EVENTI
A Naxos il canto di Rumi chiude “Ierofania – Sulle vie del Sacro”
Il Parco archeologico di Naxos ha ospitato la tappa conclusiva della rassegna culturale dedicata alle diverse forme attraverso cui il sacro è stato raccontato e rappresentato nel corso dei secoli.
È stato il Parco archeologico di Naxos, a Giardini Naxos, a fare da cornice all’appuntamento conclusivo di “Ierofania – Sulle vie del Sacro”, il progetto culturale dedicato al rapporto tra patrimonio, spiritualità e differenti tradizioni attraverso le quali, nel corso dei secoli, l’esperienza del sacro è stata raccontata.
Ideato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura e organizzato attraverso l’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, il progetto, nella sua edizione 2026, ha attraversato sei regioni italiane, proponendo appuntamenti capaci di mettere in relazione luoghi della cultura e linguaggi artistici.
A chiudere la manifestazione è stato lo spettacolo “Pietre che cantano. Il canto di Rumi”, con Giovanni Calcagno, dedicato alla figura di Jalāl al-Dīn Rūmī, tra i più importanti poeti e mistici della tradizione persiana.
Un appuntamento nel quale parola, musica e spiritualità si sono intrecciate attraverso i versi di Rumi. Le musiche, il canto dal vivo e i testi in lingua persiana sono stati affidati a Pejman Tadayon, mentre l’introduzione è stata curata da Dario Tomasello.
La performance ha costruito un dialogo tra differenti forme espressive, restituendo al pubblico la forza della poesia mistica persiana attraverso una dimensione teatrale e musicale. Al centro, la parola di Rumi, capace di attraversare epoche e culture e di confrontarsi con una sensibilità contemporanea senza perdere il legame con la propria tradizione.
La scelta del Parco archeologico di Naxos come sede dell’ultimo appuntamento ha aggiunto un ulteriore elemento al percorso della rassegna: un luogo segnato dalla stratificazione di culture e civiltà ha accolto una voce proveniente da una diversa tradizione spirituale, creando un confronto tra patrimoni culturali lontani nel tempo e nello spazio.
Con “Pietre che cantano. Il canto di Rumi”, “Ierofania – Sulle vie del Sacro” ha dunque concluso il suo percorso nel segno dell’incontro. Un dialogo tra culture differenti che rappresenta il filo conduttore dell’intera manifestazione e che ha trovato, a Naxos, una sintesi tra patrimonio archeologico, musica, poesia e spiritualità.
ATTUALITÀ
Fiera dei morti 2026 a Catania cambia sede: si farà a Librino
A Catania la Fiera dei Morti 2026 avrà una nuova sede: non più il parcheggio del PalaNesima, ma l’area di “Porta delle Farfalle” nel quartiere Librino.
Un cambio di location giunto dopo le polemiche scatenate dalla scelta di far svolgere l’atteso evento in una delle zone più trafficate della città. La proposta infatti di individuare il quartiere di Nesima come sede della Fiera dei Morti aveva creato dissensi e malumori a Palazzo degli Elefanti.
Inoltre, dalle ulteriori verifiche condotte sull’area del PalaNesima, è emerso che non ci fossero più i tempi le condizioni necessarie per assicurare lo svolgimento della Fiera in sicurezza, insieme alle problematiche legate alla viabilità, sollevate anche dal sindaco di Misterbianco Marco Corsaro, che ai nostri microfoni ha espresso timore per le conseguenze che tale decisione avrebbe arrecato al traffico in entrata e in uscita ai territori adiacenti il palazzetto di Nesima. Problemi già riscontrati a Catania lo scorso anno, quando la presenza della Fiera nel parcheggio Fontanarossa aveva congestionato tutta l’area dell’aeroporto, creando forti disagi anche ai viaggiatori dello scalo etneo.
