POLITICA
La politica siciliana scalda i motori per le elezioni del 2027
Siamo ormai quasi agli sgoccioli del 2026 e di fatto la politica nazionale e soprattutto quella siciliana è in campagna elettorale. La corsa per Palazzo d’Orleans è di fatto iniziata e mai come adesso la partita sembra molto aperta, con la Sicilia roccaforte del centrodestra che deve difendere la Regione da un centrosinistra pronto a riprendersi la guida dell’Isola dal 2017.
Gli scandali e gli arresti nel corso di questa legislatura sicuramente sono un fattore che pone il campo largo di fatto avanti, con Ismaele La Vardera come possibile front man da uomo nuovo che ha smascherato tante magagne da palazzo. Ma occhio a non sottovalutare la macchina di fuoco del centrodestra siciliano, composto da tanti partiti che hanno percentuali importanti.
Forza Italia da sempre in Sicilia ha avuto ottimi risultati elettorali, dal famoso 61 a 0 delle elezioni 2001. Occhio anche a Fratelli d’Italia, in netta crescita in tutta l’Isola, mentre resta da capire anche cosa vorrà fare Roberto Vannacci, se correre col centrodestra o presentarsi in solitaria come potrebbe accadere con le nazionali. Nodo da sciogliere anche per De Luca, dopo l’accordo nazionale con Giorgia Meloni, il sindaco di Taormina ha ribadito: “Mani libere in Sicilia”, anche se ribadiamo che non appare semplice ipotizzare Sud Chiama Nord avversario della coalizione di centrodestra. Nel frattempo, la Lega si rafforza con l’arrivo di Carlo Auteri e che aiuta così il partito di Salvini in un momento di difficoltà elettorale visto il calo di consensi dopo la fuoriuscita di Vannacci.
Dall’altra parte, il Pd siciliano dopo le dimissioni di Barbagallo, deve capire anche che scelta vorrà fare per le elezioni. Primarie, scelta di una figura terza o cedere a La Vardera la possibilità di guidare la coalizione, il che sarebbe cosa gradita anche dal Movimento 5 Stelle visti gli ottimi rapporti tra i due e con Alessandro Onorato.
Domenica, inoltre, l’ex Iena ha pranzato con un esponente di spicco dem come Nello Dipasquale e con la proposta di lanciare una squadra di governo composta da 12 presidenti con un’idea di rivoluzione tutta in salsa sicula.
Insomma, la corsa è appena iniziata e non mancano di sicuro ulteriori colpi di scena che potrebbero anche ricadere sulla scena politica nazionale.
POLITICA
Pd, sarà Giuseppe Provenzano a guidare il partito in Sicilia
Sarà Giuseppe Provenzano a guidare il Partito Democratico siciliano, almeno fino alle prossime elezioni regionali. L’ex ministro per il Sud raccoglie il testimone dopo le dimissioni del segretario regionale Anthony Barbagallo, con un mandato preciso: riorganizzare il partito e rilanciarne l’iniziativa politica.
La decisione è arrivata nel corso di un incontro tra i vertici regionali e nazionali del Pd, presieduto dal responsabile organizzazione Igor Taruffi. Assente la segretaria Elly Schlein, che ha affidato a Provenzano il compito di affrontare le questioni siciliane.
Non sarà formalmente un commissario, ma dovrà costruire una squadra in grado di gestire il partito, ricucire gli equilibri interni e soprattutto rafforzare il dialogo con gli alleati, in vista delle prossime sfide elettorali. Sul tavolo anche il nodo delle primarie e le alleanze, sia a livello regionale che nella città di Palermo.
Originario di Milena, in provincia di Caltanissetta, Giuseppe Provenzano, classe 1982, è economista e politico, da sempre impegnato sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno.
Dopo gli studi all’Università di Pisa e alla Scuola Superiore Sant’Anna, ha lavorato alla Svimez, diventandone vicedirettore nel 2016.
Nel 2019 l’ingresso nel governo Conte bis come ministro per il Sud e la Coesione territoriale. Durante il suo mandato ha promosso il Piano per il Sud e misure a sostegno dell’occupazione e degli investimenti nel Mezzogiorno.
Nel 2021 Enrico Letta lo nomina vicesegretario nazionale del Pd. Eletto deputato nel 2022, entra poi nella segreteria di Elly Schlein come responsabile Esteri.
