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ATTUALITÀ

Emergenza Fontanarossa, Schifani: “Potenzieremo lo scalo di Comiso”

L’emergenza provocata dalla nuova eruzione dell’Etna e dalla conseguente chiusura dell’aeroporto di Catania mette ancora una volta alla prova il sistema dei trasporti siciliano. La Regione è intervenuta per garantire collegamenti alternativi e contenere i disagi per i passeggeri.

Dall’inizio dell’emergenza sono state organizzate oltre cento corse straordinarie di autobus, che si sono aggiunte ai collegamenti ordinari attivati dalle compagnie aeree verso gli aeroporti di Palermo e Trapani. A queste si sono aggiunti cinque treni speciali sulla tratta Palermo-Catania.

E da oggi arriva un’ulteriore possibilità per i viaggiatori. Chi è in possesso di un biglietto aereo con destinazione Catania, ma è stato dirottato su Palermo, potrà utilizzare gratuitamente anche i treni ordinari in partenza dal capoluogo siciliano. Sarà sufficiente mostrare il biglietto del volo.

L’emergenza riporta però al centro anche il tema della capacità degli aeroporti siciliani di sostenere il traffico in situazioni straordinarie. In particolare, il governo regionale guarda all’aeroporto di Comiso.

Lo scalo ibleo, nonostante la vicinanza geografica all’Etna, non è oggi in grado di assorbire i volumi di traffico dello scalo catanese. A pesare è soprattutto la disponibilità limitata di piazzole per gli aeromobili: sono appena sei.

Per questo la Giunta regionale ha deciso all’unanimità, su proposta del presidente Renato Schifani, di destinare nuove risorse al potenziamento dell’aeroporto di Comiso, oltre agli investimenti già previsti per l’area cargo.

Un intervento che guarda oltre l’emergenza di queste ore e punta a rafforzare la rete aeroportuale siciliana, rendendo lo scalo ibleo più capace di sostenere il traffico e offrire, in futuro, una risposta più efficace alle crisi che possono interessare Fontanarossa.

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Caro carburante: proroga del taglio delle accise, in attesa di nuove misure

Non è ancora giunta una soluzione decisiva al caro carburante, gli interventi mirati promessi dal governo dovranno ancora attendere. Intanto si continua a tamponare con un’ulteriore proroga del taglio sulle accise, anche se la misura si dimostra ancora una volta insufficiente.

Il Consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio ha prorogato di altri sette giorni il taglio delle accise, pari a 17 centesimi al litro, che resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre.

Il governo Meloni continua a rinviare i cosiddetti “sostegni selettivi”, che dovrebbero arrivare la prossima settimana, come dichiarato dalla premier in un videomessaggio.

Intanto i prezzi continuano a salire all’impazzata: con il gasolio aumentato di 50 cent a litro nell’arco di 24 ore e la benzina di 55 cent. Una situazione insostenibile che attende, oramai da mesi, una risposta efficace dall’esecutivo.

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Meteo in Sicilia: cambiamenti in vista nel fine settimana

L’autunno comincia a farsi strada in Sicilia, a piccoli passi e partendo da occidente.

Le temperature cominciano a scendere e, soprattutto nel trapanese, arrivano le prime precipitazioni. Piogge sparse alternate a sprazzi di sereno, ma niente di preoccupante, l’estate non è ancora da archiviare, con le temperature che si attestano intorno ai 30 gradi.

Il caldo arretra a ovest, ma resiste nella Sicilia sud-orientale, dove, a partire da domani, potranno verificarsi dei cambiamenti più concreti, precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sui settori tirrenici, con temperature in ulteriore diminuzione.

Ma già domenica 13 settembre la situazione tenderà a migliorare, partendo proprio dalla Sicilia occidentale che sarà prevalentemente soleggiata, con temperature più in linea con le medie del periodo. Qualche rovescio potrà ancora interessare i settori orientali ma sarà soltanto una breve parentesi.

Resta comunque alta l’attenzione sul fronte degli incendi. Per Palermo viene indicato dalla Protezione Civile un livello arancione di preallerta e pericolosità media.

La diminuzione delle temperature, infatti, rappresenta una tregua importante, ma il rischio non scompare con qualche rovescio.

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Aci Bonaccorsi, riapre al culto la Chiesa di Santa Lucia e San Gaetano

Una giornata di festa e di grande partecipazione ad Aci Bonaccorsi, dove la comunità è tornata a varcare le porte della chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire e San Gaetano, riaperta al culto dopo gli interventi resi necessari dai danni provocati dal terremoto di Santo Stefano del 2018.

La celebrazione si è svolta martedì 8 settembre ed è stata presieduta dal vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, accolto dall’arciprete parroco di Aci Bonaccorsi, don Giovanni Cavallaro, insieme ai numerosi fedeli presenti.

Per il recupero dell’edificio religioso sono stati programmati lavori di ripristino e di miglioramento sismico, finanziati con circa 300 mila euro nell’ambito delle risorse destinate alla ricostruzione post-sisma. Gli interventi, avviati lo scorso marzo, sono stati seguiti dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Acireale, in collaborazione con le istituzioni competenti.

Ma la riapertura della chiesa ha assunto per Aci Bonaccorsi un significato che va oltre la conclusione dei lavori. Alla comunità viene infatti restituito un luogo simbolo, punto di riferimento per la vita religiosa e spazio di incontro e preghiera.

Grande l’emozione dei fedeli, già nei momenti che hanno preceduto l’ingresso in chiesa e poi durante la celebrazione eucaristica. Un ritorno atteso da anni, che chiude una lunga parentesi iniziata con il sisma del 2018 e segna un nuovo inizio per l’intera comunità parrocchiale di Aci Bonaccorsi.

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