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ECONOMIA

Regione Sicilia, Corte dei conti parifica il Rendiconto 2024. Schifani: «Riconosciuto lo straordinario lavoro di risanamento»

Un saldo positivo di 2,3 miliardi di euro: è quanto emerso dalla parifica del Rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2024.

Soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani sottolineando quanto la parifica del Rendiconto 2024, ovvero la regolarità dei conti regionali rappresenti un passaggio cruciale nel riconoscere il lavoro di risanamento delle finanze regionali realizzato dal suo governo, ottenuto anche grazie alla collaborazione instaurata tra la Regione e la Corte dei conti.

“Desidero ringraziare tutti i magistrati della Sezione di controllo, guidata dalla presidente Maria Aronica, per il lavoro svolto e per il contributo assicurato al percorso di regolarizzazione dei conti regionali» ha dichiarato Schifani.

Apprezzamenti riconosciuti anche verso l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino: “siamo orgogliosi del percorso compiuto per recuperare i ritardi accumulati nei giudizi di parificazione e avvicinare il definitivo riallineamento del ciclo di bilancio. Un lavoro che non si esaurisce nel risanamento contabile, ma che ha una finalità concreta: restituire alla collettività le risorse recuperate grazie al miglioramento dei conti regionali” ha dichiarato l’assessore.

L’obiettivo del governo regionale è quello di proseguire nell’accelerazione delle procedure, così da giungere nel 2027 all’approvazione del Rendiconto 2026 nei termini previsti, creando le condizioni per rendere pienamente utilizzabile l’avanzo di amministrazione di 7,36 miliardi di euro registrato nell’ultimo Rendiconto approvato.

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ECONOMIA

Cresce PIL siciliano, Schifani: “Problemi rimangono, ma si cresce”

«Tra il 2019 e il 2024 il nostro prodotto interno lordo è aumentato del 9,3 per cento in termini reali, contro il 5,8 per cento della media italiana: un risultato che colloca la Sicilia tra le prime regioni del Paese per crescita economica». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando al Forum Act Tank Sicilia 2026, organizzato da TEHA Group a Castello Utveggio, a Palermo. Nel corso dell’evento, che ha visto la partecipazione di esponenti del mondo istituzionale, imprenditoriale e della ricerca, è stato presentato stamattina il rapporto “Strategie e politiche per una Sicilia al centro del Mediterraneo, aperta, attrattiva e connessa”.

Schifani ha ricordato che nel solo 2024 la crescita reale è stata dell’1,8 per cento, la più alta fra le regioni italiane, e che tra il 2019 e il 2025 il tasso di occupazione tra 15 e 64 anni è aumentato del 14,9 per cento. «C’è poi un tema al quale tengo particolarmente: il risanamento dei conti della Regione» ha aggiunto, sottolineando che la giunta ha approvato il rendiconto 2025 con un risultato di amministrazione di 7,36 miliardi di euro, dopo i 2,15 miliardi del 2024. «È il risultato di un lavoro portato avanti con determinazione, che ha restituito credibilità all’amministrazione regionale nei rapporti con lo Stato, con l’Europa e con chi decide di investire in Sicilia». A questo percorso si accompagnano la ripresa delle assunzioni e il rafforzamento degli uffici regionali.

Tra i punti di forza dell’economia siciliana, il presidente ha citato l’economia del mare, i porti e la cantieristica (nel 2025 il polo palermitano ha superato i 455 milioni di esportazioni), l’agroalimentare e il vino, la meccatronica, l’elettronica e le tecnologie digitali, oltre alle opportunità legate a energia, ricerca e nuove tecnologie.

Un impulso fondamentale arriva dal Programma regionale FESR 2021-2027« con circa 5,7 miliardi di euro destinati a sostenere grandi opere, la compettitività delle imprese, la ricerca e l’innovazione, transizione energetica  accelerandone l’attuazione, in investimenti produttivi, occupazione e benefici concreti per i cittadini». Sul fronte del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027, la Sicilia è prima in Italia per impegni e pagamenti: al 30 giugno 2026, su una dotazione di quasi 5 miliardi, sono stati assunti impegni per 749 milioni ed effettuati pagamenti per 279 milioni, con 155 interventi in corso per 857 milioni di euro.

Per la sovranità tecnologica europea, il governo regionale ha destinato 300 milioni di euro al Campus Sic di Catania, che prevede l’assunzione di 2.966 unità di personale su base annuale nella Regione, e ulteriori 315 milioni in ambito STEP a investimenti in tecnologie energetiche pulite, biotecnologie e tecnologie digitali avanzate. «Riteniamo che questi investimenti – ha sottolineato Schifani – creeranno occasioni occupazionali per giovani siciliani che oggi sono costretti a emigrare una volta completati gli studi».

Nell’ambito della Zes unica si registrano 187 autorizzazioni uniche, associate a circa 1,6 miliardi di euro di investimenti, a cui la Regione ha affiancato la super Zes regionale. Con la variazione di bilancio approvata dall’Assemblea regionale sono stati destinati oltre 200 milioni di risorse regionali a completare il credito d’imposta per gli investimenti del 2025: «Avevamo assunto un impegno con le imprese e lo abbiamo mantenuto». Il Fondo di garanzia, dotato di 167,6 milioni di euro a valere sul Fesr 2021-2027, ha sostenuto oltre 10.000 imprese siciliane, aiutando la Regione a reagire alla stretta creditizia nazionale con misure a sostegno di liquidità, investimenti e ripianamento dei debiti.