Adesso per Provenzano si apre una nuova sfida, tutta siciliana: ricompattare un partito attraversato da tensioni interne e prepararlo alla partita delle prossime elezioni regionali. Con l’obiettivo di restituire centralità politica ai democratici nell’Isola.
ATTUALITÀ
Autostrade siciliane: il Ministro Salvini valuta il commissariamento del CAS
La situazione delle autostrade siciliane continua ad essere oggetto di disputa.
Per il Ministro dei trasporti Matteo Salvini, l’inerzia del Cas, il Consorzio autostrade siciliane, è inaccettabile, tanto che starebbe valutando un commissariamento, almeno per quello che riguarda le opere più urgenti.
È quanto è emerso dal confronto tra il Mit e il vicepresidente della Regione Siciliana Luca Sammartino, dove Salvini ha dichiarato inadeguate le soluzioni messe in campo dal Cas, alla scadenza dei 100 giorni concessi per effettuare gli interventi strutturali necessari su A18 e A20.
Secondo il Ministro, dunque, non è stato fatto abbastanza, e il rischio per la sicurezza dei cittadini, in due arterie tanto trafficate e fondamentali per i collegamenti viari dell’isola, è tale da rendere necessari interventi più incisivi e tempestivi. L’eventuale commissariamento però non riguarderebbe l’intera gestione delle autostrade, ma solo gli interventi più urgenti di messa in sicurezza e ripristino, affiancando temporaneamente il CAS con un commissario dotato di poteri speciali e scadenze serrate, a cui affidare lo sblocco di progettazioni e cantieri, con l’obiettivo di utilizzare le risorse già individuate dalla Regione, attraverso procedure più rapide.
Salvini tiene inoltre a precisare che l’eventuale iniziativa «punta a valorizzare, non a comprimere, l’autonomia regionale».
Sul piano politico sono arrivate le prime reazioni, con la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino che si è subito mostrata a favore del commissariamento, criticando i costi di gestione, i ritardi nell’esecuzione dei lavori e le condizioni di sicurezza delle infrastrutture autostradali siciliane.
I deputati regionali Pippo Lombardo e Giuseppe Musolino di Sud chiama Nord hanno accolto con favore l’interessamento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, definendo però i provvedimenti proposti dal ministro come tardivi rispetto ai disagi cronici subiti dagli automobilisti, sollevando anche una questione di responsabilità politica, sostenendo che la richiesta formale di commissariamento del CAS dovrebbe spettare direttamente al governo regionale siciliano e non al MIT.
Nuovo scontro politico in vista? Salvini assicura di no, ma intanto a pagare le spese in termini di rischi, sicurezza e disservizi continuano ad essere i cittadini, restando in attesa del prossimo passo, che, a questo punto, spetterebbe al Cas e a Palazzo d’Orléans.
ECONOMIA
Regione Sicilia, Corte dei conti parifica il Rendiconto 2024. Schifani: «Riconosciuto lo straordinario lavoro di risanamento»
Un saldo positivo di 2,3 miliardi di euro: è quanto emerso dalla parifica del Rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2024.
Soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani sottolineando quanto la parifica del Rendiconto 2024, ovvero la regolarità dei conti regionali rappresenti un passaggio cruciale nel riconoscere il lavoro di risanamento delle finanze regionali realizzato dal suo governo, ottenuto anche grazie alla collaborazione instaurata tra la Regione e la Corte dei conti.
“Desidero ringraziare tutti i magistrati della Sezione di controllo, guidata dalla presidente Maria Aronica, per il lavoro svolto e per il contributo assicurato al percorso di regolarizzazione dei conti regionali» ha dichiarato Schifani.
Apprezzamenti riconosciuti anche verso l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino: “siamo orgogliosi del percorso compiuto per recuperare i ritardi accumulati nei giudizi di parificazione e avvicinare il definitivo riallineamento del ciclo di bilancio. Un lavoro che non si esaurisce nel risanamento contabile, ma che ha una finalità concreta: restituire alla collettività le risorse recuperate grazie al miglioramento dei conti regionali” ha dichiarato l’assessore.
L’obiettivo del governo regionale è quello di proseguire nell’accelerazione delle procedure, così da giungere nel 2027 all’approvazione del Rendiconto 2026 nei termini previsti, creando le condizioni per rendere pienamente utilizzabile l’avanzo di amministrazione di 7,36 miliardi di euro registrato nell’ultimo Rendiconto approvato.
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