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ATTUALITÀ

Letojanni, le due parrocchie si ritrovano a fine anno per ringraziare Dio per i benefici ricevuti

LETOJANNI – Due parrocchie, espressioni diverse di un’unica Diocesi in cammino: Letojanni e Mazzeo si ritrovano alla fine dell’anno per dire grazie a Dio per i benefici ricevuti nei mesi trascorsi.

La cerimonia religiosa si svolgerà giovedì alle 17.30 al palazzo polifunzionale di Letojanni e sarà possibile la partecipazione di 160 persone nel rispetto delle vigenti normative anti-Covid. Alla Celebrazione Eucaristica seguirà un momento di Adorazione durante il quale si canterà il Te Deum (estesamente Te Deum Laudamus – Noi ti lodiamo Dio), l’antico canto latino che viene intonato tradizionalmente durante alcune solennità, come appunto quella della sera del 31 dicembre, per ringraziare il Signore dell’anno appena trascorso.

Un momento pregnante di preghiera e di condivisione tra le due comunità parrocchiali che operano sotto la guida di padre Francesco Giacobbe, che sottolinea l’importanza dell’evento: “La collaborazione tra le Parrocchie ci dà la possibilità di riconoscerci sempre più Chiesa che nel 2020 non può più camminare da sola ma deve necessariamente imparare ancora una volta che solo “facendo squadra” di cresce”.

La Santa Messa sarà animata da entrambe le comunità parrocchiali. Ai piedi dell’altare saranno poste le statue dei due patroni San Giuseppe (Letojanni) e Santa Maria Goretti (Mazzeo). Il servizio d’ordine sarà curato dalla Fraternita di Misericordia “San Giuseppe” di Letojanni.

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Anas: ripristinato il traffico sull’A19 nella galleria “San Nicola”, in provincia di Enna

Ripristinato il tratto di tratto di strada lungo l’A19 “Palermo-Catania”, in corrispondenza della galleria “San Nicola”, in provincia di Enna, rimasto bloccato per diverse ore nella giornata di ieri a causa di un mezzo pesante che, durante il transito, ha urtato e danneggiato gli impianti di illuminazione della galleria.

Sul posto hanno lavorato senza sosta le squadre dell’Anas e dei Vigili del Fuoco per le necessarie operazioni di messa in sicurezza e per il ripristino delle condizioni di transitabilità, soprattutto per la riparazione dell’impianto elettrico della galleria.

Nonostante gli ingenti danni causati dal sinistro, che ha interessato gli impianti di illuminazione e alcuni elementi strutturali della galleria,l’impegno delle squadre ha consentito di completare gli interventi necessari e ripristinare la circolazione.

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L’aeroporto di Catania resta chiuso fino alle 22

Continuano i disagi per i viaggiatori e le criticità nello scalo aeroportuale catanese. Dalla giornata di ieri, infatti, l’attività dell’Etna ha portato alla chiusura dei settori dell’aeroporto limitando sia arrivi che partenze, con continui rinvii alla riapertura che interessano anche la giornata odierna.

In particolare, in considerazione del VONA con allerta rossa e delle proiezioni dei venti, l’aeroporto di Catania resterà chiuso fino alle 22 di stasera, con diversi voli cancellati e altrettanti dirottati sugli scali di Comiso e Palermo, ma anche a Trapani e Bari.

In particolare, in considerazione del VONA con allerta rossa e delle proiezioni dei venti, l’aeroporto di Catania resterà ancora chiuso, in attesa di nuovi aggiornamenti, con diversi voli cancellati e altrettanti dirottati sugli scali di Comiso e Palermo, ma anche a Trapani e Bari.

Non si tratta di una nuova eruzione vulcanica, ma di un’emissione di cenere, normalissima per l’Etna, che, a causa dei venti in quota, fa scattare i livelli di allerta che hanno causato la prosecuzione della chiusura di settori B3 e C1 dello scalo catanese.

La Sac, pertanto, prima di recarsi in aeroporto, invita i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree. Seguiranno aggiornamenti nelle prossime ore.

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Caro carburanti, in Sicilia è emergenza: benzina e diesel sempre più pesanti per le famiglie

Il caro carburanti pesa con forza sempre maggiore sui bilanci delle famiglie e in Sicilia la situazione assume contorni particolarmente preoccupanti. Benzina e gasolio continuano a viaggiare su livelli elevatissimi, mentre ogni rifornimento si trasforma in una spesa sempre più difficile da sostenere.

Secondo i dati riportati nelle ultime ore, nell’Isola il prezzo medio in modalità self si aggira intorno ai 2,11 euro al litro per la benzina e tra 2,20 e 2,23 euro per il diesel, con punte che arrivano anche oltre i 2,25 euro al litro.

Numeri che, in una regione nella quale l’automobile rappresenta spesso una necessità e non una scelta, hanno un impatto ancora più pesante. Per molti siciliani significa spendere decine di euro in più ogni mese soltanto per raggiungere il posto di lavoro, accompagnare i figli, affrontare gli spostamenti quotidiani o muoversi tra comuni spesso privi di collegamenti alternativi adeguati.

Il tema è tornato al centro dell’agenda del Governo. Dopo gli interventi sulle accise, l’esecutivo sta valutando nuove forme di sostegno rivolte alle famiglie e ai lavoratori. Tra le ipotesi allo studio ci sono un possibile bonus carburante per i lavoratori dipendenti e un contributo destinato alle famiglie con redditi più bassi. Si tratta, però, al momento di misure ancora allo studio e non definitive.

In Sicilia, però, il problema non può essere affrontato soltanto come una questione nazionale. Il prezzo della mobilità pesa su famiglie, lavoratori, imprese, artigiani, commercianti e trasportatori, con effetti che possono propagarsi anche sul costo dei beni e dei servizi.

La preoccupazione cresce soprattutto perché gli aumenti incidono quotidianamente sulle tasche dei cittadini. Il rischio è quello di trasformare il carburante in una nuova voce di spesa incomprimibile, proprio in una regione dove le distanze e la carenza di alternative al trasporto privato rendono difficile rinunciare all’auto.

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