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SANITÀ

Sicilia, Servizi socio-assistenziali: nominati i primi due esperti del Comitato consultivo

Il governo Schifani ricostituisce il Comitato consultivo per i servizi socio-assistenziali. Nel corso dell’ultima seduta, infatti, la giunta ha approvato la nomina dei primi due componenti, su proposta dell’assessore alla Famiglia e alle politiche sociali Nuccia Albano. Si tratta di Giuseppe Vecchio, garante regionale per l’Infanzia e l’adolescenza, e di Carmela Tata, garante per la Sicilia della persona con disabilità. I due professionisti sono stati scelti in qualità di esperti nella formazione degli operatori sociali.

«Attraverso la ricostituzione del Comitato, ormai scaduto da tempo, vogliamo regolamentare le nuove tipologie di strutture socio-assistenziali e aggiornare i relativi servizi – dichiara l’assessore Nuccia Albano –. Abbiamo deciso di indicare il dottore Giuseppe Vecchio e la dottoressa Carmela Tata per il ruolo esercitato e per la loro professionalità. Nei prossimi giorni, come da competenza assessoriale, provvederò alla nomina di due esperti in materia di servizi socio-assistenziali. Fanno parte del Comitato anche quattro rappresentanti delle associazioni dei Comuni, operanti in Sicilia, scelti tra gli amministratori in carica, e due esperti designati dall’Unione nazionale enti di beneficenza e assistenza».

Il Comitato consultivo regionale è presieduto dall’assessore alla Famiglia e alle politiche sociali e dura in carica cinque anni. L’organismo si occupa di elaborare lo schema del piano triennale dei servizi socio-assistenziali e di predisporre gli schemi di convenzione, gli standard dei servizi e i piani di formazione e aggiornamento del personale. Inoltre, esprime pareri su progetti di ristrutturazione e di riqualificazione dei servizi presentati dai Comuni o da altri enti che operano in convenzione, interviene sul concorso degli utenti al costo dei servizi e su ogni altro tema ritenuto rilevante dall’assessore nel settore dei servizi socio-assistenziali.

SANITÀ

Sanità: convenzione tra Regione e Invitalia per la gestione delle gare per quattro ospedali a Palermo

Collaborazione tra Regione Siciliana e Invitalia per la realizzazione di tre nuovi ospedali a Palermo – il polo di eccellenza pediatrico, il nuovo Policlinico e l’ospedale Palermo Nord-Polo oncoematologico – e la ristrutturazione del padiglione A dell’ospedale “Cervello”, sempre nel capoluogo. Opere per un valore di 747,7 milioni di euro che rientrano nell’accordo tra Stato e Regione Siciliana sulla spesa dei fondi ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria.

«Prosegue il nostro impegno concreto per riqualificare, innovare e adeguare, dal punto di vista impiantistico e strutturale, gli edifici sanitari dell’Isola – dice il presidente della Regione Renato Schifani -. Il nostro obiettivo, grazie anche ai fondi statali destinati alla Sicilia, tra fondi ex articolo 20 per l’edilizia sanitaria e Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è quello di costruire nei prossimi anni un sistema sanitario che possa rispondere in tempi ragionevoli a tutti i bisogni di cura e assistenza dei cittadini. L’accordo siglato oggi garantisce l’ottimizzazione delle risorse pubbliche, la massima efficienza operativa e gestionale e una rapida cantierabilità degli interventi».

La convenzione, siglata oggi a Palazzo d’Orléans e che scadrà nel dicembre del 2026, prevede che Invitalia supporti la Regione nella realizzazione dei quattro interventi, svolgendo attività di Centrale di committenza e di supporto tecnico-operativo.

«Quella di Invitalia con la Regione Siciliana – dice l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella – è una collaborazione importante che prosegue da tempo e che interessa diversi ambiti strategici per lo sviluppo. La nostra Agenzia, con le sue molteplici attività, è uno dei principali attori impegnati nell’attuazione delle politiche pubbliche ed è la Centrale di committenza più qualificata del Paese. Supporteremo l’amministrazione regionale curando la predisposizione e la gestione delle procedure di gara e le attività per accelerare la realizzazione di questi investimenti. Uno degli interventi è di particolare rilevanza perché riguarda la realizzazione del nuovo ospedale pediatrico di Palermo».

