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CRONACA

Tragedia a Palermo, bimba di 4 anni morta per sospetta difterite

La difterite torna a fare una vittima in Italia dopo oltre trent’anni. A morire, in un ospedale di Palermo, è stata una bambina di quattro anni, Anna Rosa, che non era vaccinata.

I primi sintomi erano comparsi nei giorni scorsi. Inizialmente si era pensato a una tonsillite, ma le condizioni della piccola sono progressivamente peggiorate. Dopo un primo accesso al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, i genitori erano tornati in ospedale due giorni dopo, quando febbre, debolezza e difficoltà ad alimentarsi non miglioravano.

La bambina è stata quindi intubata per una grave insufficienza respiratoria e trasferita alla terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina, dove è deceduta nella notte del 20 agosto. La conferma della difterite è attesa dagli accertamenti dell’Istituto Superiore di Sanità, ma gli esami effettuati indicano questa infezione come possibile causa del decesso.

La Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia. I carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche per verificare il percorso sanitario seguito dalla bambina e ricostruire ogni fase della vicenda.

Ricoverato con sintomi simili anche un cuginetto di quattro anni, che però non è in gravi condizioni perché vaccinato.

La difterite è una malattia batterica trasmessa per via respiratoria. Grazie alle vaccinazioni è diventata rarissima nei Paesi industrializzati. In Italia l’ultimo caso confermato risale al 1996, mentre l’ultimo decesso era stato registrato nel 1991, sempre in una bambina non vaccinata.

Gli specialisti ricordano però che il batterio può ancora circolare, anche attraverso persone che non presentano sintomi.

CRONACA

Droga nascosta nel pollaio: arrestato un 72enne nel palermitano

Un mattone in terracotta, un barattolo di vetro e un pollaio: quello che sembrava un nascondiglio inviolabile a un 72enne in realtà non è bastato per sfuggire ai Carabinieri di Villabate, che lo hanno arrestato in flagranza di reato.

Il servizio, mirato al contrasto del traffico di stupefacenti, ha portato i militari alla perquisizione domiciliare a casa dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine, all’interno della quale sono state trovate 8 dosi di cocaina già confezionate, e altre 48 nascoste in un barattolo, occultato in un mattone nel pollaio adiacente. In tutto sono stati sequestrati quasi 40 grammi di cocaina, pronti per essere venduti.

L’arresto dell’uomo, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio, è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Palermo che ha applicato nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

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CRONACA

Siracusa, blitz anticorruzione sugli appalti pubblici: eseguite 7 misure cautelari

Sette misure cautelari nell’ambito dell’operazione anticorruzione denominata “Nexus”, condotta dalla Digos della Polizia di Stato di Siracusa e coordinata dalla Procura Europea, Ufficio di Palermo. Al centro dell’inchiesta, un presunto sistema illecito legato all’affidamento e alla gestione degli appalti pubblici nel territorio siracusano, che coinvolgerebbe, secondo l’ipotesi investigativa, figure politico-istituzionali, un carabiniere e imprenditori locali.

Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, dispone la custodia cautelare in carcere per una persona, due arresti domiciliari e, per quattro operatori economici, il divieto per dodici mesi di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per contributi comunitari o statali.

Le indagini avrebbero ricostruito un’associazione per delinquere finalizzata, a vario titolo, alla commissione di reati contro la Pubblica Amministrazione, tra cui corruzione, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

Gli accertamenti sono partiti dai lavori per la realizzazione e l’ampliamento dell’ostello per lavoratori migranti di Cassibile, finanziato con fondi europei per circa un milione e seicentosettantamila euro nellambito del progetto di contrasto al caporalato e all’emergenza abitativa.

Secondo la ricostruzione investigativa, gli affidamenti pubblici sarebbero stati utilizzati anche per compensare il sostegno politico, distribuire vantaggi economici e consolidare rapporti tra amministratori, intermediari e imprenditori.

Particolare rilievo assume la posizione di un carabiniere, indicato dal Gip come figura apicale del presunto sodalizio e punto di collegamento tra la componente politico-amministrativa e quella imprenditoriale. Avrebbe sfruttato le proprie relazioni anche per acquisire e divulgare informazioni investigative riservate. Per lui è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Tra gli elementi raccolti, anche un elenco di imprese considerate “amiche”, conversazioni intercettate e presunte dazioni di denaro collegate agli affidamenti.

L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni sono provvisorie e tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.

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CRONACA

Mascalucia, raid al Centro anziani: denunciati quattro minorenni

Sviluppi nelle indagini relative agli atti vandalici perpetrati in data 6 Ottobre ai danni del Centro d’incontro per anziani di Mascalucia. A seguito degli accertamenti condotti, sono stati individuati quattro minorenni ritenuti responsabili dei danneggiamenti alla struttura, la cui posizione è stata deferita all’Autorità giudiziaria competente presso il Tribunale per i minorenni.
L’episodio aveva suscitato forte indignazione nella comunità cittadina. Ignoti si erano introdotti all’interno dei locali, mettendo a soqquadro gli ambienti, danneggiando arredi e sottraendo alcuni oggetti di uso quotidiano, tra cui persino dei mazzi di carte utilizzati dagli anziani durante le attività ricreative.

Un gesto particolarmente grave, non soltanto per i danni materiali arrecati a un bene pubblico, ma anche per il valore sociale della struttura, che rappresenta un importante punto di riferimento per la popolazione anziana del territorio, offrendo occasioni di incontro, aggregazione e condivisione. Sin dalle prime ore successive alla scoperta dell’accaduto, erano stati interessati la Polizia Locale e i Carabinieri, con l’obiettivo di ricostruire la dinamica dei fatti e risalire ai responsabili.

Sull’esito degli accertamenti è intervenuto il sindaco di Mascalucia, Vincenzo Magra:
«Avevamo assicurato che quanto accaduto non sarebbe passato sotto silenzio e che sarebbe stato fatto tutto il possibile per individuare i responsabili. L’identificazione dei quattro soggetti rappresenta un importante sviluppo nella ricostruzione di un episodio che ha profondamente colpito la nostra comunità. Desidero esprimere un sincero ringraziamento al Comando della Polizia Locale, nella persona del comandante Giovanni Oliva e degli agente intervenuto, e alla Tenenza dei Carabinieri nella persona del Comandante Roberto Fiorentino per l’attenzione, la professionalità e l’impegno profusi nelle attività di accertamento.
Danneggiare un luogo destinato ai nostri anziani significa colpire uno spazio che custodisce relazioni, abitudini e momenti di socialità, particolarmente preziosi per tante persone. Il fatto che i soggetti individuati siano minorenni impone, inoltre, una riflessione più ampia sul rispetto delle regole, sull’educazione civica e sulla responsabilità individuale. È necessario che famiglie, istituzioni e comunità educante continuino a lavorare insieme affinché i più giovani comprendano il valore dei beni comuni e le conseguenze delle proprie azioni”.

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