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SANITÀ

Protonterapia al Cannizzaro, Adorno chiede di riattivare il progetto

La deputata del M5S presenta un’interrogazione alla Regione: “Servono un nuovo progetto e una valutazione aggiornata”

adorno

Riattivare il progetto per la realizzazione di un Centro di protonterapia all’Azienda ospedaliera per l’emergenza Cannizzaro di Catania. È la richiesta avanzata dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Lidia Adorno, che ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione e all’assessore regionale alla Salute.

Il progetto era stato avviato nel 2012 e prevedeva un investimento complessivo di circa 112,2 milioni di euro, con risorse europee, nazionali e regionali e una quota a carico di un investitore privato. Secondo le stime dell’epoca, il centro avrebbe potuto trattare circa 1.600 pazienti l’anno, diventando un punto di riferimento per l’intero Mezzogiorno.

La protonterapia è una delle tecniche più avanzate di radioterapia oncologica e consente di concentrare maggiormente la dose di radiazioni sul tumore, limitando l’esposizione dei tessuti sani circostanti. Per Adorno, la realizzazione del centro potrebbe inoltre contribuire a ridurre la mobilità sanitaria passiva, evitando ai pazienti siciliani di rivolgersi a strutture del Centro-Nord.

Nell’interrogazione la parlamentare chiede alla Regione se intenda inserire nuovamente il progetto nella programmazione sanitaria e valutare anche una collaborazione tra Servizio sanitario pubblico, Università di Catania, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e altri soggetti. Chiesto inoltre di verificare la disponibilità e l’idoneità delle aree originariamente individuate all’interno del Cannizzaro.

Qualora il progetto del 2012 non fosse più attuale, Adorno sollecita infine la predisposizione di un nuovo studio tecnico-economico, aggiornato alle tecnologie, ai costi e agli standard oggi richiesti per la realizzazione e gestione di un centro di protonterapia.

SANITÀ

Human habitat Design al centro della Lectio Magistralis AIPI

Si è svolta (giovedì 8 ottobre 2026), in modalità online, la Lectio Magistralis «Oltre lo Spazio – Persona, ambiente e responsabilità del progetto nello Human habitat Design», tenuta dalla sede di Lipari dall’arch. Francesco Ferrara, Presidente e Coordinatore scientifico della Fondazione habitat umano, nell’ambito del ciclo «Design e Benessere – Quattro Lectio Magistralis», promosso dalla Delegazione Sicilia dell’AIPI – Associazione Italiana Professionisti Interior Designers.

L’incontro è stato coordinato dalla dott.ssa I.D. Carmela Palumbo, Delegata regionale AIPI Sicilia, da Catania, con la partecipazione di rappresentanti dell’Associazione collegati da Milano e professionisti di diverse aree del territorio nazionale interessati alle prospettive di evoluzione del progetto degli ambienti di vita.

Al centro dell’intervento, lo Human habitat Design (HhD) e il concetto di casa assistiva, illustrato quale criterio progettuale emergente dal percorso di ricerca della Fondazione, avviato nel 2019 con i Meeting internazionali Health & Comfort for Human Indoor Life e sviluppato in coerenza con la missione istituzionale dedicata alla salute, alla sicurezza e alla qualità degli ambienti di vita delle persone fragili e delle loro famiglie. La Lectio ha introdotto la persona situata quale riferimento centrale del progetto, considerando l’evoluzione delle condizioni corporee, cognitive, emotive, identitarie e relazionali in rapporto all’ambiente di vita. In questa prospettiva è stato illustrato il concetto di casa assistiva, intesa come criterio progettuale orientato a rendere coerenti le condizioni dell’ambiente domestico con le attività quotidiane della persona, le possibilità di autonomia e i sostegni offerti dal caregiver e dagli operatori.

Il criterio è stato approfondito attraverso il caso emblematico di una persona con fragilità cronica complessa, con particolare riferimento alla patologia di demenza, evidenziando come la qualità dell’abitare dipenda non soltanto dalle caratteristiche fisiche degli spazi, ma anche dall’organizzazione dell’assistenza e dalle condizioni concrete del loro utilizzo.

Una delle proposizioni centrali dello Human habitat Design, sviluppata durante la Lectio, richiama la responsabilità del progettista rispetto agli effetti che le scelte progettuali possono generare sulle persone nel tempo. Il progettista non è chiamato soltanto a configurare spazi, ma ad assumersi la responsabilità delle condizioni che tali spazi determinano nell’esperienza quotidiana delle persone.

