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Coppa Italia Serie C: Catania-Padova a porte chiuse ma con 1500 ragazzini under 14 in tribuna B
Seppur a porte chiuse, allo stadio Angelo Massimino di Catania il prossimo 2 aprile, alla gara di ritorno della finale di Coppia Italia di Serie C col Padova, potranno assistere, in Tribuna B, 1.500 ragazzi dell’Under 14 del settore giovanile della società etnea e di scuole affiliate: questa la decisione della Questura che ha accolto una richiesta congiunta avanzata del Catania Football Club e della Lega Pro.
“Il Giudice sportivo – si legge sui canali social della società etnea – ha concesso il necessario nulla osta per l’iniziativa, fortemente voluta dal Catania e dalla Lega Pro per diffondere un messaggio incentrato sul tifo positivo. La terna arbitrale e i ventidue calciatori schierati dall’inizio entreranno in campo con 25 bambini: sulle maglie di questi ultimi, le parole più importanti relative ai valori dello sport”
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Il Comune parteciperà all’asta per il logo del Calcio Catania
Il Comune di Catania scende in campo per tutelare uno dei simboli più riconoscibili della storia rossazzurra. La Giunta guidata dal sindaco Enrico Trantino ha deciso di partecipare alla procedura competitiva per l’acquisizione dello storico logo del Calcio Catania 1946.
Una scelta che, secondo l’Amministrazione, va oltre il semplice valore commerciale del marchio. Il logo viene infatti considerato un patrimonio identitario, sociale e culturale della città, legato alla memoria di generazioni di tifosi e alla storia sportiva di Catania.
L’obiettivo è evitare che il simbolo possa finire al centro di operazioni speculative o essere utilizzato in modo scollegato dalla tradizione calcistica rossazzurra.
«È un simbolo che appartiene alla storia della nostra città e al sentimento di migliaia di tifosi», ha spiegato il sindaco Trantino, sottolineando che la partecipazione del Comune non vuole interferire con le dinamiche sportive o imprenditoriali, ma garantire tutela e valorizzazione del marchio nel rispetto delle norme federali.
Se il Comune riuscirà ad acquisirlo, il logo potrebbe essere custodito come bene della collettività e utilizzato anche all’interno di percorsi culturali e museali dedicati alla storia dello sport cittadino.
Un’iniziativa che punta quindi a preservare un pezzo della memoria contemporanea di Catania e a mantenere vivo, anche per le future generazioni, uno dei simboli più forti dell’identità rossazzurra.
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Il Catania cerca la svolta al Massimino: sabato arriva il Crotone
Il Catania è al lavoro in vista del match di sabato contro il Crotone, per cercare un successo per ritrovare il fattore casa. Negli ultimi anni il Massimino è stato uno dei principali punti di forza dei rossazzurri, capace di trascinare la squadra anche nei momenti più complicati, come nella scorsa stagione, ad esempio, con la gestione Toscano.
Di fronte ai rossazzurri però arriveranno i rossoblù di Leandro Greco, formazione calabrese allenata per ben due stagioni da Emilio Longo che ha azzerato la penalizzazione in classifica di 6 punti, dopo il bel successo contro la Salernitana per 2-1. Al “Massimino” nella scorsa stagione è terminata 2-0 per i rossazzurri con le reti di Corbari e Lunetta.
In questo avvio di campionato, però, il rendimento interno non è stato all’altezza. In quattro partite sono arrivati una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Un bottino troppo magro per una squadra che vuole competere per il primato.
Paradossalmente, in trasferta il Catania ha mostrato maggiore continuità, vincendo su campi difficili come Picerno e Caserta. Adesso serve cambiare passo. Sabato contro il Crotone l’obiettivo è riportare il Massimino a essere un fortino e dare continuità alla serie positiva.
Intanto Longo valuta il possibile recupero di Emanuele Torrasi, tornato ad allenarsi con il gruppo. Sul fronte societario, invece, il club ha affidato a Vincenzo Grella pieni poteri per partecipare alla prossima asta per l’acquisizione dello storico marchio del Calcio Catania.
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Palermo al lavoro per recuperare gli infortunati Hernani e Perin
È ripresa ieri pomeriggio, a Torretta, la preparazione del Palermo in vista della trasferta di Empoli.
La squadra di Filippo Inzaghi, dopo la consueta fase di riscaldamento, ha lavorato su un gioco di posizione dieci contro otto e successivamente su un’esercitazione nove contro nove dedicata al possesso palla. La seduta si è conclusa con una fase di lavoro aerobico.
Proprio sul piano tattico sono arrivate le principali indicazioni. Inzaghi ha infatti provato una soluzione interpretabile come un 4-3-3, alternativa al 4-2-3-1 utilizzato abitualmente dal Palermo.
Una prova che ha coinvolto anche il reparto offensivo: nella prima parte dell’esercitazione, il tridente era composto da Vavassori, Gabrielloni e Johnsen.
Non si tratta, comunque, di una vera e propria svolta tattica. In base ai movimenti e alle posizioni dei giocatori in campo, infatti, anche il 4-2-3-1 può trasformarsi in un 4-3-3. La soluzione testata a Torretta rappresenta però una variante sulla quale il tecnico rosanero sta lavorando.
Sul fronte degli indisponibili, Hernani è ancora ai box. Lo staff proverà a recuperare il centrocampista brasiliano per la sfida di Empoli, ma senza forzare i tempi.
Stessa linea di prudenza per Perin, mentre resta da monitorare anche Gyasi. L’esterno sabato aveva svolto parte della seduta con il gruppo, alternandola a lavoro differenziato, mentre ieri non ha partecipato all’esercitazione tecnico-tattica.
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