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ATTUALITÀ

IACP Messina, sopralluoghi a Ficarra e Milazzo: manutenzioni, riqualificazione energetica e nuovi progetti PNRR

L’IACP Messina si prepara dunque a una fase di profonda trasformazione del proprio patrimonio immobiliare.

Nei giorni scorsi il presidente dell’IACP Messina, On. Beppe Picciolo, e il direttore generale Maria Grazia Giacobbe si sono recati nel Comune di Ficarra per un incontro istituzionale con il sindaco Basilio Ridolfo.
Al centro del confronto, la situazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica situati nella frazione Matina, che negli anni hanno beneficiato esclusivamente di interventi di manutenzione ordinaria e che oggi versano in condizioni strutturali e manutentive giudicate critiche.

Durante il sopralluogo è stata valutata la necessità di avviare interventi straordinari di manutenzione straordinaria delle facciate, con l’obiettivo di ripristinare il decoro urbano e garantire maggiore sicurezza agli assegnatari.
Non solo manutenzione: tra le ipotesi operative si è discusso anche di un piano di riqualificazione energetica degli immobili, attraverso il ricorso ai fondi PNRR destinati alle ESCo (Energy Service Company) per l’efficientamento energetico delle case popolari (ERP), oppure tramite specifici finanziamenti regionali. L’obiettivo è duplice: ridurre i consumi energetici e migliorare il comfort abitativo delle famiglie residenti.
Il presidente Picciolo ha ribadito la volontà dell’Istituto di intervenire in modo strutturale sul patrimonio immobiliare del comune nebroideo, superando la logica degli interventi tampone e programmando azioni di medio-lungo periodo.
Successivamente, a Milazzo, il presidente Picciolo accompagnato anche dalla consigliera di amministrazione IACP Fabiana Bambaci ha preso parte a un incontro con il sindaco Pippo Midili, alla presenza dei consiglieri comunali Nino Italiano e Antonino Amato.
Nel corso della riunione è stata illustrata la proposta approvata dal Cda per la procedura di valutazione di Partenariato Pubblico Privato (PPP), ai sensi dell’articolo 193 del D.Lgs. n. 36/2023 e successive modifiche, per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) di proprietà dell’IACP Messina.

Il nuovo progetto riguarda infatti complessivamente:
74 alloggi siti nel Comune di Milazzo (ME);
82 alloggi siti nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).

L’intervento verrebbe realizzato attraverso il ricorso alla Misura PNRR REPowerEU – Missione 7, Investimento 17, che punta alla transizione energetica e alla riduzione dei consumi negli edifici pubblici.

L’attenzione dei vertici IACP e del Sindaco è stata riservata alla frazione Santa Marina di Milazzo, dove insistono due palazzine in condizioni di forte degrado strutturale. Tra le ipotesi in campo vi è la riallocazione temporanea degli attuali inquilini, al fine di consentire una valutazione tecnica approfondita che potrebbe condurre anche alla demolizione e ricostruzione degli edifici, secondo criteri più moderni, funzionali ed efficienti dal punto di vista energetico.
Non si esclude, inoltre, di valutare scelte che vadano verso il Social Housing favorendo così l’accesso alla casa da parte di giovani coppie e famiglie, ampliando l’offerta abitativa sociale con standard qualitativi più elevati.

L’IACP Messina si prepara dunque a una fase di profonda trasformazione del proprio patrimonio immobiliare, con una strategia che coniuga manutenzione, sostenibilità ambientale e innovativi modelli di partenariato pubblico-privato, nel solco delle opportunità offerte dal PNRR.

ATTUALITÀ

Caro gasolio: il CTS “governo sordo e cieco”. Confindustria dice no allo stop

Il caro gasolio continua a mietere vittime, rischiando di colpire soprattutto l’economia dell’isola.

E se da una parte cresce la preoccupazione, manifestata in particolare dai primi cittadini dell’agrigentino, per lo stop degli autotrasportatori, che rischia seriamente di causare danni per milioni di euro all’intera agricoltura siciliana, dall’altra il Comitato Trasporto Siciliano, pur comprendendo le loro ragioni, ci tiene a chiarire che la responsabilità di questa situazione non è degli autotrasportatori, bensì di un Governo centrale che dopo due richieste formali di convocazione, non si è ancora degnato di fornire risposta.

Il coordinatore del Comitato, Salvatore Bella, precisa le modalità della protesta: «Non faremo blocchi stradali e non organizzeremo presidi. Lasceremo le strade completamente libere, garantendo il diritto di circolare e di lavorare a chiunque decida di farlo».

Ma, come spiega lo stesso Bella, la scelta di incrociare le braccia è una drammatica necessità finanziaria.

