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ATTUALITÀ

Taormina, iniziati i lavori di restauro del Teatro antico

Taormina – Sono cominciati in questi giorni, nel Teatro antico di Taormina, i lavori di restauro della gradinata, l’emiciclo che abbraccia con un solo sguardo la scena, il mare e l’Etna e che nel 1787 fece dire a Goethe che “mai, forse, il pubblico di un teatro ha avuto innanzi a sé uno spettacolo simile”.

Si tratta del primo di una serie di interventi programmati dal Parco Archeologico Naxos Taormina, diretto dall’archeologa Gabriella Tigano e che interesseranno, in vari periodi di bassa stagione, più parti del grande complesso monumentale senza compromettere la fruizione da parte dei visitatori. La ditta di restauri procede infatti per piccoli lotti, perimetrando il cantiere di lavoro e dunque non intralciando le consuete attività di visitatori e guide turistiche. Entro maggio saranno ultimati gli interventi sulle gradinate per dar corso al montaggio degli allestimenti per la stagione degli spettacoli. Dopo l’estate si procederà con la versura (l’aula di ingresso al teatro) e la terrazza ovest. I lavori ammontano a 140.000 euro e sono svolti da una ditta specializzata nel restauro e conservazione di opere d’arte e monumenti.

“Sono interventi assolutamente improcrastinabili per garantire la conservazione del monumento – spiega la direttrice Tigano – e sono i primi a sessant’anni di distanza dallo storico restauro del grande archeologo Luigi Bernabò Brea, che consentì l’avvio della doppia fruizione del Teatro Antico, sia come sito archeologico che come contenitore di eventi in uno scenario unico al mondo. Ma non solo: ci consentiranno di mettere in sicurezza e ripristinare le sedute della cavea, reduci dai sessant’anni più intensi e faticosi nella millenaria storia del monumento. Anni che coincidono con l’inizio del turismo di massa e con l’avvio delle stagioni di spettacoli ed eventi estivi”.

“La manutenzione e la buona tenuta del patrimonio monumentale regionale – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samoná – è un obiettivo che stiamo cercando di portare avanti con grande impegno, nella consapevolezza che è il presupposto indispensabile per programmare una compiuta valorizzazione della nostra Isola”.

Più complesso e impegnativo l’intervento di restauro che dovrà interessare la scena (scenae frons). Fondamentale la mappatura digitale realizzata con drone e laser scanner nello scorso mese di dicembre: rappresenta il primo passaggio propedeutico che, dopo l’elaborazione dei dati, consegnerà alla direzione del Parco una radiografia completa dei resti monumentali, ma soprattutto un report aggiornato dello stato di degrado con precisione millimetrica.

“Il successivo progetto di restauro dello scenae frons – conclude la Tigano – sarà elaborato con formula interdisciplinare, e sarà oggetto di approfondimenti da parte di un’equipe di professionisti (archeologi, restauratori, architetti, ingegneri) nel quale si farà tesoro anche degli studi preliminari svolti all’inizio del nuovo millennio dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro, che per primo monitorò lo stress e i danni causati al monumento dalle vibrazioni sonore degli spettacoli. Un impegno che è e sarà tra gli obiettivi del Parco nei prossimi anni per garantire il miglior equilibrio tra conservazione e salvaguardia del monumento, e un suo uso “moderno” e sostenibile”.

“(…) che la cavea fosse divisa in nove cunei lo dimostravano con evidenza i dieci varchi aprentisi nel muro dell’emiciclo superiore, corrispondenti ad altrettante scalette interposte fra i singoli cunei o marginali rispetto ad essi. D’altra parte un notevole numero di blocchi che avevano costituito le gradinate, riconoscibilissimi per il loro taglio particolare, ingombravano il piano dell’orchestra. Si vedeva chiaramente, attraverso vecchie fotografie, che essi erano stati più volte spostati: dapprima ammucchiati contro la scena per liberare il più possibile l’orchestra, infine disposti in semicerchi concentrici per costituire un misero surrogato di cavea, affinchè il pubblico potesse sedersi su di essi. Non era certo questa la situazione ideale. Essi davano al monumento un aspetto di grande disordine (…)”

Luigi Bernabò Brea (da “Quaderni di Archeologia”, Università di Messina, 2000”)

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Caro carburante: proroga del taglio delle accise, in attesa di nuove misure

Non è ancora giunta una soluzione decisiva al caro carburante, gli interventi mirati promessi dal governo dovranno ancora attendere. Intanto si continua a tamponare con un’ulteriore proroga del taglio sulle accise, anche se la misura si dimostra ancora una volta insufficiente.

