Connect with us

ECONOMIA

Cenere vulcanica da rifiuto a risorsa, la proposta di Aricò

etna

La cenere vulcanica dell’Etna potrebbe diventare una risorsa per la bioedilizia, attraverso il trattamento e il recupero del materiale, quando le caratteristiche lo consentiranno.
È la proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, che ha convocato una commissione del Dipartimento regionale tecnico per valutare anche la possibilità di inserire, nel nuovo prezzario regionale unico dei lavori pubblici, una voce specifica dedicata alla gestione della cenere vulcanica.
L’obiettivo è fornire ai Comuni dell’area etnea un riferimento chiaro per quantificare i costi degli interventi: dalla rimozione e raccolta della cenere, al carico e trasporto, fino al conferimento e allo smaltimento in siti o impianti autorizzati.
Un’esigenza diventata particolarmente attuale dopo le recenti ricadute di cenere che hanno interessato diversi centri alle pendici dell’Etna.
Ma la Regione guarda anche al possibile riutilizzo. La cenere, se tecnicamente idonea e nel rispetto delle normative, potrebbe essere trattata e trasformata in semilavorati destinati alla bioedilizia.
Un percorso ancora da approfondire con gli enti locali e con i soggetti competenti, ma che punta a trasformare un problema ricorrente per il territorio in una possibile opportunità ambientale ed economica.

ATTUALITÀ

Mobilità in Sicilia: a Messina i taxi più cari d’Italia, cresce la spesa cashless

Sono tempi duri per chi vuole muoversi in Sicilia, tra il caro benzina e l’attività dell’Etna, viaggiare in città o fuori dall’Isola è sempre più costoso o complicato.

Per quanto riguarda i taxi, utilizzati soprattutto dai turisti, Messina risulta essere la città più cara d’Italia, dove la spesa media per una corsa da e per l’aeroporto può arrivare anche a 150€, un primato che riflette le criticità logistiche dell’area dello Stretto e la necessità di coprire distanze considerevoli, dato che l’aeroporto più vicino è quello di Catania, seguita da Milano con 114 euro. All’estremo opposto, Parma e Reggio Calabria risultano tra le città più convenienti, rispettivamente con una media di 10 e 12 euro.

Sono alcune delle evidenze dell’Osservatorio Turismo e Mobilità Cashless di SumUp, che ha analizzato da un lato i prezzi medi di taxi e trasporto pubblico nelle principali città italiane, e dall’altro l’andamento dei pagamenti cashless nel settore della mobilità turistica.

Per il trasporto pubblico Venezia registra il valore medio più alto (€3,8), mentre Bari è la più economica (€1).

Buone notizie per quanto riguarda l’innovazione e la tecnologia nei pagamenti, con la Sicilia che conquista il 2° posto tra le regioni d’Italia con una crescita di più del 40% della spesa cashless nel settore della mobilità, con exploit straordinari nelle province di Catania, 4ª in Italia, e Caltanissetta, 5ª a livello nazionale. Un segnale importante che rivela quanto i pagamenti nel settore della mobilità diventino sempre più fluidi e veloci, con la spesa digitale che tra giugno e agosto 2026 cresce in media del +17% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Continua a leggere

ECONOMIA

Fondi Ue 2028-2034, Schifani: “Difendere le risorse per la Sicilia”

Settantotto miliardi e trecento milioni di euro. È questa, secondo la proposta della Commissione europea, la dotazione destinata all’Italia per il prossimo ciclo di programmazione. Una cifra che, sul piano nominale, resta in linea con quella del periodo 2021-2027, ma che, considerando inflazione e riclassificazione delle voci di spesa, si tradurrebbe in una riduzione delle risorse realmente disponibili.

È uno dei temi al centro dell’incontro organizzato questa mattina a Palazzo d’Orléans da Confindustria sul Quadro finanziario pluriennale europeo 2028-2034.

La posizione della Regione Siciliana è stata ribadita dal presidente Renato Schifani: difendere la consistenza finanziaria della politica di coesione e garantire che le risorse effettivamente disponibili per i territori non siano inferiori a quelle dell’attuale programmazione.

Per la Sicilia, sottolinea Schifani, i fondi europei rappresentano molto più di uno strumento di spesa. Sono investimenti destinati a produrre effetti strutturali sull’economia, sull’occupazione e sulla competitività del territorio.

Ma sul tavolo c’è anche un’altra questione, quella della governance. La nuova architettura europea prevede un unico Piano di partenariato nazionale e regionale, articolato in capitoli territoriali, riforme e investimenti. Ed è proprio su questo punto che la Regione chiede di mantenere un ruolo centrale dei territori, evitando un modello eccessivamente centralizzato.

La Sicilia ha già avviato i lavori per la definizione del proprio capitolo regionale. L’obiettivo indicato dal presidente Schifani è arrivare entro ottobre a una prima bozza del documento, mettendo insieme le esigenze finanziate dal Fesr e dal Fse+, le politiche agricole e quelle legate alla pesca.

Un percorso che la Regione intende costruire insieme al partenariato economico e sociale e, in particolare, con il mondo delle imprese. Perché con una programmazione sempre più legata ai risultati, il confronto tra istituzioni e sistema produttivo diventa, secondo Schifani, decisivo per trasformare le risorse europee in investimenti concreti, nuova occupazione e maggiore competitività per la Sicilia.

Continua a leggere

ATTUALITÀ

Caro carburante: aiuti in arrivo dalla Regione, ma non bastano. Le associazioni di categoria chiedono di più

Auto trasportatori sempre più in subbuglio a causa del caro carburante.

Nonostante le promesse e i potenziali aiuti che dovrebbero essere messi in campo dalla regione, i malumori non accennano a placarsi, a fronte dei continui aumenti del costo di benzina e gasolio e l’impossibilità in molti casi di poter accedere ai contributi previsti.

Intanto dal governo regionale qualcosa sembra muoversi, con l’approdo previsto per la prossima settimana del Ddl sul caro carburante in Terza Commissione, un passaggio fondamentale per poter giungere alla pubblicazione dell’avviso pubblico da parte del Dipartimento regionale dell’agricoltura. Lo fa sapere il Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, Ignazio Abbate, che con soddisfazione ha altresì comunicato che sono state raddoppiate le risorse destinate al comparto agricolo, con un ammontare complessivo di contributi a 30 milioni di euro, da indirizzare e distribuire tra autotrasporto, agricoltura e pesca, i tre settori più colpiti.

Ma tutto questo potrebbe non bastare, non solo ad escludere blocchi e proteste, ma anche e soprattutto a rendere gestibile una situazione che pesa già da mesi, trasformandosi in una vera emergenza, che richiede interventi urgenti e soprattutto strutturali, come affermato anche dal Presidente di Confartigianato trasporti Sicilia, Salvatore Di Piazza, che pur riconoscendo gli sforzi messi in campo dalla Regione, richiede vengano presi provvedimenti più incisivi, aprendosi al dialogo e alla mediazione per il raggiungimento degli obbiettivi.

Intanto i pescatori di Lampedusa annunciano lo sciopero per il 1°ottobre. L’associazione Cogepa infatti ha annunciato la mobilitazione contro il caro carburanti volta a bloccare il porto e le attività marittime dell’isola. La denuncia riguarda soprattutto le disparità economiche e il divario tra la Sicilia e l’isola minore che sta portando, soprattutto i piccoli operatori, al fallimento. Cogepa si rivolge dunque all’assessore regionale alla Pesca Luca Sammartino, al quale chiede un incontro con una delegazione di pescatori il prima possibile.

Chiara Chines

Continua a leggere

Notizie più lette