POLITICA
Scontro Meloni-Bonaccini, Catanzaro (Pd): “Polemica strumentale”
Polemica politica in queste ore su scala nazionale tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Partito Democratico ed europarlamentare Stefano Bonaccini. La premier con un lungo post sui suoi profili ha criticato duramente l’ex governatore dell’Emilia-Romagna che aveva detto nei giorni scorsi che chi vota a destra “in maniera maggioritaria ha poco studiato, vive in aree interne e nelle periferie delle città e sta peggio economicamente”
Meloni attacca dicendo che “sebbene sconfitta, la sinistra non ha rispetto per chi vota a destra”.
La polemica è arrivata anche in Sicilia. A intervenire è Michele Catanzaro, capogruppo del Pd all’Assemblea regionale siciliana, che accusa la premier di alimentare una polemica, a suo giudizio strumentale, nei confronti di Stefano Bonaccini.
Secondo Catanzaro, mentre gli italiani devono fare i conti con il caro benzina, l’aumento delle bollette e le difficoltà economiche, il governo preferirebbe spostare l’attenzione su temi diversi.
Al centro della polemica alcune dichiarazioni di Bonaccini sui flussi elettorali degli ultimi anni. Il presidente del Partito Democratico aveva sottolineato la necessità, per la sinistra, di recuperare consenso nelle fasce periferiche dell’elettorato.
Per Catanzaro, Meloni avrebbe estrapolato una frase dal ragionamento complessivo, alterandone il significato. Il capogruppo democratico all’Ars critica quindi l’atteggiamento della premier, accusandola di privilegiare lo scontro politico rispetto al confronto sui problemi economici e sociali del Paese
POLITICA
Politica, è scontro fra Faraone e La Vardera
È scontro nel centrosinistra siciliano tra Davide Faraone e Ismaele La Vardera. Il leader di Italia Viva in Sicilia attacca duramente il fondatore di Controcorrente, accusandolo di colpire sistematicamente proprio le forze con cui dovrebbe costruire l’alternativa al centrodestra.
Per Faraone, La Vardera starebbe trasformando il centrosinistra in un “tiro al bersaglio quotidiano”: dai veti su alcuni esponenti politici alle tensioni con il Movimento 5 Stelle, fino agli attacchi al Partito democratico, a Matteo Renzi e persino ad amministratori vicini alla sua stessa area politica.
Da qui l’affondo dell’esponente di Italia Viva, che ricorda anche il passato politico di La Vardera e la candidatura a sindaco di Palermo sostenuta, all’epoca, da Salvini e Meloni. Un percorso, sottolinea Faraone, che non gli sarebbe mai stato rinfacciato, proprio perché in politica è possibile cambiare posizione. Ma adesso, aggiunge, La Vardera dovrebbe evitare di distribuire “patenti” di appartenenza al centrosinistra.
Il messaggio è chiaro: se vuole partecipare alle primarie, si candidi e si confronti su programmi e idee. Ma continuare ad attaccare gli alleati, secondo Faraone, rischia soltanto di favorire il centrodestra. Fino alla provocazione finale: La Vardera rischierebbe di diventare “il cavallo di Troia della Meloni” nel centrosinistra.
Intanto La Vardera continua a rafforzare Controcorrente e annuncia l’ingresso di Antonio Ingroia, ex magistrato ed ex collaboratore di Paolo Borsellino.
Dopo Salvatore Borsellino, scrive La Vardera, un altro nome simbolicamente forte sceglie il movimento. Ingroia sarà candidato alle Regionali in provincia di Trapani e, sottolinea La Vardera, senza chiedere alcun “seggio blindato”, ma misurandosi direttamente con il voto di preferenza.
Un nuovo capitolo, dunque, nel confronto sempre più acceso per gli equilibri e la leadership del centrosinistra siciliano.
POLITICA
Città Metropolitana di Catania, approvato il Rendiconto 2025
Conti in ordine e nuove risorse per gli investimenti. Il Consiglio metropolitano di Catania ha approvato il Rendiconto della gestione 2025, che conferma il percorso di risanamento finanziario dell’Ente.
Al 31 dicembre la disponibilità di cassa supera i 218 milioni di euro, senza ricorrere ad anticipazioni bancarie o prestiti a breve termine. Positivo anche il dato sui pagamenti: le fatture commerciali vengono saldate, in media, quasi 14 giorni prima della scadenza.
Il risultato di amministrazione supera i 196 milioni di euro. Tolti accantonamenti e somme vincolate, l’avanzo libero ammonta a oltre 73 milioni e mezzo. Altri 101 milioni sono già destinati a investimenti e opere pubbliche.
Le priorità saranno soprattutto scuole e strade. Per l’edilizia scolastica sono previsti interventi di sicurezza sismica, antincendio e manutenzione, anche con fondi PNRR, a Catania, Mascalucia, Caltagirone e San Giovanni La Punta.
Sul fronte della viabilità, in programma il rifacimento delle pavimentazioni e della segnaletica, la manutenzione delle barriere e la messa in sicurezza di ponti e viadotti.
“Il quadro finanziario – ha dichiarato il sindaco metropolitano Enrico Trantino – consente di proseguire nella programmazione degli interventi sul patrimonio pubblico”.
La Città metropolitana prosegue, infine, anche il percorso verso il nuovo sistema di contabilità economico-patrimoniale previsto dal PNRR.
POLITICA
L’Ars torna al lavoro tra accuse di immobilismo e nuove adesioni
Dopo la pausa estiva, l’Assemblea Regionale Siciliana torna al lavoro e la politica isolana riprende subito a muoversi nel dibattito.
A riaccendere il confronto è il Partito Democratico, che attacca il governo regionale per i rinvii dei lavori d’Aula e per le assenze registrate alla ripresa dell’attività parlamentare. Il vicepresidente del gruppo Pd all’Ars, Mario Giambona, parla di un Parlamento ancora frenato da immobilismo e rinvii, chiedendo al presidente Renato Schifani e alla maggioranza di chiarire le ragioni dello stop.
Al centro delle critiche anche il rinvio della seduta dedicata ai temi delle Infrastrutture e della Mobilità, inizialmente prevista dopo la Conferenza dei capigruppo. Per l’opposizione, dopo settimane di inattività, l’Assemblea avrebbe dovuto ripartire subito affrontando le principali emergenze della Sicilia.
Ma la ripresa dei lavori coincide anche con nuovi movimenti negli schieramenti politici. Il deputato regionale Luigi Salvaggio, subentrato al dimissionario Riccardo Gallo, che ha lasciato lo scranno parlamentare dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta “Corte dei miracoli” sulla gestione del Cefpas di Caltanissetta, ha infatti annunciato il suo ingresso nel gruppo parlamentare di Forza Italia.
Una scelta che Salvaggio definisce un ritorno a casa, ricordando la sua lunga storia politica nel partito e i contatti avuti con il commissario regionale Nino Minardo e con lo stesso presidente Schifani.
L’Ars riapre dunque i battenti in un clima già acceso.
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