CRONACA
Catania, aggrediscono un connazionale per i proventi di una partita di droga: due tunisini in manette
Nei giorni scorsi due uomini di nazionalità tunisina, entrambi di 39 anni, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato a seguito di una brutale aggressione nei confronti di un loro connazionale di 20 anni, colpevole di non aver consegnato una somma di denaro come corrispettivo per una partita di droga vendutagli.
Dopo averlo minacciato verbalmente, i due l’avrebbero picchiato, procurandogli una ferita alla testa dalla quale il giovane ha perso molto sangue. La furiosa lite è stata sedata grazie all’intervento tempestivo dei poliziotti della squadra volanti della Questura di Catania, impegnati, proprio in quei momenti, in via Pistone, nel corso di una consueta attività di controllo del territorio.
Gli agenti hanno visto i tre strattonarsi e urlare tra loro, notando proprio il 20enne con una ferita alla testa, mentre gli altri due presentavano lividi su diverse parti del corpo. Per tale motivo si è reso necessario l’intervento di un’ambulanza per prestare le prime cure.
Il 20enne ha raccontato ai poliziotti che i suoi connazionali l’avrebbero aggredito con un tondino in ferro alla testa e con una pietra per essersi rifiutato di consegnare del denaro per una partita di droga. Durante la colluttazione, i due avrebbero rubato anche il suo cellulare.
Sottoposti a controllo, uno dei due aggressori è stato trovato in possesso di un coltello dalla lama di circa 10 centimetri, che nascondeva in tasca.
Al termine dell’attività, gli agenti della squadra volanti hanno arrestato i due soggetti per rapina in concorso e hanno denunciato uno dei due per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
Sentito il PM di turno, entrambi sono stati condotti in carcere in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice.
CRONACA
Maltempo in Sicilia, temporale e allagamenti a Palermo
Dopo settimane segnate da caldo intenso e temperature elevate, il maltempo torna sulla Sicilia. Questa mattina un forte temporale ha interessato Palermo, con pioggia battente e raffiche di vento. In alcune zone della città sono stati segnalati anche cali di tensione e brevi interruzioni dell’energia elettrica.
Le condizioni erano state anticipate dalla Protezione civile regionale, che per oggi, 12 settembre, ha diramato un’allerta gialla per rischio idrogeologico e idraulico legato ai temporali. L’avviso riguarda Palermo, Catania, Messina, Trapani e Agrigento, mentre nelle altre province sono previsti fenomeni meno intensi.
A Palermo, però, con le prime piogge sono tornate anche le polemiche per gli allagamenti registrati in diverse aree della città.
A intervenire è Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale, che punta il dito contro la carenza di prevenzione e manutenzione.
«Bastano dieci minuti di pioggia per mettere in ginocchio la città», afferma Amella, che cita le criticità segnalate dallo Zen a Mondello.
Secondo l’esponente pentastellata, gli interventi dovrebbero essere programmati prima delle emergenze, con una manutenzione costante dei tombini e delle infrastrutture.
Un appello rivolto anche al sindaco Roberto Lagalla: «La prevenzione non è propaganda e non è un optional. È un dovere di chi amministra».
CRONACA
Catania, giornalista aggredita a San Berillo in pieno giorno
Momenti di paura ieri mattina nel centro di Catania, dove una giornalista è stata vittima di un’aggressione improvvisa mentre si trovava all’interno della propria auto.
L’episodio è avvenuto intorno alle 12.30 in via Luigi Rizzo, a pochi passi da Corso Sicilia. La donna era ferma in sosta, in attesa del figlio, quando un giovane, indicato come di nazionalità straniera, si sarebbe avvicinato alla vettura iniziando a colpirla con calci e pugni.
«Senza motivo, né un perché, si è avvicinato aggredendo la mia auto», ha raccontato la giornalista, rimasta chiusa nell’abitacolo per la paura.
A interrompere l’azione è stato l’arrivo del figlio della donna. Il ragazzo, accortosi di quanto stava accadendo, ha tentato di inseguire l’uomo, che si è dato alla fuga. La madre lo ha però subito fermato, temendo che la situazione potesse degenerare.
Prima che l’aggressore si allontanasse, la giornalista è riuscita a fotografarlo. L’immagine potrebbe adesso essere utile alle forze dell’ordine per identificarlo.
Resta lo sfogo della donna sul tema della sicurezza in città: «Pago le tasse e non ho sicurezza in pieno giorno». E ancora: «Catania ha bisogno di più controlli. Mi sono spaventata». Un altro episodio che si registra a San Berillo dove da anni i cittadini segnalano episodi di insicurezza e degrado.
CRONACA
Addio a Emma Bonino, è stata consigliera anche a Catania. Il ricordo di Bianco e Micciché
Diritti civili, battaglie e soprattutto tanta politica. Emma Bonino è scomparsa questa mattina all’età di 78 anni a Roma dopo una lunga malattia. Una vita dedita alla cosa pubblica e una figura di riferimento per il radicalismo liberale, insieme a volti storici del Partito Radicale come Marco Pannella.
Nella Seconda Repubblica ha ricoperto incarichi prestigiosi come il ruolo di Commissaria europea per la politica dei consumatori, la pesca e gli aiuti umanitari, Ministro per le politiche europee e del commercio internazionale con il governo Prodi e degli Affari Esteri con il governo Letta.
Inoltre, ha contribuito a fondare +Europa, partito con i valori del liberalismo ed europeismo. Una figura che ha portato al centro della vita politica conquiste importanti come l’aborto e il divorzio.
Emma Bonino nell’arco della sua carriera politica ha anche un legame con la Sicilia e con Catania, in quanto eletta in Consiglio Comunale nel 1987 nelle fila dei Radicali.
Lo ricorda commosso Enzo Bianco “donna straordinaria, un’amica carissima, una protagonista della vita politica italiana ed europea alla quale il nostro Paese deve molto. La mia mente torna inevitabilmente agli anni di Catania, a quel Consiglio comunale, preludio della mia prima sindacatura, nel quale ci trovammo insieme, giovani e animati dalla passione per la politica e per le libertà”.
Anche Gianfranco Micciché ricorda Bonino “Abbiamo avuto appartenenze politiche diverse, ma ho condiviso con lei molte battaglie, soprattutto quelle sui diritti e sulle libertà individuali. Temi sui quali ho sempre creduto che la politica dovesse avere il coraggio di andare oltre gli schieramenti e le appartenenze.”
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