Il Consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio ha prorogato di altri sette giorni il taglio delle accise, pari a 17 centesimi al litro, che resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre.

Il governo Meloni continua a rinviare i cosiddetti “sostegni selettivi”, che dovrebbero arrivare la prossima settimana, come dichiarato dalla premier in un videomessaggio.

Intanto i prezzi continuano a salire all’impazzata: con il gasolio aumentato di 50 cent a litro nell’arco di 24 ore e la benzina di 55 cent. Una situazione insostenibile che attende, oramai da mesi, una risposta efficace dall’esecutivo.

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Meteo in Sicilia: cambiamenti in vista nel fine settimana

L’autunno comincia a farsi strada in Sicilia, a piccoli passi e partendo da occidente.

Le temperature cominciano a scendere e, soprattutto nel trapanese, arrivano le prime precipitazioni. Piogge sparse alternate a sprazzi di sereno, ma niente di preoccupante, l’estate non è ancora da archiviare, con le temperature che si attestano intorno ai 30 gradi.

Il caldo arretra a ovest, ma resiste nella Sicilia sud-orientale, dove, a partire da domani, potranno verificarsi dei cambiamenti più concreti, precipitazioni da isolate a sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto sui settori tirrenici, con temperature in ulteriore diminuzione.

Ma già domenica 13 settembre la situazione tenderà a migliorare, partendo proprio dalla Sicilia occidentale che sarà prevalentemente soleggiata, con temperature più in linea con le medie del periodo. Qualche rovescio potrà ancora interessare i settori orientali ma sarà soltanto una breve parentesi.

Resta comunque alta l’attenzione sul fronte degli incendi. Per Palermo viene indicato dalla Protezione Civile un livello arancione di preallerta e pericolosità media.

La diminuzione delle temperature, infatti, rappresenta una tregua importante, ma il rischio non scompare con qualche rovescio.

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Aci Bonaccorsi, riapre al culto la Chiesa di Santa Lucia e San Gaetano

Una giornata di festa e di grande partecipazione ad Aci Bonaccorsi, dove la comunità è tornata a varcare le porte della chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire e San Gaetano, riaperta al culto dopo gli interventi resi necessari dai danni provocati dal terremoto di Santo Stefano del 2018.

La celebrazione si è svolta martedì 8 settembre ed è stata presieduta dal vescovo di Acireale, monsignor Antonino Raspanti, accolto dall’arciprete parroco di Aci Bonaccorsi, don Giovanni Cavallaro, insieme ai numerosi fedeli presenti.

Per il recupero dell’edificio religioso sono stati programmati lavori di ripristino e di miglioramento sismico, finanziati con circa 300 mila euro nell’ambito delle risorse destinate alla ricostruzione post-sisma. Gli interventi, avviati lo scorso marzo, sono stati seguiti dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Acireale, in collaborazione con le istituzioni competenti.

Ma la riapertura della chiesa ha assunto per Aci Bonaccorsi un significato che va oltre la conclusione dei lavori. Alla comunità viene infatti restituito un luogo simbolo, punto di riferimento per la vita religiosa e spazio di incontro e preghiera.

Grande l’emozione dei fedeli, già nei momenti che hanno preceduto l’ingresso in chiesa e poi durante la celebrazione eucaristica. Un ritorno atteso da anni, che chiude una lunga parentesi iniziata con il sisma del 2018 e segna un nuovo inizio per l’intera comunità parrocchiale di Aci Bonaccorsi.

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