POLITICA
Giardini, Forza Italia discute il futuro dei giovani e la fuga di cervelli
Giardini – Forza Italia guarda al futuro. Si è tenuto un incontro, appunto, all’hotel villa Daphne alla presenza dell’onorevole, Marco Falcone, del segretario provinciale di Forza Italia giovani Santi Coniglio e del vice segretario vicario di Forza Italia giovani Sicilia. È stato un incontro stimolante perché ha raccolto le testimonianze e le opinioni di persone provenienti da background differenti, ciò ha reso il dibattito più vivo e più personale. Il tema trattato è stato quello della cosiddetta “fuga di cervelli”, si è trattato nello specifico di quelle che possono essere le prospettive future per riportare i giovani talenti a scegliere la Sicilia per costruire il loro futuro, quelle che sono le difficoltà per ottenere questo risultato e come poter superarle. Il titolo dell’incontro è stato volutamente provocatorio: “Restare o partire? Il futuro dei giovani siciliani.”
“È una domanda semplice solo in apparenza – dice Adele Scibilia, tra i orotagonisti del confronto – In realtà racchiude una delle questioni più importanti che la nostra regione è chiamata ad affrontare: la capacità di trattenere, valorizzare e attrarre il proprio capitale umano. Parlare di giovani oggi significa parlare di sviluppo economico, di competitività, di innovazione, di qualità delle istituzioni e, soprattutto, di prospettive. Perché il futuro di un territorio non si misura soltanto attraverso gli indicatori economici, ma anche dalla possibilità che offre ai propri cittadini, e in particolare ai più giovani, di costruire un progetto di vita senza essere costretti a cercarlo altrove. Ogni anno migliaia di ragazze e ragazzi lasciano la Sicilia. Lo fanno per frequentare un’università, per iniziare un percorso lavorativo, per specializzarsi o semplicemente perché ritengono che qui sia sempre più difficile trasformare le proprie competenze in opportunità concrete. Naturalmente partire non è un errore. Vivere esperienze in altre città o in altri Paesi significa confrontarsi con realtà diverse, acquisire competenze, sviluppare nuove idee e crescere sia professionalmente che umanamente. La mobilità, soprattutto in un contesto europeo, rappresenta un valore e una risorsa. Il problema nasce quando partire non rappresenta più una possibilità, ma diventa una necessità. Quando un giovane non sceglie di lasciare la propria terra perché desidera farlo, ma perché ritiene di non avere alternative”.
ATTUALITÀ
Taormina – Bagarre in consiglio comunale
L’opposizione ha abbandonato la seduta del Consiglio comunale dopo avere chiesto alla maggioranza di ritirare e rinviare tre importanti proposte di deliberazione riguardanti la rimodulazione delle tariffe Asm, approvazione del nuovo Statuto dell’Azienda e Regolamento comunale per la celebrazione dei matrimoni. Alla seduta erano presenti i consiglieri comunali, Luca Manuli e Nunzio Corvaia per “Rinascimento Taormina” e Marcello Passalacqua, Andrea Carpita e Lucia Gaberscek per “Impegno civico per Taormina”. La richiesta nasceva dalla necessità di consentire un esame più approfondito dei provvedimenti e un confronto effettivo con i gruppi consiliari e con le categorie interessate. La maggioranza ha scelto di non accoglierla e di procedere comunque. A quel punto, lasciare l’Aula rappresentava l’unico strumento istituzionale concretamente utilizzabile dall’opposizione per impedire l’approvazione immediata delle delibere. Senza la presenza dei consiglieri di opposizione, infatti, la maggioranza non disponeva autonomamente del numero legale necessario per proseguire i lavori e la seduta avrebbe dovuto essere sospesa.