E ancora: la Sicilia è la prima regione del Mezzogiorno e la quinta in Italia ad aver completato il piano banda ultralarga, con interventi in 142 comuni e altri 318 nelle aree bianche. Nei trasporti, Schifani ha ricordato l’apertura al traffico, nel 2025, dell’intero itinerario Agrigento-Caltanissetta con due corsie per senso di marcia e il completamento dell’anello ferroviario di Palermo, la cui tratta Giachery-Politeama sarà aperta al pubblico il prossimo 4 novembre. Sono inoltre partiti, dopo anni di chiusura della linea, i lavori della Palermo-Trapani via Milo, compresa l’elettrificazione dell’intero itinerario.

Per trattenere i talenti, la Regione ha stanziato 54 milioni di euro per il South Working, che consente ai professionisti di lavorare da remoto per grandi aziende continuando a vivere e spendere in Sicilia. Con il nuovo Piano integrato di attività e organizzazione 2026-2028 si è inoltre aperta una stagione di assunzioni e ricambio generazionale per rendere l’amministrazione «una casa attrattiva e moderna per le migliori competenze dell’Isola».

«La grande partita dei fondi europei e nazionali si gioca nella capacità di trasformare le risorse in cantieri, opere funzionanti, investimenti produttivi e posti di lavoro» ha affermato Schifani, ribadendo di aver richiamato e di voler continuare a richiamare l’intera macchina regionale su questo punto.

«Per i siciliani – ha concluso il presidente – la misura dei risultati è concreta: un’impresa che cresce, un’opera che entra in funzione, un servizio che migliora, un giovane che trova un lavoro qualificato nella propria terra. È su questo, e non soltanto sulle risorse stanziate, che voglio sia valutata la nostra azione».

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AMBIENTE

Acqua, la Regione affida a Edison Spa la gestione dell’invaso di Villarosa. Colianni: «Una best practice con ricadute positive sul territorio» 

Nella sede del Libero consorzio comunale di Enna, è stata firmata la convenzione tra la Regione Siciliana e Edison Spa, che gestirà l’invaso di Villarosa per i prossimi trent’anni.

L’azienda del settore energetico, curandone il recupero funzionale grazie all’esecuzione di interventi di ripristino infrastrutturale e destinandolo anche a fini energetici, avrà in gestione la diga almeno sino al 2056.

Il progetto proposto da Edison alla Regione, proprietaria dell’invaso di Villarosa, consentirà il recupero funzionale dell’invaso, attualmente inutilizzato, grazie all’esecuzione di interventi di ripristino infrastrutturale. Per Edison l’impianto di Villarosa rappresenta un’iniziativa strategica per la decarbonizzazione e il rafforzamento della competitività del sistema elettrico italiano ed europeo.

Per l’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Francesco Colianni si tratta di uno dei più importanti investimenti all’interno del territorio regionale.

«Permetterà alla diga di Villarosa di passare da una capacità di 3 milioni di metri cubi ad oltre 11 milioni, 5 dei quali destinati agli usi collettivi. L’iniziativa prevede importanti ricadute sul territorio anche dal punto di vista economico, con royalties a favore delle comunità locali di Enna, Villarosa e Calascibetta, e rappresenta una best practice nella gestione di una diga regionale nell’ottica della transizione energetica. La Regione Siciliana si candida così ad essere apripista in questo campo nel panorama italiano» ha dichiarato l’assessore.

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ECONOMIA

Pfizer Catania: ipotesi negoziale a tutela dei lavoratori, Cisal si dissocia

Wyeth Lederle S.r.l., assistita da Confindustria Catania, e le organizzazioni sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e Ugl Chimici, insieme alla Rsu dello stabilimento, hanno sottoscritto un’ipotesi negoziale sul piano di mitigazione dell’impatto occupazionale.

L’intesa dovrebbe rappresentare la base del confronto con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in programma il prossimo 22 ottobre.

Fulcro del confronto sono stati gli strumenti individuati per ridurre le ricadute sui lavoratori: isopensione, l’accompagnamento dei dipendenti prossimi alla pensione, la ricollocazione esterna e interna e gli incentivi all’esodo, anche se le parti hanno concordato sulla necessità di proseguire gli approfondimenti e le verifiche necessarie alla concreta applicazione delle misure.

L’ipotesi negoziale sarà ora sottoposta all’assemblea dei lavoratori per l’approvazione. La Cisal si è però dissociata e non ha firmato l’ipotesi negoziale.

“Non firmare è una scelta motivata e non intacca in alcun modo l’impegno contro i 330 licenziamenti”, ha dichiarato il segretario provinciale FIALC CISAL Catania e responsabile nazionale del comparto chimico-farmaceutico Giuseppe La Mendola.

Il sindacato contesta radicalmente il modus operandi di Pfizer, soprattutto in quanto quest’ultima lo scorso 22 luglio ha dichiarato che il sito di Catania potrebbe essere ceduto a un soggetto non farmaceutico, ipotesi che Il Ministero del Lavoro confermato, in assenza di acquirenti del settore.

“Da un lato, dunque, l’azienda prospetta lo smantellamento della farmaceutica a Catania. Dall’altro gestisce gli esuberi secondo la propria agenda” continua il segretario.

Intanto, l’appuntamento del 20 ottobre con il ministro Adolfo Urso al MIMIT rappresenta per i sindacati uno snodo cruciale per la vertenza Pfizer. In quel contesto sarà possibile capire se le istituzioni riusciranno a far recedere l’azienda dalla decisione di licenziare i 330 laboratori dichiarati in esubero e garantire il mantenimento dei livelli occupazionali.

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