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CRONACA

Smantellata casa di spaccio a Palagonia: due arresti

I Carabinieri di Palagonia, al termine di un servizio mirato al contrasto dello spaccio di stupefacenti, hanno arrestato e condotto presso il carcere di Caltagirone un 24enne ed un 29enne, responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti e furto di energia elettrica.

Nel territorio di Palagonia, nel catanese, nei pressi di via Soldato Pirracchio, via Novata e via Dandolo una pregressa attività info investigativa aveva fatto emergere movimenti sospetti riconducibili ad un’attività di spaccio in atto.

Dopo aver riscontrato la presenza di alcuni soggetti coinvolti in tale indagine, nonché, un continuo via vai di soggetti ritenuti assuntori, i Carabinieri hanno fatto scattare il blitz.

All’interno dell’immobile, gli operanti hanno sorpreso a bloccato due uomini, identificati per un 24enne ed un 29enne, entrambi residenti a Palagonia e già noti alle Forze dell’Ordine.

Dentro l’edificio strutturato su due livelli, i Carabinieri hanno trovato una cucina adibita alla vendita dello stupefacente ed un’altra stanza “convertita” in sala giochi, con tre slot machines e dei divani disposti nella zona per la consumazione dello stupefacente.

All’interno di tale ambiente gli operanti hanno trovato un tavolo usato per la parcellizzazione, pesatura e confezionamento della sostanza stupefacente ed anche un monitor che permetteva di visionare le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate a presidio della piazza di spaccio.

I due pusher avevano nella loro disponibilità quasi 100 grammi di droga tra hashish e marijuana, 325 euro in denaro contante, 3 bilancini funzionanti, una pistola scacciacani a tamburo priva di tappo rosso, una catana con manico e custodia in legno con lama di 44 cm ed un bastone tipo manganello in legno.

Durante le attività è stato inoltre riscontrato un allaccio diretto alla rete pubblica e, pertanto, è stato richiesto l’intervento di personale E-Distribuzione al fine di procedere alla messa in sicurezza ed alla quantificazione del danno.

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CRONACA

Operazione “L’inferno dei pitbull”

GELA – Un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri ha portato alla luce un presunto giro legato ai combattimenti clandestini tra animali nel territorio di Gela, con accertamenti estesi anche all’Agrigentino.

Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati 13 animali, insieme a sostanze dopanti, attrezzature utilizzate per l’allenamento e pesi destinati a potenziare la muscolatura delle mascelle dei cani. Complessivamente sono sei le persone indagate.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati a margine di una conferenza stampa dal Procuratore della Repubblica di Gela, Salvatore Vella, che ha evidenziato la gravità degli elementi raccolti dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta.

L’attività avrebbe consentito di ricostruire un sistema nel quale gli animali venivano sottoposti a specifici allenamenti e, secondo l’ipotesi investigativa, preparati per essere impiegati nei combattimenti clandestini. Tra il materiale sequestrato figurano anche strumenti e attrezzature ritenuti funzionali al potenziamento fisico degli animali.

Particolarmente significativo il rinvenimento delle sostanze dopanti, che sarebbero state utilizzate nell’ambito della preparazione dei cani, e dei dispositivi impiegati per rafforzarne la potenza delle mascelle.

L’operazione ha interessato non soltanto Gela, ma anche altre aree del territorio agrigentino, nell’ambito di un’attività investigativa finalizzata a fare piena luce sulla rete e sulle modalità con cui sarebbero stati organizzati i combattimenti.

Gli animali sequestrati sono stati affidati alle strutture competenti per le verifiche e le procedure previste dalla legge. Le indagini proseguono per accertare ulteriori responsabilità e ricostruire l’eventuale articolazione del fenomeno.

Per le sei persone coinvolte, è bene ricordare, si tratta di indagati e le responsabilità dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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CRONACA

Maltempo in Sicilia, temporale e allagamenti a Palermo

Dopo settimane segnate da caldo intenso e temperature elevate, il maltempo torna sulla Sicilia. Questa mattina un forte temporale ha interessato Palermo, con pioggia battente e raffiche di vento. In alcune zone della città sono stati segnalati anche cali di tensione e brevi interruzioni dell’energia elettrica.

Le condizioni erano state anticipate dalla Protezione civile regionale, che per oggi, 12 settembre, ha diramato un’allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico legato ai temporali. L’avviso riguarda Palermo, Catania, Messina, Trapani e Agrigento, mentre nelle altre province sono previsti fenomeni meno intensi.

A Palermo, però, con le prime piogge sono tornate anche le polemiche per gli allagamenti registrati in diverse aree della città.

A intervenire è Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, che punta il dito contro la carenza di prevenzione e manutenzione.

«Bastano dieci minuti di pioggia per mettere in ginocchio la città», afferma Amella, che cita le criticità segnalate dallo Zen a Mondello.

Secondo l’esponente pentastellata, gli interventi dovrebbero essere programmati prima delle emergenze, con una manutenzione costante dei tombini e delle infrastrutture.

Un appello rivolto anche al sindaco Roberto Lagalla: «La prevenzione non è propaganda e non è un optional. È un dovere di chi amministra».

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CRONACA

Catania, giornalista aggredita a San Berillo in pieno giorno

Momenti di paura ieri mattina nel centro di Catania, dove una giornalista è stata vittima di un’aggressione improvvisa mentre si trovava all’interno della propria auto.

L’episodio è avvenuto intorno alle 12.30 in via Luigi Rizzo, a pochi passi da Corso Sicilia. La donna era ferma in sosta, in attesa del figlio, quando un giovane, indicato come di nazionalità straniera, si sarebbe avvicinato alla vettura iniziando a colpirla con calci e pugni.

«Senza motivo, né un perché, si è avvicinato aggredendo la mia auto», ha raccontato la giornalista, rimasta chiusa nell’abitacolo per la paura.

A interrompere l’azione è stato l’arrivo del figlio della donna. Il ragazzo, accortosi di quanto stava accadendo, ha tentato di inseguire l’uomo, che si è dato alla fuga. La madre lo ha però subito fermato, temendo che la situazione potesse degenerare.

Prima che l’aggressore si allontanasse, la giornalista è riuscita a fotografarlo. L’immagine potrebbe adesso essere utile alle forze dell’ordine per identificarlo.

Resta lo sfogo della donna sul tema della sicurezza in città: «Pago le tasse e non ho sicurezza in pieno giorno». E ancora: «Catania ha bisogno di più controlli. Mi sono spaventata». Un altro episodio che si registra a San Berillo dove da anni i cittadini segnalano episodi di insicurezza e degrado.

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