La decisione è stata quindi assunta nella consapevolezza che fosse compito e dovere dell’opposizione utilizzare ogni strumento consentito per tentare di bloccare provvedimenti così rilevanti, approvati senza il necessario approfondimento e senza un reale percorso di condivisione. “Avevamo chiesto il ritiro e il rinvio dei tre punti. Di fronte al rifiuto della maggioranza, restare in Aula avrebbe significato consentirle di utilizzare anche la presenza dell’opposizione per approvare provvedimenti che non condividevamo nel metodo
e nel merito. Fare venire meno il numero legale era l’unico strumento rimasto per tentare di fermare l’approvazione e riaprire il confronto” dichiarano i capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua. Sulla rimodulazione delle tariffe Asm sono emerse rilevanti carenze istruttorie ed economiche. La proposta introduce aumenti significativi per parcheggi e funivia, in alcuni casi particolarmente elevati, senza quantificare in modo completo gli effetti attesi sui ricavi dell’Azienda e senza una preventiva analisi delle ricadute sul turismo, sulla competitività della destinazione, sui lavoratori pendolari e sugli operatori economici. La manovra viene inoltre collegata a circa 11 milioni di euro di investimenti che non risulterebberi preventivamente sottoposti al Civico consesso attraverso gli ordinari strumenti di programmazione aziendale. “Il provvedimento – rileva infine l’opposizione – è stato presentato anche in assenza del Bilancio di esercizio 2025 di Asm documento necessario per valutare il quadro economico-finanziario
aggiornato dell’Azienda”. Particolarmente delicata è la proposta sul nuovo Statuto Asm che elimina il passaggio in Consiglio per l’approvazione dei criteri e delle tariffe dei servizi non regolati e riduce il controllo consiliare su indebitamento, investimenti, partecipazioni e
immobili. Allo stesso tempo, aumenta la discrezionalità del Sindaco e degli organi aziendali, anche su nomine, revoche e commissariamento dell’Azienda. Il terzo provvedimento riguardava il nuovo Regolamento per la celebrazione dei matrimoni. Anche su questo punto è stato ritenuto necessario un maggiore approfondimento prima dell’approvazione. “La scelta di lasciare l’Aula – dicono ancora – non è stata un gesto di protesta fine a sé stesso né un modo per sottrarsi al confronto. La richiesta di rinvio era stata formulata chiaramente durante la seduta. Solo dopo il rifiuto della maggioranza, i gruppi di opposizione
hanno deciso di fare venire meno il numero legale. “Questa maggioranza richiama continuamente i principi della partecipazione e del confronto, ma nei fatti porta in Consiglio
decisioni già definite, senza costruire una reale condivisione con l’opposizione e con la città. Il confronto non può ridursi alla semplice comunicazione di provvedimenti sui quali non vi è alcuna disponibilità ad ascoltare osservazioni o valutare modifiche”, proseguono i due capigruppo.
Partecipazione significa mettere a disposizione documenti completi, coinvolgere preventivamente i soggetti interessati, consentire al Consiglio di approfondire e riconoscere all’opposizione la possibilità di incidere realmente sulle decisioni. I gruppi consiliari “Rinascimento Taormina” e “Impegno civico per Taormina” continueranno a entrare nel merito dei provvedimenti e a utilizzare tutti gli strumenti previsti dall’ordinamento per impedire che decisioni importanti per Taormina vengano assunte senza trasparenza, approfondimento e confronto.
POLITICA
Schifani rivendica i risultati del governo all’Ars, opposizioni all’attacco: “Quattro anni di non governo”
Il presidente della Regione difende il risanamento dei conti e la crescita economica. L’opposizione contesta la relazione e accusa l’esecutivo di avere ignorato i problemi reali della Sicilia.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha tracciato all’Assemblea regionale siciliana il bilancio di quasi quattro anni di governo, rivendicando il risanamento dei conti pubblici, la crescita degli investimenti e il miglioramento di diversi indicatori economici. Una relazione che ha però innescato un duro confronto con le opposizioni, che contestano la lettura fornita dal governatore e parlano di un esecutivo distante dai problemi reali dell’Isola.
Nel suo intervento, Schifani ha indicato nel riequilibrio finanziario il principale risultato del mandato, ricordando di avere ereditato una Regione con un disavanzo superiore ai 4 miliardi di euro e una situazione contabile complessa. Secondo il presidente, oggi la Sicilia presenta un avanzo di amministrazione superiore ai 5 miliardi di euro, un rendiconto 2024 chiuso con un saldo positivo di 2,1 miliardi e un incremento delle entrate tributarie senza aumenti della pressione fiscale. Ha inoltre evidenziato il miglioramento del rating finanziario dell’Isola da parte delle agenzie internazionali.
Tra i risultati illustrati figurano anche la crescita dell’occupazione, gli oltre 2,3 miliardi di euro destinati al sistema produttivo attraverso fondi europei, nazionali e regionali, la chiusura della programmazione Fesr 2014-2020, l’avvio dell’Accordo per la coesione da 4,9 miliardi, le assunzioni nella pubblica amministrazione e il record turistico registrato nel 2025 con oltre 23 milioni di presenze.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema della legalità. Schifani ha ribadito che il garantismo rappresenta un principio irrinunciabile della sua azione politica, sottolineando la necessità di distinguere le responsabilità personali dei singoli esponenti politici dall’operato del governo regionale e richiamando il rispetto delle garanzie costituzionali.