«Il progetto non si esaurisce nello spazio che configura. Attraverso lo Human habitat Design intendiamo approfondire le relazioni che l’ambiente rende possibili o ostacola e le condizioni che contribuisce a predisporre per la vita delle persone. È in queste relazioni, considerate nella loro evoluzione nel tempo, che si estende la responsabilità del progetto e che dobbiamo verificarne la qualità», ha dichiarato l’architetto Francesco Ferrara, Presidente e Coordinatore scientifico della Fondazione habitat umano.

In questo quadro, la qualità del progetto non si esaurisce nella conformità tecnica e normativa, ma richiede una verifica delle Relazioni d’Uso, considerando comportamenti, percezioni, possibilità di autonomia, sicurezza, benessere e continuità delle attività quotidiane. Attraverso matrici e diagrammi dei flussi domestici, la Lectio ha rappresentato le interazioni tra persona fragile, caregiver, operatori e ambiente nell’arco delle 24 ore, individuando possibili criticità e condizioni di continuità dell’esperienza abitativa. Il concetto di casa assistiva si collega alla missione – progetto «La casa che cura» della Fondazione habitat umano, dedicata allo sviluppo di un approccio multidimensionale alla vita domiciliare delle persone fragili e dei rispettivi nuclei familiari.

La ricerca approfondisce il rapporto tra programma di vita individuale del paziente complesso fragile, progetto dell’ambiente domestico e reti di assistenza sociosanitaria, nella prospettiva di individuare condizioni e strumenti attraverso i quali l’abitazione possa concorrere alla qualità e alla continuità dei percorsi assistenziali. Nelle conclusioni della Lectio è stata presentata la prospettiva di trasferire gli avanzamenti della ricerca HhD (Human habitat Design) in percorsi formativi professionalizzanti rivolti a progettisti, imprese e pubbliche amministrazioni, con particolare attenzione all’accessibilità, alla qualità ambientale e alla valutazione delle relazioni d’uso.

Al termine dell’incontro, la dott.ssa I.D. Carmela Palumbo, componente del Tavolo Tecnico – Scientifico IDFA – Interior Design for All, ha espresso apprezzamento per il contributo culturale e scientifico offerto dalla Fondazione habitat umano, riconoscendo una significativa convergenza tra il percorso di ricerca Human habitat Design e i principi dell’Inclusive Design. Condividendo la prospettiva sulla responsabilità etica e sociale del progetto sviluppata durante la Lectio, Palumbo ha osservato: «La Lectio ha inoltre rafforzato una consapevolezza che ritengo oggi fondamentale per la nostra professione: il progettista non è chiamato soltanto a progettare spazi, ma ad assumersi la responsabilità degli effetti che quegli spazi generano sulle persone nel tempo. Gli ambienti influenzano comportamenti, relazioni, percezioni, opportunità di autonomia e qualità della vita; per questo ogni scelta progettuale possiede una rilevante dimensione etica e sociale».

La delegata ha inoltre accolto con interesse la proposta dell’architetto Francesco Ferrara di avviare un dialogo tra la Fondazione habitat umano e AIPI, dichiarando: «Sarà mia cura portare tale proposta all’attenzione del Tavolo affinché possa essere approfondita». Tale interlocuzione apre quindi una possibile prospettiva di confronto interdisciplinare sui temi dell’accessibilità, dell’inclusione e della formazione professionale.

Il percorso di ricerca e divulgazione scientifica della Fondazione proseguirà inoltre attraverso la collana dei Quaderni HhD, con la pubblicazione del Numero Zero prevista entro la fine del 2026.

«Oltre lo spazio, la qualità del progetto si verifica nelle relazioni d’uso», è questa la sintesi conclusiva della Lectio Magistralis e l’indirizzo di ricerca attraverso il quale la Fondazione habitat umano intende approfondire il rapporto tra persona, ambiente e responsabilità del progetto.

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ATTUALITÀ

Protesta Uiltucs dei lavoratori del Policlinico di Catania: interviene la prefettura

La prefettura ha deciso di scendere in campo in difesa dei 475 lavoratori dei servizi di supporto e ausiliarato del policlinico di Catania, riuniti in un sit-in ieri mattina in piazza Università a Catania.

Durante la protesta, una delegazione del sindacato Uiltucs è stata ricevuta in prefettura ed ha ricevuto le prime rassicurazioni del caso. Una nota del sindacato, infatti, riferisce che “la prefettura di Catania ha assunto l’impegno di avviare un’interlocuzione con i vertici del Policlinico, coinvolgendo anche l’assessorato regionale della Salute, con l’obiettivo di favorire l’apertura di un tavolo tecnico nel quale affrontare le criticità e individuare possibili soluzioni a salvaguardia dell’occupazione”.

“È un primo passo importante, ma la vertenza non può considerarsi risolta” ha fatto sapere il sindacato, che rimane in attesa di interventi rapidi e concreti, affinché nessun lavoratore possa rimanere sospeso nell’incertezza e soprattutto non vi siano perdite occupazionali, riduzione delle ore o arretramento salariale.

