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ECONOMIA

Regione Siciliana, ex Pip, Schifani: Prosegue impegno del governo per un lavoro più stabile

“Esprimo grande soddisfazione e plauso per l’iniziativa della Sas, che prosegue con determinazione il percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari del bacino di ‘Emergenza Palermo’. L’assunzione a tempo indeterminato di ulteriori 600 persone entro la fine dell’anno rappresenta un traguardo importante, che conferma l’impegno del governo regionale nel promuovere politiche concrete a favore dell’occupazione e della dignità del lavoro”.

Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando l’avvio del nuovo iter di stabilizzazione da parte della Sas, società partecipata della Regione. 

“Questo risultato – prosegue – è il frutto di una visione condivisa e di una strategia che mette al centro la tutela dei lavoratori e la valorizzazione delle risorse umane siciliane. Il processo avviato, che ha già portato alla stabilizzazione di 900 lavoratori nei mesi scorsi, è motivo di orgoglio per tutti noi e testimonia la volontà di offrire soluzioni definitive a situazioni di precarietà protratte per troppo tempo. Continueremo a lavorare per costruire una Sicilia in cui il lavoro stabile e dignitoso sia un diritto garantito per tutti”.

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ECONOMIA

Taglio accise verso la proroga: in attesa di interventi mirati

Il taglio delle accise ha ormai le ore contate, ma in vista del controesodo di settembre, si va verso la proroga. A riguardo, ne hanno discusso all’interno di una riunione di maggioranza la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme a Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, dedicata proprio alla spinosa questione del caro carburante.

In giornata è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che dovrebbe prorogare per alcuni giorni le misure già in vigore, così da consentire al Governo di lavorare a un intervento più mirato e si spera definitivo.

L’obbiettivo intanto sarebbe quello di estendere il taglio di 17 cent sulle accise per circa dieci giorni, coprendo così il primo weekend di settembre, segnato dall’ultimo grande flusso di rientro dalle ferie, per non gravare ulteriormente sulle tasche delle famiglie italiane. La proroga, tuttavia, avrà carattere transitorio e si discute già di soluzioni a lungo termine, abbandonando la linea degli sconti generalizzati (costati finora oltre 2,6 miliardi di euro) cercando piuttosto di supportare le fasce di reddito e le categorie che hanno più bisogno.

Dubbi, critiche e scetticismo non mancano, sopratutto dalle opposizioni e dalle associazioni dei consumatori, con il Codacons che segnala prezzi record: sull’autostrada A22 il diesel servito ha superato i 3,15 euro al litro.

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ATTUALITÀ

Caro carburanti: taglio delle accise in scadenza, che succederà?

L’imminente scadenza del taglio sulle accise accende ancora una volta il dibattito sul caro carburante: i prezzi del gasolio e della benzina sono alle stelle e il destino degli automobilisti resta incerto.

Il governo ha avanzato l’ipotesi di sconti mirati, rivolti a singoli settori o categorie. Ma le tempistiche per l’eventuale realizzazione della cosiddetta accisa mobile non sono brevi e potrebbero richiedere almeno una decina di giorni.

Aperta anche a livello europeo la discussione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, con la proposta di introdurre una tassa su base comunitaria sui maggiori guadagni realizzati dalle società del settore petrolifero.

Ma è ancora tutto da vedere: al momento lo sconto sulle accise, che è costato al governo quasi due miliardi e mezzo di euro, sta solo tamponando una situazione che resta grave: in assenza di nuovi interventi, il prezzo del diesel aumenterebbe da giovedì 27 agosto di 17 centesimi al litro, il che significherebbe 8 euro e mezzo in più per un pieno di carburante.

Ad oggi, il prezzo del gasolio in autostrada ha comunque raggiunto un nuovo record, con un prezzo medio pari a 2,204 euro al litro.

Chiara Chines

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ECONOMIA

Straccia Bollo, torna l’agevolazione in Sicilia: i dettagli e le scadenze

Torna in Sicilia lo “Straccia Bollo”, la misura che permette ai contribuenti di regolarizzare le posizioni relative al bollo auto e ad altre entrate regionali senza pagare sanzioni e interessi.  L’agevolazione riguarda i mancati o parziali pagamenti maturati entro il 31 dicembre 2025. Chi aderirà potrà mettersi in regola effettuando i versamenti e completando gli adempimenti necessari entro il 31 ottobre 2026.

La norma è stata pubblicata il 14 agosto scorso sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana e recepisce la possibilità, prevista dalla legge di bilancio nazionale, per le Regioni di introdurre forme autonome di definizione agevolata delle proprie entrate.

La misura, però, non è ancora operativa. Per presentare le istanze bisognerà attendere il decreto attuativo dell’assessorato regionale dell’Economia, attualmente in fase di predisposizione. Saranno proprio le disposizioni del provvedimento a stabilire procedure e modalità per accedere all’agevolazione.

Lo “Straccia Bollo” non riguarderà soltanto il bollo auto, ma anche le tasse sulle concessioni governative e altre entrate patrimoniali della Regione. Il presidente Renato Schifani parla di un “fisco amico dei cittadini” e sottolinea come la misura sia stata riproposta dopo il buon esito dell’iniziativa precedente.

L’obiettivo è duplice: consentire a famiglie e imprese di regolarizzare la propria posizione senza il peso di sanzioni e interessi e, allo stesso tempo, aumentare la capacità di riscossione della Regione. Per le modalità operative, dunque, bisognerà attendere ancora alcune settimane.

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