La questione è stata anche esaminata in Prefettura, nell’ambito della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata proprio per valutare gli aspetti connessi allo svolgimento della Fiera dei Morti. La scelta di Librino punta quindi a garantire una migliore organizzazione dell’evento con una più efficace gestione dei flussi veicolari e pedonali. L’edizione 2026 prevede la presenza di circa cento espositori, oltre all’area food e alle attività ludico ricreative, e dovrebbe svolgersi dal 24 ottobre al 2 novembre.
ATTUALITÀ
Ottobrata Zafferanese – Tutto pronto per l’inaugurazione
CATANIA – Presentata la 46ª Ottobrata Zafferanese, uno degli appuntamenti più importanti dell’autunno siciliano, che anche quest’anno rinnova la propria formula guardando al futuro senza rinunciare alla propria identità.
Quattro domeniche, 240 stand, le eccellenze dell’Etna, artigianato, gastronomia, cultura, musica e intrattenimento.
La 46ª edizione si presenta con una proposta ancora più articolata: 240 stand, un grande percorso dedicato ai prodotti tipici dell’Etna, una significativa presenza dell’artigianato locale, l’area enogastronomica, uno spazio dedicato al gluten free e nuove proposte rivolte ai giovani e alla sostenibilità, con una particolare attenzione al mondo green.
Un grande percorso che mette al centro le produzioni del territorio e trasforma il centro di Zafferana Etnea in una vera e propria vetrina delle eccellenze agricole, agroalimentari e artigianali dell’Etna.
Inserita dal 2019 dalla Regione Siciliana tra i più grandi eventi dell’Isola, l’Ottobrata rappresenta inoltre un importante appuntamento per la promozione del territorio e per la valorizzazione del tessuto economico locale, con ricadute che coinvolgono commercio, artigianato, ristorazione, ricettività, imprese e occupazione.
Quest’anno l’evento assume un significato ancora più speciale perché si inserisce nelle celebrazioni per i 200 anni di autonomia amministrativa di Zafferana Etnea. L’Ottobrata, parte integrante della storia della città, continua così a rappresentare uno dei principali strumenti di promozione dell’identità zafferanese e dell’immagine della cittadina etnea in Italia e all’estero.
Salvatore Russo – Sindaco di Zafferana Etnea: «Non è solo una rassegna enogastronomica, è il battito cardiaco della nostra comunità. Il fatto che l’inaugurazione di quest’anno si inserisca nelle celebrazioni per i 200 anni di autonomia amministrativa del nostro Comune non è una semplice coincidenza, ma il simbolo di chi siamo. L’Ottobrata è parte integrante della nostra storia e continua a essere uno dei nostri più importanti ambasciatori. In questi anni è cresciuta, si è trasformata, ha saputo rinnovarsi, ma non ha mai perso il legame con le nostre radici, con i nostri produttori e con la nostra comunità. Oggi siamo orgogliosi di aprire una nuova edizione che guarda al futuro e che vuole raccontare Zafferana attraverso i suoi sapori, le sue tradizioni, le sue imprese e la sua capacità di accogliere».
Luca Sammartino Assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea: «Agricoltura, identità, tradizione e turismo si incontrano». L’Assessore regionale all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea Luca Sammartino ha voluto fortemente sostenere la storica manifestazione zafferanese, riconoscendone il valore come strumento di promozione delle produzioni agricole e agroalimentari dell’Etna e di valorizzazione del territorio.