Come ha spiegato uno dei lavoratori ai nostri microfoni, durante la protesta, la vertenza nasce a causa dall’assunzione diretta di 45 operatori sociosanitari da parte dell’azienda ospedaliera, che comporterebbe un rischio di tagli e riduzione delle ore di lavoro dei dipendenti OSS attualmente assunti da un’azienda privata, con inevitabili ripercussioni sulle condizioni economiche e familiari dei lavoratori.

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SANITÀ

Ospedale di Taormina, riapre la degenza di Oncologia

UIL FP: «I primi 4 posti letto sono già occupati: servizio fondamentale per tutta la provincia»
Andronico: «Questa è la sanità pubblica che vogliamo. Ora completare rapidamente l’attivazione dei 10 posti letto e garantire personale adeguato»


La UIL Funzione Pubblica di Messina prende atto con favore del percorso avviato dalla Direzione medica del Presidio Ospedaliero “San Vincenzo” di Taormina per la riapertura della degenza ordinaria della U.O.C. di Oncologia Medica.
A decorrere dal 7 ottobre 2026 sono stati attivati i primi 4 posti letto di degenza ordinaria, quale fase propedeutica alla prevista attivazione complessiva, entro il mese di ottobre, dei 10 posti letto contemplati dalla vigente rete ospedaliera.
Un dato assume per la UIL FP particolare significato: i posti letto appena attivati risultano già occupati. Una circostanza che testimonia concretamente la necessità di questa offerta assistenziale e l’importanza che i posti letto di Oncologia Medica del P.O. di Taormina rivestono non soltanto per il comprensorio ionico, ma per l’intera provincia di Messina, rappresentando una risorsa fondamentale per la presa in carico e la cura dei pazienti affetti da patologie oncologiche.
«Questa è la buona sanità pubblica che vuole la UIL Funzione Pubblica – dichiara Livio Andronico, Segretario Generale Territoriale UIL FP Messina –. Il fatto che i primi quattro posti letto siano già occupati dimostra quanto fosse importante e necessario riattivare questa degenza. In un settore delicato come quello oncologico, ogni posto letto rappresenta una risposta concreta ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie e contribuisce a rafforzare l’offerta sanitaria pubblica dell’intera provincia».
La UIL FP esprime pertanto apprezzamento per l’attività posta in essere dal Direttore medico del P.O., dott. Paolo Cardia, e ritiene particolarmente importante la scelta di procedere attraverso un’attivazione progressiva, consentendo al nuovo personale infermieristico un fisiologico periodo di inserimento e di training assistenziale, necessario per acquisire piena conoscenza delle procedure, delle apparecchiature e dei percorsi assistenziali e organizzativi propri della U.O.C., garantendo nel contempo adeguati standard di sicurezza e qualità dell’assistenza.
«Aprire posti letto – prosegue Andronico – non significa soltanto aumentare dei numeri. Significa mettere a disposizione dei cittadini percorsi di cura realmente funzionanti, sostenuti da professionisti adeguatamente formati e da un’organizzazione capace di rispondere alle esigenze di pazienti particolarmente fragili».
Per la UIL FP, adesso, occorre completare il percorso fino all’attivazione di tutti i 10 posti letto previsti, assicurando contestualmente alla U.O.C. di Oncologia Medica una dotazione organica adeguata sia per l’area medica sia per l’area del comparto.
«La UIL Funzione Pubblica vigilerà affinché questa importantissima Unità Operativa venga dotata di tutto il personale sanitario necessario – sottolinea Andronico – perché l’attivazione dei posti letto deve essere accompagnata dalle risorse professionali indispensabili a garantire concretamente i Livelli Essenziali di Assistenza, senza determinare sovraccarichi di lavoro e assicurando sicurezza agli operatori e qualità delle cure ai pazienti».
La UIL FP Messina continuerà quindi a seguire l’attivazione della degenza, interfacciandosi con il Direttore medico del P.O. di Taormina, dott. Paolo Cardia, e con il Direttore della U.O.C. Professioni Sanitarie, dott. Carmelo Spina, affinché all’incremento dei posti letto corrisponda un’adeguata dotazione di personale.
«L’Oncologia di Taormina deve diventare sempre più un punto di riferimento della sanità pubblica messinese – conclude Livio Andronico –. I primi quattro posti letto già occupati ci dicono chiaramente che la domanda assistenziale esiste. Adesso bisogna proseguire senza rallentamenti, arrivare ai dieci posti previsti e mettere professionisti e pazienti nelle condizioni di poter contare su un servizio pienamente operativo, sicuro e di qualità».
Livio Andronico
Segretario Generale Territoriale
UIL Funzione Pubblica Messina

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