ECONOMIA
Sicilia, torna lo “straccia bollo”: debiti senza sanzioni e interessi
Via libera in Sicilia allo “straccia bollo”. È diventata operativa la definizione agevolata che permette di regolarizzare i debiti nei confronti della Regione senza pagare sanzioni e interessi.
L’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, ha firmato il decreto attuativo che stabilisce procedure e modalità di adesione. Il termine ultimo per mettersi in regola è fissato al 31 ottobre 2026.
Per quanto riguarda la tassa automobilistica, il provvedimento interessa i bolli già iscritti a ruolo relativi alle annualità dal 2016 al 2024 e anche quelli dovuti per il 2025. Le pratiche potranno essere gestite attraverso le delegazioni Aci e le agenzie di pratiche auto autorizzate.
La definizione agevolata, però, non riguarda soltanto il bollo. La possibilità di sanare le posizioni debitorie viene estesa anche alle tasse sulle concessioni regionali e a diverse entrate patrimoniali. Tra queste, i canoni legati ai terreni demaniali, alle cave, al demanio idrico e all’utilizzo delle acque pubbliche.
Potranno aderire sia i cittadini sia le persone giuridiche, per debiti maturati e non pagati, totalmente o in parte, entro il 31 dicembre 2025.
Secondo il presidente della Regione Renato Schifani, l’obiettivo è consentire a chi ha pendenze con l’amministrazione regionale di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, beneficiando dello sgravio completo di interessi e sanzioni.
ATTUALITÀ
Caro carburante: proroga del taglio delle accise, in attesa di nuove misure
Non è ancora giunta una soluzione decisiva al caro carburante, gli interventi mirati promessi dal governo dovranno ancora attendere. Intanto si continua a tamponare con un’ulteriore proroga del taglio sulle accise, anche se la misura si dimostra ancora una volta insufficiente.
Il Consiglio dei ministri riunito ieri pomeriggio ha prorogato di altri sette giorni il taglio delle accise, pari a 17 centesimi al litro, che resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre.
Il governo Meloni continua a rinviare i cosiddetti “sostegni selettivi”, che dovrebbero arrivare la prossima settimana, come dichiarato dalla premier in un videomessaggio.
Intanto i prezzi continuano a salire all’impazzata: con il gasolio aumentato di 50 cent a litro nell’arco di 24 ore e la benzina di 55 cent. Una situazione insostenibile che attende, oramai da mesi, una risposta efficace dall’esecutivo.
ECONOMIA
Carburanti, nuovi rincari: il pieno costa sempre di più
Nuovi aumenti per benzina e diesel, con il costo del pieno che continua a pesare sempre di più sulle tasche degli automobilisti.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nella giornata di sabato 5 settembre il prezzo medio della benzina in modalità self-service ha raggiunto i 2 euro e 5 centesimi al litro, in crescita rispetto ai 2 euro e 4,6 centesimi del giorno precedente.
Ancora più alto il prezzo del gasolio, arrivato a una media di 2 euro e 16,4 centesimi al litro, contro i 2 euro e 15,7 centesimi registrati venerdì.
Il confronto con un mese fa evidenzia ulteriormente il rincaro. Il 5 agosto la benzina costava mediamente 1,997 euro al litro, mentre il diesel si fermava a poco dopo 2,097 euro. In trenta giorni, quindi, la verde è aumentata di circa 5,5 centesimi, mentre il gasolio ha registrato un incremento di 6,7 centesimi al litro.
La situazione peggiora sulle autostrade, dove il prezzo medio in modalità self-service arriva a più di 2 euro al euro per la benzina e a 2,237 euro per il diesel.
A fare i conti con gli aumenti sono soprattutto gli automobilisti. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, dal primo settembre un pieno da 50 litri in autostrada è diventato più caro di 1,70 euro per la benzina e di 1,65 euro per il gasolio.
Anche sulla rete stradale il costo è aumentato: 1,50 euro in più per un pieno di benzina e 1,70 euro per il diesel.
Intanto resta aperto il dibattito sulle accise e sulle possibili misure del Governo. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, gli interventi previsti sul gasolio sarebbero insufficienti, mentre per la benzina non ci sarebbero state nuove misure da luglio.
Il dato resta dunque chiaro: dopo settimane di rincari, fare il pieno costa sempre di più.
ECONOMIA
Cenere vulcanica da rifiuto a risorsa, la proposta di Aricò
La cenere vulcanica dell’Etna potrebbe diventare una risorsa per la bioedilizia, attraverso il trattamento e il recupero del materiale, quando le caratteristiche lo consentiranno.
È la proposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Alessandro Aricò, che ha convocato una commissione del Dipartimento regionale tecnico per valutare anche la possibilità di inserire, nel nuovo prezzario regionale unico dei lavori pubblici, una voce specifica dedicata alla gestione della cenere vulcanica.
L’obiettivo è fornire ai Comuni dell’area etnea un riferimento chiaro per quantificare i costi degli interventi: dalla rimozione e raccolta della cenere, al carico e trasporto, fino al conferimento e allo smaltimento in siti o impianti autorizzati.
Un’esigenza diventata particolarmente attuale dopo le recenti ricadute di cenere che hanno interessato diversi centri alle pendici dell’Etna.
Ma la Regione guarda anche al possibile riutilizzo. La cenere, se tecnicamente idonea e nel rispetto delle normative, potrebbe essere trattata e trasformata in semilavorati destinati alla bioedilizia.
Un percorso ancora da approfondire con gli enti locali e con i soggetti competenti, ma che punta a trasformare un problema ricorrente per il territorio in una possibile opportunità ambientale ed economica.
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