«L’Ottobrata Zafferanese è una manifestazione che negli anni ha saputo trasformare le eccellenze agricole e agroalimentari dell’Etna in una straordinaria occasione di promozione del territorio. Per questo abbiamo voluto sostenere con convinzione il Comune di Zafferana Etnea e una manifestazione che rappresenta una vetrina importante per i nostri produttori, per le imprese e per l’intero sistema turistico siciliano. Qui agricoltura, identità, tradizione e turismo si incontrano e diventano un’unica esperienza di valorizzazione del territorio. È esattamente la direzione nella quale stiamo lavorando come Assessorato: sostenere le imprese, rafforzare la presenza dei nostri prodotti sui mercati e fare in modo che la qualità delle produzioni siciliane sia sempre più conosciuta e riconoscibile. Un’attenzione particolare la stiamo dedicando anche al comparto apistico e alla valorizzazione del miele, una delle eccellenze identitarie di Zafferana e dell’Etna. Il Governo regionale ha sostenuto concretamente gli apicoltori siciliani e continuerà a farlo, perché dietro ogni prodotto ci sono lavoro, competenze, imprese e comunità che meritano di essere accompagnate nella crescita.
Siamo quindi particolarmente lieti – conclude Sammartino – di ritrovare oggi un’Ottobrata Zafferanese in ottima salute, capace di rinnovarsi e, allo stesso tempo, di custodire la propria storia. È questo il valore delle manifestazioni che sanno parlare al territorio e, attraverso il territorio, alla Sicilia intera: mettere in luce ciò che produciamo, chi lo produce e la straordinaria ricchezza di una terra che ha ancora molto da raccontare e da far conoscere».
Salvatore Coco Vicesindaco Zafferana Etnea e Assessore al Turismo e allo Spettacolo: «Abbiamo scelto di guardare al futuro senza mai tradire le nostre radici. Volgere lo sguardo verso il mondo green e i giovani, realizzando anche un’area gluten free di queste dimensioni, significa dimostrare che la nostra tradizione sa evolversi, innovarsi e includere. L’Ottobrata è anche un importante motore economico per Zafferana: i visitatori vivono il territorio, scoprono le nostre produzioni, frequentano le attività commerciali, la ristorazione e le strutture ricettive. I profumi e i sapori dei nostri prodotti si confermano una parte fondamentale dell’esperienza dell’Ottobrata. Il mio invito è quindi a vivere tutte e quattro le domeniche di festa: Zafferana Etnea vi aspetta per celebrare insieme la nostra identità, il nostro gusto e la nostra storia».
Sergio Alampo Assessore all’Agricoltura Comune di Zafferana Etnea: «Ogni domenica raccontiamo un’eccellenza agricola dell’Etna. L’Ottobrata ha il grande merito di trasformare le nostre produzioni agricole in un racconto che arriva direttamente al pubblico. Ogni domenica mettiamo al centro un prodotto simbolo del territorio: l’uva, il miele, le mele dell’Etna, i funghi e le castagne. Sono produzioni che rappresentano una parte importante dell’identità agricola di Zafferana e che meritano di essere conosciute, valorizzate e sostenute. L’Ottobrata offre ai nostri produttori una straordinaria occasione per incontrare il pubblico, raccontare il proprio lavoro e far conoscere la qualità delle produzioni locali. È anche attraverso manifestazioni come questa che possiamo rafforzare il rapporto tra agricoltura, territorio, cultura e turismo».
Francesco Leonardi Assessore alle Attività Produttive Comune di Zafferana Etnea: «L’Ottobrata non si esaurisce nei giorni della manifestazione: il suo valore ricade sull’intero tessuto economico di Zafferana Etnea. Il coinvolgimento riguarda il commercio, l’artigianato, la ristorazione, la ricettività, le imprese locali e tutti i servizi collegati all’accoglienza dei visitatori. Un evento di queste dimensioni genera lavoro, movimento economico e opportunità per tante realtà del territorio. È una grande vetrina per le nostre attività e, allo stesso tempo, un’occasione per far conoscere Zafferana a chi arriva da tutta la Sicilia e da altre regioni. La sfida è fare in modo che l’energia dell’Ottobrata possa tradursi in una ricaduta positiva e duratura per l’intera comunità».
