ECONOMIA
Turismo, l’artigianato traina l’economia siciliana con oltre 16 mila imprese coinvolte
L’artigianato siciliano si conferma uno dei principali motori del turismo dell’Isola. Sono più di 16mila le imprese artigiane che operano nei settori direttamente collegati alla domanda turistica, dando lavoro a oltre 40mila addetti e rappresentando il 23,1% dell’intero comparto artigiano regionale, la percentuale più alta d’Italia. Un dato che testimonia il ruolo strategico delle micro e piccole imprese nella crescita del settore turistico e nella valorizzazione delle eccellenze del territorio.
I dati giungono dall’Osservatorio Mpi di Confartigianato Sicilia, che evidenzia anche un’estate all’insegna della crescita occupazionale: tra luglio e settembre 2026 si registra un incremento del 9,4% rispetto all’estate dello scorso anno, in netta controtendenza rispetto al calo registrato dal complesso delle imprese siciliane.
L’analisi conferma come il turismo rappresenti un’opportunità di sviluppo per l’artigianato regionale, grazie a un’offerta che spazia dall’agroalimentare alle produzioni artistiche, dalla ristorazione ai trasporti, fino ai servizi dedicati al benessere, alla cultura e al tempo libero.
Sul piano territoriale emerge il primato di Palermo, dove il peso dell’artigianato legato al turismo raggiunge il 25,9% del totale delle imprese artigiane, rendendo il capoluogo siciliano il secondo a livello nazionale. Subito dopo, al terzo posto si colloca Agrigento, con un’incidenza del 25,2%, sesta Messina con il 23,5%.
I numeri delle imprese nell’isola dimostrano come il sistema dell’artigianato sia presente in maniera capillare in tutta la Sicilia, contribuendo alla competitività dell’offerta turistica attraverso produzioni tipiche, servizi e manifatture di qualità.
L’Osservatorio evidenzia inoltre il peso crescente della clientela internazionale: i turisti stranieri rappresentano mediamente il 56% delle presenze in Sicilia e, nel trimestre estivo, generano oltre il 40% della spesa annua complessiva dei visitatori non residenti. Un mercato che rende ancora più strategico il ruolo delle imprese artigiane, chiamate a coniugare qualità, identità territoriale e innovazione per sostenere la competitività del turismo siciliano.
ECONOMIA
Pfizer Catania: ipotesi negoziale a tutela dei lavoratori, Cisal si dissocia
Wyeth Lederle S.r.l., assistita da Confindustria Catania, e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Ugl Chimici, insieme alla Rsu dello stabilimento, hanno sottoscritto un’ipotesi negoziale sul piano di mitigazione dell’impatto occupazionale.
L’intesa dovrebbe rappresentare la base del confronto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in programma il prossimo 22 ottobre.
Fulcro del confronto sono stati gli strumenti individuati per ridurre le ricadute sui lavoratori: isopensione, l’accompagnamento dei dipendenti prossimi alla pensione, la ricollocazione esterna e interna e gli incentivi all’esodo, anche se le parti hanno concordato sulla necessità di proseguire gli approfondimenti e le verifiche necessarie alla concreta applicazione delle misure.
L’ipotesi negoziale sarà ora sottoposta all’assemblea dei lavoratori per l’approvazione. La Cisal si è però dissociata e non ha firmato l’ipotesi negoziale.
“Non firmare è una scelta motivata e non intacca in alcun modo l’impegno contro i 330 licenziamenti”, ha dichiarato il segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale del comparto chimico-farmaceutico Giuseppe La Mendola.
Il sindacato contesta radicalmente il modus operandi di Pfizer, soprattutto in quanto quest’ultima lo scorso 22 luglio ha dichiarato che il sito di Catania potrebbe essere ceduto a un soggetto non farmaceutico, ipotesi che Il Ministero del Lavoro confermato, in assenza di acquirenti del settore.
“Da un lato, dunque, l’azienda prospetta lo smantellamento della farmaceutica a Catania. Dall’altro gestisce gli esuberi secondo la propria agenda” continua il segretario.
Intanto, l’appuntamento del 20 ottobre con il ministro Adolfo Urso al MIMIT rappresenta per i sindacati uno snodo cruciale per la vertenza Pfizer. In quel contesto sarà possibile capire se le istituzioni riusciranno a far recedere l’azienda dalla decisione di licenziare i 330 laboratori dichiarati in esubero e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali.
ATTUALITÀ
Black friday in arrivo: tra i prodotti più acquistati i profumi equivalenti
Si avvicina il black friday, tra i prodotti più acquistati (e regalati) in questo periodo ci sono i profumi equivalenti, fragranze che si adattano ad ogni stagione.
I profumi equivalenti imitano perfettamente le fragranze dei marchi più famosi. Il vantaggio principale nell’acquisto di un profumo di equivalenza è senza dubbio il prezzo, il quale è decisamente più conveniente rispetto agli originali.
Il pubblico dei profumi equivalenti è composto da “esperti” della materia, veri appassionati delle note olfattive e consumatori meno informati ma molto attenti al prezzo, inutile, infatti, spendere cifre esorbitanti per una bottiglia particolare o una scatola appariscente: quello che conta è il contenuto, la fragranza, il profumo.
ATTUALITÀ
Caro gasolio: il CTS “governo sordo e cieco”. Confindustria dice no allo stop
Il caro gasolio continua a mietere vittime, rischiando di colpire soprattutto l’economia dell’isola.
E se da una parte cresce la preoccupazione, manifestata in particolare dai primi cittadini dell’agrigentino, per lo stop degli autotrasportatori, che rischia seriamente di causare danni per milioni di euro all’intera agricoltura siciliana, dall’altra il Comitato Trasporto Siciliano, pur comprendendo le loro ragioni, ci tiene a chiarire che la responsabilità di questa situazione non è degli autotrasportatori, bensì di un Governo centrale che dopo due richieste formali di convocazione, non si è ancora degnato di fornire risposta.
Il coordinatore del Comitato, Salvatore Bella, precisa le modalità della protesta: «Non faremo blocchi stradali e non organizzeremo presidi. Lasceremo le strade completamente libere, garantendo il diritto di circolare e di lavorare a chiunque decida di farlo».
Ma, come spiega lo stesso Bella, la scelta di incrociare le braccia è una drammatica necessità finanziaria.
Intanto Confindustria Catania comunica la propria decisione di non aderire al fermo dell’autotrasporto previsto dal 16 al 22 ottobre, una scelta dettata dalla volontà di preferire il confronto nelle sedi istituzionali, per tutelare maggiormente gli interessi del comparto e delle aziende rappresentate, con l’auspicio che le istanze del settore trovino al più presto riscontro, nell’interesse del sistema produttivo e della continuità dei servizi di trasporto.
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