La relazione è stata però duramente contestata dalle opposizioni. Il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, ha definito l’intervento “la certificazione del fallimento di quattro anni di non governo”, sostenendo che i dati economici presentati dal presidente non rappresentano la reale condizione della Sicilia. Tra le critiche anche quella sull’avanzo di amministrazione, ritenuto indice di incapacità di spendere le risorse disponibili, oltre alle accuse di ritardi nell’attuazione delle leggi approvate dall’Ars e nella gestione di diversi interventi strategici.
Anche il Movimento 5 Stelle ha bocciato la relazione. Il capogruppo Antonio De Luca ha sostenuto che il governo non abbia realizzato alcuna riforma strutturale in quasi quattro anni, mentre il coordinatore regionale Nuccio Di Paola ha puntato il dito contro la gestione della sanità e delle politiche regionali. Critiche sono arrivate anche da Ismaele La Vardera, che ha accusato il presidente di avere ignorato temi come liste d’attesa, rifiuti e qualità della vita.
Dal fronte della maggioranza è intervenuto il capogruppo di Forza Italia all’Ars, Stefano Pellegrino, che ha difeso l’operato dell’esecutivo, sostenendo che i dati economici confermano la crescita della Sicilia e accusando le opposizioni di limitarsi a una polemica politica senza riconoscere i risultati ottenuti dal governo regionale.
ATTUALITÀ
Catania – Curia: “Concessione scaduta ma il Comune non rientra in possesso dei 10.000 mq.
Il Segretario Regionale con delega alle infrastrutture: “Concessione scaduta ma il Comune non rientra in possesso dei 10.000 mq. Mentre si organizzano concerti al Bellini, si ignora una struttura strategica a due passi dall’Aeroporto.”
Catania – La Segreteria Regionale Fast Confsal T.A., nella persona di Bartolomeo Curia con delega alle infrastrutture, esprime forte disappunto e preoccupazione per la gestione di un immobile di proprietà del Comune di Catania, rimasto improduttivo per circa 15 anni, sottraendo così risorse vitali alle casse di Palazzo degli Elefanti.
“Al centro della contestazione vi è l’edificio denominato “Ente Fiera”, situato all’interno del centro commerciale all’ingrosso di contrada “Passo del Fico”. «Come previsto dall’art. 3 della concessione stipulata il 15 novembre 2002 tra l’Amministrazione Comunale e la società Venuto e Fronterré S.p.A.” – spiega Curia – la cessione in uso doveva includere sia l’edificio già realizzato e destinato a centro servizi, sia la nuova costruzione estesa per 10.000 mq, comprensiva di soppalchi. La società di gestione si era impegnata a cedere tali manufatti all’Amministrazione Comunale. Nonostante il centro all’ingrosso abbia funzionato a pieno regime e la concessione sia ormai scaduta, a tutt’oggi il Comune di Catania non beneficia della piena disponibilità di questa sua proprietà».
Secondo il sindacato, il mancato recupero dell’area rappresenta un danno erariale e un’occasione mancata per la mobilità cittadina. «Se si mettesse a regime l’Ente Fiera – prosegue Curia – sfruttando i 10.000 mq interni e la vasta area esterna, si potrebbero realizzare parcheggi e strutture a beneficio dell’Ente e della collettività. Parliamo di una zona strategica, a ridosso della Tangenziale, in prossimità del carcere di Bicocca e a pochi chilometri dall’Aeroporto Fontanarossa».
La critica si sposta poi sulla gestione degli eventi culturali e dell’ordine pubblico. «Quest’anno, come in passato, l’Amministrazione ha deciso di organizzare concerti al Giardino Bellini per una capienza di circa 5.000 persone, saturando il centro città. A tal riguardo, dietro mandato dei cittadini catanesi, – conclude Curia – chiedo al Sindaco: come mai non c’è stato un interessamento tale da stravolgere in positivo questa tematica? Perché non spostare il baricentro degli eventi in un’area più idonea, liberando il cuore pulsante della città?».
La Fast Confsal chiude con un appello alla trasparenza: «Riteniamo giusto che la città di Catania abbia delle risposte chiare e concrete. Non possiamo permetterci di lasciare al palo un patrimonio pubblico che potrebbe generare economia e servizi».
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