Gaetano Pappalardo Presidente del Comitato Organizzatore Ottobrata: «Dietro le quattro domeniche dell’Ottobrata c’è una macchina organizzativa complessa, che coinvolge istituzioni, operatori, imprese, associazioni, volontari e numerose professionalità. Quest’anno abbiamo oltre 240 stand, un circuito che attraversa il centro cittadino, cinque aree di parcheggio, un sistema di bus navetta, un’area camper e un programma articolato di attività culturali, gastronomiche e di intrattenimento. L’obiettivo è quello di garantire ai visitatori non soltanto una grande esperienza, ma anche un’accoglienza organizzata, funzionale e sicura. L’Ottobrata è cresciuta moltissimo dagli anni Ottanta, quando era una piccola mostra-mercato. Oggi è diventata un appuntamento di riferimento dell’autunno siciliano e questo risultato è il frutto del lavoro di una squadra che opera per mesi affinché ogni dettaglio sia pronto per le quattro domeniche».
Alla conferenza stampa erano presenti anche gli Assessori Ata Pappalardo, Ezio Pappalardo, la Presidente del Consiglio Arianna Santonocita, la Vicepresidente del Consiglio Rosaria Coco e molti membri del comitato organizzatore.
Quattro domeniche dedicate alle eccellenze dell’Etna
L’edizione 2026 propone quattro appuntamenti tematici, dalle 9.00 alle 23.00, dedicati alle principali produzioni del territorio:
4 ottobre – Sagra dell’Uva
11 ottobre – Sagra del Miele
18 ottobre – Sagra delle Mele dell’Etna
25 ottobre – Sagra dei Funghi e delle Castagne
Per tutte le domeniche sarà possibile partecipare a numerose attività:
- Avventura in quad sulla colata del 1992
- Visite guidate del centro storico e delle mostre del Palazzo di Città
- Spettacoli musicali e circensi
- Show-cooking di piatti tipici locali
- Planetario e parete d’arrampicata
La manifestazione si snoda da Piazza della Regione Siciliana, lungo il centro cittadino e via Roma, fino a raggiungere Piazza Umberto, cuore dell’area dedicata ai sapori e alla gastronomia.
Le domeniche del sorriso
Anche quest’anno l’Ottobrata propone quattro appuntamenti dedicati al sorriso, in Piazza Cardinale Pappalardo alle ore 17.30:
- 4 ottobre – Alessio Bernabei
- 11 ottobre – Max Cavallari
- 18 ottobre – Antonio Pandolfo
- 25 ottobre – Chiara Anicito
ATTUALITÀ
Catania, Fiera dei morti 2026: la scelta della location non convince
Come ogni anno fervono i preparativi per la celebre “Fiera dei morti”, uno degli eventi più attesi dai catanesi. E si ripresenta puntuale anche l’eterno dilemma, “dove farla?” considerando che individuare il luogo più idoneo, che abbia gli spazi necessari, la possibilità di parcheggiare, assicuri la sicurezza e non crei problemi alla viabilità sembra praticamente impossibile.
Solo poche settimane fa sembrava che il nodo si fosse finalmente sciolto, con l’annuncio che indicava come luogo di svolgimento della Fiera dei morti 2026 il parcheggio del PalaNesima, su proposta dell’assessore alle Attività Produttive Giuseppe Musumeci. Determinante nella scelta la vicinanza immediata con la stazione “Nesima” della Metropolitana“, in modo da offrire ai cittadini un’alternativa valida all’utilizzo dell’auto.
Questa decisione però ha sollevato negli ultimi giorni nuovi dubbi e perplessità, relativamente soprattutto alla gestione della sicurezza e della viabilità, già precaria in quella zona, creando dissidi in consiglio comunale e suscitando preoccupazione anche al primo cittadino di Misterbianco, Marco Corsaro, comune adiacente all’aerea dove dovrebbe svolgersi la fiera, che ha richiesto al Prefetto di Catania la convocazione di un tavolo di coordinamento.
Il Sindaco si è detto felice della realizzazione della celebre Fiera, ed è pronto a dare il proprio contributo, a patto che si rispettino gli equilibri e le esigenze del territorio.
Chiara Chines
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