Intanto Confindustria Catania comunica la propria decisione di non aderire al fermo dell’autotrasporto previsto dal 16 al 22 ottobre, una scelta dettata dalla volontà di preferire il confronto nelle sedi istituzionali, per tutelare maggiormente gli interessi del comparto e delle aziende rappresentate, con l’auspicio che le istanze del settore trovino al più presto riscontro, nell’interesse del sistema produttivo e della continuità dei servizi di trasporto.

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ATTUALITÀ

Consorzio Autostrade Siciliane limite a 60 kmh su A18 e A20 è pericoloso

A18 autostrada

Il Consorzio Autostrade Siciliane si è espresso sul limite di velocità di 60 chilometri orari sulla A18 e sulla A20 chiesto dal ministero dei Trasporti, dichiarandolo troppo pericoloso.

È quanto emerso dalla nota che il Cas ha inviato al ministero, sottolineando che servirebbero del tempo e ulteriori approfondimenti per individuare quali sarebbero le limitazioni più idonee per non creare danni o rischi agli automobilisti.

Le autostrade siciliane Messina Palermo e Messina Catania presentano indubbiamente delle criticità, come indicato a chiare lettere nell’ultima relazione dell’ispettore ministeriale Placido Migliorino, inviato nuovamente i primi di ottobre sull’isola per verificare le condizioni di sicurezza sulle autostrade: le A18 e A20, allo stato attuale, non possono ritenersi percorribili con adeguati standard di sicurezza».

Gli unici interventi già avviati per procedere all’adeguamento delle tratte sono su 12 gallerie, ma per il momento, nessun altro cantiere è stato avviato, e la sola programmazione non basta, ha ribadito Migliorino. Pertanto, l’unica resta ridurre la velocità a 60 chilometri orari per evitare la chiusura, in quanto, fatta eccezione per alcuni tratti, le A 18 e A 19 non rispondono affatto agli standard di legge, soprattutto in materia di installazione e impiego di barriere di sicurezza conformi, essendo presenti ancora quelli installate quando le autostrade furono realizzate.

Il Cas ha risposto elencando tutti gli interventi programmati e le risorse stanziate dalla Regione: 13,3 milioni di euro di fondi Poc, e affermando che per il momento non intende applicare il limite di 60 chilometri orari, ritenuto controproducente e potenzialmente pericoloso, perché specialmente in alcuni tratti, si creerebbero condizioni di sovrasaturazione, con code e rallentamenti improvvisi.

Un problema di grande rilievo in quanto le due autostrade rappresentano un collegamento fondamentale non solo per i pendolari, per gli approvvigionamenti e le attività commerciali, ma anche per gli interventi di soccorso, le emergenze e per assicurare i servizi essenziali alla popolazione, nonché per le attività portuali e aeroportuali ed il settore turistico.

In definitiva, la partecipata regionale intende completare con urgenza l’istruttoria tecnica prima dell’adozione di misure restrittive di carattere generalizzato, al fine di assicurare una reale riduzione del rischio senza creare ulteriori condizioni di pericolo.

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Protesta Uiltucs dei lavoratori del Policlinico di Catania: interviene la prefettura

La prefettura ha deciso di scendere in campo in difesa dei 475 lavoratori dei servizi di supporto e ausiliarato del policlinico di Catania, riuniti in un sit-in ieri mattina in piazza Università a Catania.

Durante la protesta, una delegazione del sindacato Uiltucs è stata ricevuta in prefettura ed ha ricevuto le prime rassicurazioni del caso. Una nota del sindacato, infatti, riferisce che “la prefettura di Catania ha assunto l’impegno di avviare un’interlocuzione con i vertici del Policlinico, coinvolgendo anche l’assessorato regionale della Salute, con l’obiettivo di favorire l’apertura di un tavolo tecnico nel quale affrontare le criticità e individuare possibili soluzioni a salvaguardia dell’occupazione”.

“È un primo passo importante, ma la vertenza non può considerarsi risolta” ha fatto sapere il sindacato, che rimane in attesa di interventi rapidi e concreti, affinché nessun lavoratore possa rimanere sospeso nell’incertezza e soprattutto non vi siano perdite occupazionali, riduzione delle ore o arretramento salariale.

Come ha spiegato uno dei lavoratori ai nostri microfoni, durante la protesta, la vertenza nasce a causa dall’assunzione diretta di 45 operatori sociosanitari da parte dell’azienda ospedaliera, che comporterebbe un rischio di tagli e riduzione delle ore di lavoro dei dipendenti OSS attualmente assunti da un’azienda privata, con inevitabili ripercussioni sulle condizioni economiche e familiari dei lavoratori.

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