato una commissione del Dipartimento regionale tecnico per valutare anche la possibilità di inserire, nel nuovo prezzario regionale unico dei lavori pubblici, una voce specifica dedicata alla gestione della cenere vulcanica.
L’obiettivo è fornire ai Comuni dell’area etnea un riferimento chiaro per quantificare i costi degli interventi: dalla rimozione e raccolta della cenere, al carico e trasporto, fino al conferimento e allo smaltimento in siti o impianti autorizzati.
Un’esigenza diventata particolarmente attuale dopo le recenti ricadute di cenere che hanno interessato diversi centri alle pendici dell’Etna.
Ma la Regione guarda anche al possibile riutilizzo. La cenere, se tecnicamente idonea e nel rispetto delle normative, potrebbe essere trattata e trasformata in semilavorati destinati alla bioedilizia.
Un percorso ancora da approfondire con gli enti locali e con i soggetti competenti, ma che punta a trasformare un problema ricorrente per il territorio in una possibile opportunità ambientale ed economica.
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