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CRONACA

Testamenti farlocchi: sequestrati immobili a Palermo

Avevano messo in piedi un sistema per acquisire immobili e terreni dopo il decesso dei proprietari, basato su testamenti falsi, sperando di rivenderli prima dell’azione giudiziaria e in tempo utile per far sparire i soldi, ma anche gli immobili dal patrimonio degli eredi. Ma la Magistratura è arrivata prima che le truffe si perfezionassero e su disposizione della Procura della Repubblica di Termini Imerese, la Guardia di finanza di Palermo ha sequestrato 18 immobili e diversi terreni, ubicati nel palermitano. Tre persone risultano indagate per truffa, false dichiarazioni, falsità in testamento olografo.

L’indagine del Nucleo di polizia economico-finanziaria è partita dalla denuncia di un signore rimasto vedovo da poco, che, avviate le pratiche per la successione dopo la morte della moglie, ha “scoperto” di non essere più proprietario dell’immobile acquistato nel 1993 in regime di comunione legale con il coniuge; proprietario della casa era invece uno dei destinatari della misura della Procura, a lui sconosciuto.

Le fiamme gialle hanno chiarito tutti i passaggi della truffa: uno degli indagati produceva un testamento olografo non veritiero, per effetto del quale costui veniva nominato “erede universale” della madre (che in realtà non lo era). Poi esibiva un’autocertificazione, falsa, nella quale attestava come la madre aveva acquisito “per usucapione” (non vera) la proprietà di una serie di immobili. Infine depositava una dichiarazione di successione e una voltura catastale presso l’Agenzia delle entrate, basate sul testamento e sull’usucapione.

Sulla forza di questi adempimenti, la banda dei 3 truffatori è riuscita a diventare proprietaria di immobili e terreni, ma i sequestri hanno impedito la possibilità di vendita a ignari acquirenti e la sottrazione dei beni agli eredi.

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CRONACA

Controlli nel quartiere Bonagia a Palermo: salvati 14 cuccioli, due denunciati

Un’operazione di controllo straordinario del territorio è stata condotta dai Carabinieri di Palermo nel quartiere Bonagia.

Le verifiche effettuate all’interno di un complesso residenziale, hanno portato alla denuncia a piede libero di due persone, un palermitano di 51 anni, accusato di maltrattamento di animali e un 32enne ritenuto responsabile del reato di furto aggravato di energia elettrica.

Durante le ispezioni all’interno di un box nella disponibilità del 51enne, i Carabinieri e i colleghi del Centro Anticrimine Natura hanno scoperto 14 cuccioli di cane di varie razze tenuti in ambienti incompatibili con la loro natura e in precarie condizioni igienico-sanitarie. I cagnolini sono stati affidati al canile municipale del capoluogo.

Nel medesimo contesto operativo, con il supporto dei tecnici dell’Enel, è stato inoltre accertato un allaccio abusivo diretto alla rete pubblica, predisposto per alimentare indebitamente l’immobile in uso al 32enne.

Il bilancio complessivo dei controlli sul piano della sicurezza stradale e del decoro urbano ha permesso di identificare 141 persone, controllare 45 veicoli e contestare 11 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada.

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CRONACA

Scarica illegalmente rifiuti e li incendia: denunciato un 68enne

Lotta ai reati ambientali: non solo per tutelare il pianeta ma anche e soprattutto la salute pubblica. In questo frangente i Carabinieri di Fiumefreddo di Sicilia hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un 68enne, ritenuto responsabile di gestione e combustione illecita dei rifiuti.

L’episodio è accaduto sul Lungomare Marina di Cottone che si estende tra i territori dei comuni di Fiumefreddo di Sicilia e Mascali, dove i militari hanno avvistato una colonna di fumo che proveniva da un terreno.

I Carabinieri hanno raggiunto il luogo da cui proveniva il fumo, dove hanno visto un mucchio di rifiuti, tra cui erano visibili, poco prima che fossero avvolti dalle fiamme, buste e contenitori per frutta in plastica.

Poco distante, i militari hanno scorto un uomo mentre era ancora intento ad armeggiare con altro materiale, così lo hanno identificato per un 68enne, pregiudicato di Giarre, titolare di un’azienda agricola. 

Spento l’incendio i Carabinieri hanno perlustrato l’intera area, scoprendo diverse zone interessate da precedenti incendi nonché dallo sversamento di rifiuti pneumatici e parti di autovetture, mobili in disuso, neon e materiali ferrosi.

Pertanto, i Carabinieri hanno denunciato il 68enne e sequestrato 5 appezzamenti di terreni, di proprietà di terzi, interessati dalla presenza dei rifiuti.

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CRONACA

Catania, irregolarità nella ristorazione: sanzioni per 33mila euro a panificio e bar

Sanzioni per oltre 33mila euro, a Catania, per un panificio di San Cristoforo e per un bar di via Gabriele D’Annunzio, nei quali la task force coordinata dalla Polizia di Stato ha accertato lavoratori in nero, prodotti non tracciati e un laboratorio di cucina non autorizzato. Insieme agli agenti, il personale del Corpo Forestale della Regione Siciliana, dell’Asp di Catania e della Polizia Locale del capoluogo etneo.

Innumerevoli le irregolarità riscontrate nel panificio: tre lavoratori in nero (sanzioni complessive per 12mila euro); 30 chili di alimenti scaduti, tra cui una forma di formaggio da 20 chili, preparati di carne e wurstel (con multa da seimila euro); vendita non autorizzata di bevande alcoliche, bilance pesa alimenti non visibili al pubblico, pubblicità non autorizzata (altro verbale da 3.700 euro). Ed ancora infrazioni alla sicurezza sui luoghi di lavoro: ingombri nelle uscite di emergenza, carenza di manutenzione degli estintori e dell’impianto elettrico. Il titolare è stato denunciato.

Corrette, invece le procedure in materia di sicurezza alimentare e pulizia dei locali nel controllo al bar di via Gabriele D’Annunzio. Sul piano strutturale, invece, è stata riscontrata la realizzazione di un deposito in un sottotetto adibito abusivamente anche a cucina per la preparazione di alimenti freschi; il locale, privo di canna fumaria e di finestre, non consentiva la circolazione d’aria e la presenza di fuochi destinati alla cottura dei cibi, costituiva un pericolo per i piani superiori dell’edificio. Le sanzioni per le irregolarità ammontano a seimila euro. Il titolare è stato denunciato.

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