Nel dettaglio, 120 milioni di euro saranno destinati alla costruzione del nuovo Polo di eccellenza pediatrico, che farà capo all’azienda ospedaliera Arnas “Civico-Di Cristina”; 348 milioni serviranno per la realizzazione del nuovo Policlinico, per offrire all’utenza elevati livelli prestazionali in ambienti idonei e accoglienti ma anche sicuri per gli operatori impiegati; 240 milioni saranno destinati alla costruzione del nuovo Polo oncoematologico degli Ospedali riuniti “Villa Sofia-Cervello”, che avrà l’obiettivo di costruire percorsi assistenziali di prevenzione, diagnosi, cura e follow-up, fornendo ad ogni paziente le cure sperimentali più avanzate; infine, 39,7 milioni serviranno per i lavori di adeguamento e messa a norma del polo chirurgico e delle emergenze dell’ospedale “Cervello” (Padiglione A).

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SANITÀ

Catania, ospedale “Garibaldi Centro”: impiantato un dispositivo per gravi scompensi cardiaci

Un innovativo dispositivo per la gestione dello scompenso cardiaco, in grado di ridurre il numero di recidive di acuzie e di repentini peggioramenti riducendo di fatto inutili accessi al pronto soccorso o condizioni di ricovero, è stato impiantato nella sala ibrida dell’ospedale Garibaldi-Centro di Catania.

Il delicato e innovativo intervento, seppur ampiamente utilizzato negli Stati Uniti, in Germania e in Spagna, non è ancora di larga diffusione in Italia, essendo stato adottato solo da pochissimi centri.

Il dispositivo, grazie alle dimensioni contenute, viene impiantato con una procedura mininvasiva, veloce e condotta in anestesia locale mediante puntura della vena femorale che permette di raggiungere attraverso guide e cateteri l’arteria polmonare dove il device viene rilasciato in un piccolo ramo terminale, precedentemente individuato, e si aggancia stabilmente con funzione di micro-rilevatore della pressione polmonare.

Il sistema, di notevole utilità nei pazienti con grave scompenso cardiaco o in attesa di trapianto cardiaco con un monitoraggio continuo, attualmente viene preso in considerazione come la migliore strategia per la gestione dello scompenso cardiaco.

L’equipe medica, che eseguito intervento di posizionamento del CardioMems, dotato di sistema wireless, è costituita da: Giuseppe Calvagna, cardiologo interventista e da Giorgio Giulietti e Marco Pizzarelli, medici radiologi interventisti con l’assistenza dell’anestesista Angelo Salice.

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SANITÀ

Salute: andare a lavoro in bici o a piedi riduce il rischio di morte, i ricoveri e i farmaci da assumere

I pendolari che vanno al lavoro in bicicletta o a piedi hanno un rischio inferiore sia di malattie mentali sia fisiche, a rivelarlo è uno studio a lungo termine condotto da Bruce Whyte, del Glasgow Centre for Population Health. I benefici più evidenti sono stati riscontrati tra i ciclisti, per i quali il rischio di morte per qualsiasi causa era inferiore del 47%, quindi quasi dimezzato.

I ricercatori hanno utilizzato dati rappresentativi a livello nazionale concentrandosi su persone di 16-74 anni. L’analisi finale si è basata su 82.297 persone, cui è stato chiesto il mezzo di trasporto utilizzato. Il viaggio attivo è stato definito come camminare o andare in bicicletta. Tutti gli altri metodi di pendolarismo sono stati definiti come ‘inattivi’. Le risposte sono state collegate a ricoveri ospedalieri nazionali per tutte le cause, malattie cardiovascolari, cancro e incidenti stradali; decessi per tutte queste cause; e prescrizioni per problemi di salute mentale (sedativi, farmaci per l’ansia e antidepressivi) dal 2001 al 2018 inclusi.

Rispetto ai pendolari inattivi, coloro che camminavano per andare al lavoro o presso luoghi di studio avevano rischi più bassi di morte e malattie mentali e fisiche. In particolare, andare in bicicletta per il tragitto casa-lavoro o studio porta a un rischio inferiore del 47% di morte, a un rischio inferiore del 10% di ricovero ospedaliero per qualsiasi causa e a un rischio inferiore del 24% di ricovero ospedaliero per malattie cardiovascolari. Anche il rischio di ricevere una prescrizione di farmaci per malattie cardiovascolari si riduce del 30%, e del 51% il rischio di morire di cancro, del 24% il rischio di ricovero per il cancro, del 20% il rischio di ricevere farmaci per problemi di salute mentale. Tuttavia, i pendolari ciclisti avevano il doppio delle probabilità rispetto ai pendolari inattivi di essere ricoverati in ospedale a seguito di un incidente stradale. Il pendolarismo a piedi si associa ad un rischio inferiore dell’11% di ricovero ospedaliero per qualsiasi causa e a un rischio inferiore del 10% di ricovero ospedaliero per malattie cardiovascolari. È stato anche associato, rispettivamente, a rischi inferiori del 10% e del 7% di ricevere prescrizioni di farmaci per malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale. 

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