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SANITÀ

Ospedale Taormina: eseguito intervento salvavita “valve in valve” su un paziente 60enne

Un intervento salvavita è stato eseguito all’ospedale San Vincenzo di Taormina su un sessantenne in gravi condizioni cardiovascolari affetto da Tetralogia di Fallot, portatore di pace-maker e già sottoposto a numerosi interventi di cardiochirurgia.

L’avanzato grado di scompenso cardiaco dell’uomo, era sostenuto dal malfunzionamento della valvola protesica impiantata circa 15 anni prima in sede polmonare.

L’intervento ‘valve in valve’, è stato eseguito con successo da Paolo Guccione responsabile della Cardiologia pediatrica in collaborazione con Giuseppe Cinnirella responsabile dell’Emodinamica ed Enrico Iannace, responsabile di Anestesia e rianimazione.

SANITÀ

Salute: andare a lavoro in bici o a piedi riduce il rischio di morte, i ricoveri e i farmaci da assumere

I pendolari che vanno al lavoro in bicicletta o a piedi hanno un rischio inferiore sia di malattie mentali sia fisiche, a rivelarlo è uno studio a lungo termine condotto da Bruce Whyte, del Glasgow Centre for Population Health. I benefici più evidenti sono stati riscontrati tra i ciclisti, per i quali il rischio di morte per qualsiasi causa era inferiore del 47%, quindi quasi dimezzato.

I ricercatori hanno utilizzato dati rappresentativi a livello nazionale concentrandosi su persone di 16-74 anni. L’analisi finale si è basata su 82.297 persone, cui è stato chiesto il mezzo di trasporto utilizzato. Il viaggio attivo è stato definito come camminare o andare in bicicletta. Tutti gli altri metodi di pendolarismo sono stati definiti come ‘inattivi’. Le risposte sono state collegate a ricoveri ospedalieri nazionali per tutte le cause, malattie cardiovascolari, cancro e incidenti stradali; decessi per tutte queste cause; e prescrizioni per problemi di salute mentale (sedativi, farmaci per l’ansia e antidepressivi) dal 2001 al 2018 inclusi.

Rispetto ai pendolari inattivi, coloro che camminavano per andare al lavoro o presso luoghi di studio avevano rischi più bassi di morte e malattie mentali e fisiche. In particolare, andare in bicicletta per il tragitto casa-lavoro o studio porta a un rischio inferiore del 47% di morte, a un rischio inferiore del 10% di ricovero ospedaliero per qualsiasi causa e a un rischio inferiore del 24% di ricovero ospedaliero per malattie cardiovascolari. Anche il rischio di ricevere una prescrizione di farmaci per malattie cardiovascolari si riduce del 30%, e del 51% il rischio di morire di cancro, del 24% il rischio di ricovero per il cancro, del 20% il rischio di ricevere farmaci per problemi di salute mentale. Tuttavia, i pendolari ciclisti avevano il doppio delle probabilità rispetto ai pendolari inattivi di essere ricoverati in ospedale a seguito di un incidente stradale. Il pendolarismo a piedi si associa ad un rischio inferiore dell’11% di ricovero ospedaliero per qualsiasi causa e a un rischio inferiore del 10% di ricovero ospedaliero per malattie cardiovascolari. È stato anche associato, rispettivamente, a rischi inferiori del 10% e del 7% di ricevere prescrizioni di farmaci per malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale. 

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SANITÀ

Istituto Superiore di Sanità: otto regole da far seguire soprattutto agli anziani per non disidratarsi d’estate

L’ acqua è un bene primario, essenziale per il benessere del corpo e per la salute, ma una vasta fascia della popolazione non ne assume la quantità raccomandata di circa 2 litri al giorno per le donne e 2.5 litri per gli uomini.

In particolare, dagli ultimi dati, è emerso che gli anziani in oltre il 40% dei casi non raggiungono questa quantità con il rischio di un impatto negativo sulla performance fisica e cognitiva”: è quanto ha affermato il coordinatore della segreteria scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), Graziano Onder, in occasione della presentazione del primo rapporto del neonato Centro Nazionale per la Sicurezza delle Acque (CeNSiA) dell’Istituto Superiore di Sanità.

Per gli anziani, precisa Onder, può essere utile seguire delle semplici regole per mantenersi idratati anche d’estate: “Bisogna bere molto, anche in assenza di stimolo della sete. Il mio consiglio è quello di riempire una bottiglia di due litri, la mattina, e sapere che bisogna averla finita entro la sera”, dice lo specialista Iss. “Può essere poi utile rivalutare le terapie farmacologiche con il proprio medico, prestando particolare attenzione alle terapie anti-ipertensiva e diuretica, che possono contribuire alla disidratazione. Terza regola: assumere cibi ricchi di liquidi, come frutta e verdura, mentre – quarta – evitare bevande zuccherate o alcolici che favoriscono lo stato di disidratazione”.

Per Onder, inoltre, non bisogna smettere di fare attività fisica, “ma occorre farlo nelle ore più fresche della giornata, tenendo conto che il moto deve essere proporzionato alle capacità dell’anziano”. Poi, naturalmente, occorre “privilegiare gli ambienti freschi e vestire comodi e leggeri con indumenti che consentano di non sudare eccessivamente”.

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ECONOMIA

Alimentazione: modelli nutrizionali errati costano annualmente a ogni italiano 289 euro

Diete e modelli nutrizionali errati costano a ogni italiano circa trecento euro in più all’anno e incidono sulla probabilità di insorgenza di malattie determinando un duplice rischio: in termini di impatto sulla salute e, più in generale, incrementando i costi economico- sociali, determinando una contrazione annua del pil europeo del 3,3%.

Le evidenze di questa correlazione sono state esposte dalla Fondazione Aletheia – primo think thank scientifico italiano – nel rapporto ‘Malattie, cibo e salute’, illustrato dal Comitato Scientifico della Fondazione, con il patrocinio e nelle sedi del ministero della Salute, alla presenza del ministro Orazio Schillaci.

Nel 2023 l’eccesso di peso, secondo il report, ha interessato il 46,4% della popolazione di maggiore età, rilevando una crescita nell’ultimo ventennio dell’7,1% delle persone in sovrappeso e del 36,4% di quelle affette da obesità. A questo si aggiunge anche un aumento dell’incidenza di diabete che passa dal 6,3% nel 2021 al 6,6% nel 2022 con una crescita negli ultimi venti anni del 65%. Entrando nel dettaglio, l’incremento del sovrappeso legato a stili nutrizionali errati rappresenta il 9% della spesa sanitaria nazionale e ad ogni italiano costa un’extra “tassa” annuale di 289 euro. In tal senso la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, ingloba ed esprime differenti valori di contrasto a questo fenomeno. Nemici della salute sono invece i cibi ultra-processati. Il rapporto evidenzia, infatti, come una riduzione del 20% delle calorie assunte da alimenti ad alto contenuto di zucchero, sale e grassi saturi potrebbe prevenire in Italia 688mila malattie croniche entro il 2050 e far risparmiare 278 milioni di euro l’anno di spesa sanitaria: circa 7 miliardi nei prossimi 25 anni.

“Assistiamo spesso a disinformazione e strumentalizzazioni – spiega Riccardo Fargione, Direttore di Aletheia – che spingono verso modelli di consumo dannosi per i cittadini. Non possiamo permetterlo in una Paese, come l’Italia, ma neanche a livello globale, per il bene dei cittadini e dei nostri figli. Ed è per questo che con la Fondazione Aletheia ci siamo dotati di un team di medici e scienziati di altissimo profilo”.

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