giovedì, Gennaio 26, 2023
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“Sosia, la vita degli altri”, il nuovo docu-film del regista siciliano Salvo Spoto trionfa al Festival di Benevento

Dopo “Fuitina” e “Cimena”, opere pluripremiate e di assoluto spessore artistico e documentaristico, il regista Salvo Spoto – siciliano e fiumefreddese doc ma trapiantato da anni a Milano – ha sfornato un altro lavoro dei suoi.  

Stavolta è l’anima – ma anche mente e braccio – di “Sosia, la vita degli altri”, lungometraggio che viaggia e si sviluppa su due livelli ben distinti ma strettamente legati tra loro: il primo racconta del rapporto – scherzoso prima, turbolento poi – tra Bruno Barbieri, noto chef e personaggio televisivo nonché protagonista indiscusso del film, con il suo “clone” tutt’altro che naturale; la seconda parte, invece, è dedicata proprio ai sosia e al racconto delle loro singolari esperienze di vita.

Immaginate di essere un personaggio più o meno pubblico e di avere un “gemello” improvvisato che possa in qualche modo mettere a rischio la vostra stessa reputazione: il risultato sarà, ovviamente, imprevedibile per non dire esplosivo. Ed è proprio questo il nucleo centrale del docu-film “Sosia, la vita degli altri”, un percorso ricco di gag, retroscena e storie che rivelerà aspetti umani e psicologici inediti, fornendo spunti di riflessione e momenti di stupore. Un racconto dai risvolti inaspettati, che pone l’attenzione sulla condizione di sosia che alcune persone si ritrovano a vivere a volte volontariamente (per emulazione, ammirazione o semplice divertimento), altre in modo inconsapevole.

“Lavoro da 7 anni al fianco di chef Barbieri come personal manager – ha dichiarato il regista Salvo Spotoe la realizzazione di “Sosia, la vita degli altri” sancisce un percorso di grandi successi, viaggi in giro per il mondo e tanti progetti. Col tempo si è instaurato un rapporto di grande fiducia che ha fatto sì che lo chef Barbieri abbracciasse subito l’idea del docu-film, senza alcuna esitazione. Le riprese sono state effettuate nel corso della pandemia, quindi alcune interviste sono state realizzate con una troupe ridotta all’osso o da remoto, ma la distanza non ha precluso lo sviluppo della creatività e il rapporto di sintonia che è nato con i protagonisti. Tutti sono riusciti ad aprirsi – conclude Spoto – e raccontare la propria storia, in maniera intima, senza il rischio di essere giudicati”.

Lo chef Bruno Barbieri

“Più di dieci anni fa – ha invece affermato Bruno Barbierinon immaginavo che un giorno sarei stato imitato, che alcune persone volessero vestirsi come me o avere lo stesso paio di occhiali fare quello che fa Bruno Barbieri o essere Bruno Barbieri. Tutto questo da una parte mi lusinga, dall’altra mi dà una grossa responsabilità. Quando ho saputo che c’erano dei miei sosia, all’inizio ho sorriso, ma la storia di Antonello, che viene raccontata nel film, a un certo punto assume dei risvolti anche preoccupanti… e di più non posso svelare. Quando ho letto la sceneggiatura di “Sosia – la vita degli altri” sono rimasto subito colpito dal ritratto psicologico che si fa dei protagonisti e delle loro condizioni, che alle volte non vengono vissute bene e ti trascinano dentro ad un baratro del non ritorno. Sono anche molto orgoglioso di partecipare per la prima volta a un progetto cinematografico attraverso una produzione indipendente perché questo film dimostra che bastano le buone idee per dare vita a qualcosa di straordinario. D’altra parte, per fare un buon piatto servono pochi ingredienti e un pizzico di talento, parola di Bruno Barbieri”.

Il regista Salvo Spoto

Ma chi è Salvo Spoto? Autore, documentarista e regista siciliano, dopo una lunga esperienza nel settore autorale televisivo, è da sette anni personal manager di Bruno Barbieri. Ha all’attivo altri film e corti (come i sopracitati “Fuitina” e “Cimena”, ma anche “Alberomotore”), presentati a diversi Festival di Cinema nazionali e vincitori di numerosi premi.

Il suo ultimo progetto, come detto, è “Sosia, la vita degli altri”. Il docu-film, prima coproduzione cinematografica di Realize Networks (“talent agency” fondata da Pasquale Arria) insieme a Lampare Film, non è stato ancora diffuso al grande pubblico, ma ha già ricevuto un importante riconoscimento. L’opera di Spoto, infatti, ha vinto il premio come “miglior lungometraggio” nell’ambito della V edizione del Festival Nazionale Del Cinema e Della Televisione di Benevento. Spoto ritirerà il premio insieme allo chef Barbieri in occasione della serata finale della kermesse, in programma il 27 giugno nella splendida cornice dell’Arco del Sacramento.

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